Forum Dell'Alleanza Della Salute - La delirante politica dei vaccini.
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Sere

Utente Senior



Inserito il - 27 gennaio 2012 : 21:25:41  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Sere Invia a Sere un Messaggio Privato Aggiungi Sere alla lista amici
Ah si girava su FB ... una vera guerra al SI ..., in Italia però c'è il mammismo (retaggio cattolico) su sta cosa le donne non ci cascano il latte materno non si tocca !!



  Firma di Sere 
Nuovissima Era Original
La vera libertà di stampa è dire alla gente ... ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire
G.Orwell
www.gattocicova.it

 Regione Lazio  ~  Messaggi: 1323  ~  Membro dal: 26 gennaio 2011  ~  Ultima visita: 19 giugno 2014 Torna all'inizio della Pagina

Parsifal

Utente Senior



Inserito il - 17 febbraio 2012 : 14:49:50  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
bambini infettati da genitore militare vaccinato...
in francia 400/450 casi di encefaliti mortali, legate all'antivaiolosa...

http://www.dailymotion.com/video/xa...-a-h1n1_news




 Regione Lazio  ~  Messaggi: 1648  ~  Membro dal: 05 marzo 2010  ~  Ultima visita: 16 aprile 2014 Torna all'inizio della Pagina

Agni

Utente Master


Inserito il - 17 febbraio 2012 : 22:23:57  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Agni Invia a Agni un Messaggio Privato Aggiungi Agni alla lista amici

UNA MIA PARENTE HA FATTO IL VACCINO...... NON LO AVEVA MAI FATTO .... QUEST'ANNO SI E' LASCIATA CONVINCERE (IO HO CERCATO DI DISSUADERLA.... MA NON CI SONO RIISCITO)..... E DA QUANDO LO HA FATTO STA MALE ... CON FEBBRE .... ORMAI PIU' DI 2 MESI.... NATURALMENTE I DOTTORI NON CI CAPISCONO NIENTE... COSA SI PUO' FARE? ........




 Regione Lombardia  ~  Messaggi: 2368  ~  Membro dal: 20 marzo 2010  ~  Ultima visita: Ieri Torna all'inizio della Pagina

Parsifal

Utente Senior



Inserito il - 04 marzo 2012 : 15:08:21  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
Agni ha scritto:


UNA MIA PARENTE HA FATTO IL VACCINO...

di che vaccino stai parlando?




 Regione Lazio  ~  Messaggi: 1648  ~  Membro dal: 05 marzo 2010  ~  Ultima visita: 16 aprile 2014 Torna all'inizio della Pagina

Parsifal

Utente Senior



Inserito il - 09 marzo 2012 : 11:40:20  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
L'europarlamentare sardo presenta un'interrogazione alla Commissione europea sul caso del militare sotto processo per aver rifiutato le vaccinazioni.

"Le vaccinazioni obbligatorie per i militari che partono in missione - anche sul territorio italiano, n.d.r. - sono una barbarie che appartiene al passato. All'interno dell'Unione europea sono pochissimi gli Stati Membri che ancora impongono obbligatoriamente le vaccinazioni per i militari: in gran parte d'Europa, infatti, questo tipo di trattamento è opzionale e lascia libertà di scelta". Questa la dichiarazione dell'Onorevole Giommaria Uggias, a seguito della presentazione di un'interrogazione alla Commissione europea sul caso del militare L. S., in servizio presso la base aerea di Decimonannu, accusato di "disobbedienza aggravata e continuata" per essersi rifiutato di sottoporsi alle vaccinazioni prima di una missione - in Italia, n.d.r. -.

Nell'interrogazione presentata dall'eurodeputato dipietrista si richiede alla Commissione europea e al Consiglio se il regime di vaccinazione obbligatoria imposto dallo Stato italiano sia compatibile con l'art. 3 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea ("diritto alla propria integrità fisica e psichica"), anche alla luce del quadro normativo stabilito dall'art. 32 della Costituzione Italiana, secondo cui "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di Legge" e che "la Legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Uggias richiede inoltre alla Commissione di intervenire con una richiesta di chiarimenti presso le autorità italiane in merito al vigente regime obbligatorio di vaccinazione per i militari.

"Il processo in cui è coinvolto il militare L.S. - commenta Uggias - è una palese violazione del diritto alla salute, dell'inviolabilità della persona e delle sue scelte. L'auspicio è che la vicenda si rivolga in un nulla di fatto, e che il militare possa ritornare a fare il suo lavoro in tranquillità. D'altra parte, il problema resta: è davvero necessario imporre queste pesanti vaccinazioni, che spesso indeboliscono invece che rafforzare?"
http://www.italiadeivalori.it/pacif...e-al-passato




 Regione Lazio  ~  Messaggi: 1648  ~  Membro dal: 05 marzo 2010  ~  Ultima visita: 16 aprile 2014 Torna all'inizio della Pagina

Parsifal

Utente Senior



Inserito il - 15 marzo 2012 : 11:58:19  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
Vaccini, pubblicato nuovo piano
Dopo 7 anni esce nuovo calendario, varicella per tutti dal 2015


(ANSA) - ROMA, 13 MAR - Sono 3 le novita' contenute nel nuovo piano vaccinale pubblicato in gazzetta. La prima riguarda il vaccino contro l'Hpv (papillomavirus) che entra nel piano e sara' quindi gratuito per tutte le dodicenni. La seconda riguarda altri due vaccini gia' offerti in molte regioni, l'antimeningococco e l'antipneumococco, la cui offerta viene calendarizzata. L'ultima novita' riguarda il vaccino contro la varicella: se ne posticipa l'introduzione universale in tutte le Regioni al 2015.

http://www.conchiglia.us/C_DOCUMENT...Italiana.pdf




 Regione Lazio  ~  Messaggi: 1648  ~  Membro dal: 05 marzo 2010  ~  Ultima visita: 16 aprile 2014 Torna all'inizio della Pagina

Parsifal

Utente Senior



Inserito il - 15 aprile 2012 : 11:41:15  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
L’aumento del 78% del tasso di autismo nell’ultimo decennio coincide con i nuovi programmi di vaccinazione


Il tasso di autismo tra i bambini americani è quasi raddoppiato nell'ultimo decennio, secondo un nuovo rapporto pubblicato dalla US Centers for Disease Control and Prevention (CDC), passando da circa uno su 150 bambini nel 2000, a circa uno su 88 nel 2008, l'anno in cui sono state effettuate le ultime stime ufficiali.
E’ interessante notare che questo costante aumento dei tassi di autismo coincide perfettamente con l’aumento dei programmi di vaccinazione approvati dal CDC e notevolmente aumentati dal 1980.
http://www.laleva.org/it/2012/04/la...nazione.html




 Regione Lazio  ~  Messaggi: 1648  ~  Membro dal: 05 marzo 2010  ~  Ultima visita: 16 aprile 2014 Torna all'inizio della Pagina

Parsifal

Utente Senior



Inserito il - 15 aprile 2012 : 12:00:33  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
Vaccino epatite B danneggia il fegato che invece dovrebbe proteggere


"Vaccinare i bambini per l'epatite B è oltraggioso nei loro confronti: la grande maggioranza dei bambini non sono a rischio di contrarre l'epatite, ma sono sicuramente a rischio per gli effetti collaterali del vaccino"
Jane Orient M.D. - 1999

"Tutta la politica vaccinale americana è decisa in base a "legami incestuosi" con le ditte produttrici di vaccini!"
Dr. Jane Orient MD - "VIA", del 14/06/1999

"I programmi di vaccinazione obbligatoria sono una violazione del codice di Norimberga poichè costringono gli individui a subire un trattamento medico contro la loro volontà, che diventa l'equivalente funzionale di un vasto esperimento completamente senza consenso informato."
Dr. Jane Orient M.D.
www.drjaneorient.com/cv.pdf

"Tutte le raccomandazioni ufficiali americane a proposito delle vaccinazioni sono inquinate senza speranza dall'intreccio di interessi esistente fra le ditte produttrici di vaccini, l'accademia americana CDC."
Michael Belkin, testimonianza al congresso USA, 18.05.1999
http://www.whale.to/vaccines/belkin.html

"Mia figlia Lyla Rose Belkin è morta il 16 settembre 1998 all'età di 5 settimane, 15 ore dopo aver ricevuto la sua seconda iniezione di vaccino di epatite B. Era una bambina vitale, sveglia, di 5 settimane, quando la tenni per l'ultima volta tra le mie braccia. Non potevo immaginare, quando mi guardava intensamente negli occhi con tutta la innocenza e la meraviglia di ogni nuovo nato, che sarebbe morta quella notte".
Michael Belkin Testimony to Congress. Tuesday, May 18,1999
http://www.whale.to/vaccines/belkin.html




 Regione Lazio  ~  Messaggi: 1648  ~  Membro dal: 05 marzo 2010  ~  Ultima visita: 16 aprile 2014 Torna all'inizio della Pagina

Parsifal

Utente Senior



Inserito il - 07 maggio 2012 : 10:50:10  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
PER PIÙ DI 100 ANNI LE VACCINAZIONI SI SONO BASATE SULLA FRODE MEDICA


L'idea che vaccinare servisse a immunizzare nacque nel 1796 quando il farmacista britannico Edward Jenner inoculò del pus di vaiolo vaccino in un bambino di otto anni. L'esperimento scaturì dalla diceria non dimostrata che chiunque contraesse il vaiolo vaccino diventasse immune al vaiolo.

Nei due anni successivi Jenner vaccinò persone con il vaiolo vaccino per renderle immuni al vaiolo umano. Senza alcuna sperimentazione che ne provasse efficacia e sicurezza, Jenner impressionò talmente tanto re Giorgio III con la sua fittizia assicurazione di immunizzazione da venire ricompensato con l'equivalente di 500.000 dollari.

Pertanto Jenner fu il primo medico professionista a somministrare sostanze contaminate come medicamento a persone in buona salute e a ricevere una sostanziosa remunerazione per questo. Fu anche il primo a denunciare costantemente e con successo chi denigrava la vaccinazione.

Così facendo proteggeva il suo ego e il suo portafogli.

Molti dei professionisti in campo medico nel XIX secolo erano a conoscenza dei numerosi casi di vaiolo verificatisi tra coloro che avevano contratto il vaiolo vaccino. Le basi della teoria di Jenner si incrinavano.

Iniziò in questo modo una tradizione che ancora oggi continua a essere preservata dai sostenitori del vaccino: tirar fuori una soluzione falsa per prevenire le malattie, farci un sacco di soldi e mettere a tacere le ragionevoli proteste di chi sa bene che l'immunizzazione tramite vaccinazione non è né efficace né tanto meno sicura.

In Inghilterra l'incidenza di vaiolo dopo la vaccinazione è cresciuta costantemente dal 5% iniziale al 95% del 1895. Nel 1872 si verificò addirittura una seria epidemia e l'anno successivo la vaccinazione contro il vaiolo fu resa obbligatoria per legge in tutto il Regno Unito e, contestualmente, il tasso di mortalità per vaiolo in quel periodo si quintuplicò.

Nonostante le intelligenti proteste che si avvalevano di prove evidenti per smentire l'efficacia e provare il danno derivante dalle sostanze tossiche e dai virus contenuti nei vaccini che compromettono l'immunità naturale, il principio dell'inoculazione a scopo immunizzante è stato mantenuto.

Proteggere il commercio di vaccini dalla verità attaccando chi lo contrasta con le sue argomentazioni ragionevoli ha portato oggi l'industria del settore a guadagni del valore di 17 miliardi di dollari annui. La cifra non include il ricavato dalle visite mediche per la prescrizione del vaccino e il conseguente stato di cattiva salute.

La tattica usata dai sostenitori del vaccino per nascondere i dati scientifici ai professionisti del settore ha assunto gli aspetti di una vera e propria mafia.

I professionisti medici onesti che avanzano dubbi sulla relazione tra buona salute e vaccinazione sono puniti severamente e calunniati dalla mafia medica attraverso i media in suo possesso.

La verità sui vaccini e sulle epidemie – nascosta all'opinione pubblica

Uno studio del 2012 guidato dal dottor David Witt, specialista di malattie infettive al San Rafael Kaiser Permanente Medical Center in California, ha concluso che la pertosse si presenta con maggior frequenza tra i bambini vaccinati che tra quelli non vaccinati.

Nel 2010 un'epidemia di orecchioni ha contagiato 1.000 bambini nel nord del New Jersey e nel sud di New York. Quasi l'80% di loro era stato vaccinato con l'MMR (contro morbillo, orecchioni e rosolia).

Negli anni '80 le autorità hanno riportato di numerosi focolai di morbillo tra bambini vaccinati in zone diverse contando una scuola media e un istituto superiore dell'Illinois, un liceo del Massachusettes, una regione della Francia e un'area rurale nei dintorni di Helsinki, Finlandia.

In entrambe le scuole statunitensi si contava oltre il 90% di alunni vaccinati contro il morbillo. I sostenitori del vaccino affermano che un tasso di vaccinazione del 90% in una qualunque popolazione garantisce l'immunità di suddetta popolazione. La falsa affermazione serve a creare maggiori guadagni e al contempo stigmatizza quelli contrari al vaccino per voler mettere a repentaglio il benessere dell'umanità.

Dal non obbligatorio sistema di monitoraggio delle reazioni avverse ai vaccini (Vaccine Adverse Event Reporting System: VAERS) dell'Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali viene registrato solo il 5% delle reazioni avverse ai vaccini.

Nonostante ciò gli altri innumerevoli casi di reazioni avverse gravi ai vaccini trapelano dalle indiscrezioni di vari siti che parlano di questo tema.

E questo grazie ai pochi dottori e a tutti gli altri che osano controbattere incuranti del rischio al quale potenzialmente si espongono. Ora è compito nostro imparare da loro e dire di no ai vaccini.
http://www.naturalnews.com/035715_v...y_fraud.html





 Regione Lazio  ~  Messaggi: 1648  ~  Membro dal: 05 marzo 2010  ~  Ultima visita: 16 aprile 2014 Torna all'inizio della Pagina

aoriggi

Utente Medio



Inserito il - 10 maggio 2012 : 08:34:31  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di aoriggi  Clicca sul telefono per chiamare con Skype  aoriggi Invia a aoriggi un Messaggio Privato Aggiungi aoriggi alla lista amici
Eppure, oggi siamo a questo: http://www.corriere.it/salute/12_ma...0845d6.shtml




  Firma di aoriggi 
"Qui tacet consentire videtur"

 Regione Lombardia  ~  Messaggi: 198  ~  Membro dal: 10 marzo 2010  ~  Ultima visita: 09 dicembre 2014 Torna all'inizio della Pagina

Parsifal

Utente Senior



Inserito il - 19 luglio 2012 : 19:56:03  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
Medici pagati per diffondere la pratica delle vaccinazioni


Mentre arrivano notizie di medici che denunciano l’azienda Merck per avere falsificato i dati sull’efficacia dei vaccini contro gli orecchioni (e d’altronde le prove raccolte in una serie di articoli su questo sito mostrano la poca efficacia di tali vaccini), vengono alla luce alcune informazioni sui soldi che tale azienda ha distribuito ai medici per pubblicizzare i propri prodotti.

Contemporaneamente veniamo a sapere che in Italia le istituzioni vogliono premiare i pediatri che fanno vaccinare i propri assistitie penalizzare gli altri. La notizia comparsa sul sito di un quotidiano locale (corriereromagna) e riportata subito da centinaia di siti (qui uno dei tanti) che denunciavano la scandalosa istituzione di una sorta di "busterella pubblica", ha suscitato un tale vespaio di polemiche che si è ben presto pensato di fare sparire l’articolo dal sito (ovviamente restano le copie cartacee, vedi sotto).
articolo.jpg (236,88 KB)
Art. comp.:http://www.altrainformazione.it/wp/...accinazioni/




 Regione Lazio  ~  Messaggi: 1648  ~  Membro dal: 05 marzo 2010  ~  Ultima visita: 16 aprile 2014 Torna all'inizio della Pagina

mariorenz

Utente Medio


Inserito il - 28 settembre 2012 : 20:47:01  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di mariorenz Invia a mariorenz un Messaggio Privato Aggiungi mariorenz alla lista amici
C'è qualcuno che ha avuto il "coraggio" di non far vaccinare i propri figli, sostituendo tale pratica "da protocollo" con, non so, l'integrazione di base + vit.c e magari altro (es. ACI laser)? No, perchè, io faccio uso (con grande apprezzamento) da qualche mese dell'ortomolecolare e da un paio di anni dell'eccezionale ACI laser Ferioli ma farei fatica cmq fatica a "imporlo" ad es. ad un mio neonato (non ho ancora figli ma mi pongo già il problema..)
E' un mio blocco, lo so, ma vorrei capire se qualcuno lo ha fatto in questo forum e con quali risultati.




  Firma di mariorenz 
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Mario

 Regione Piemonte  ~  Messaggi: 152  ~  Membro dal: 31 maggio 2011  ~  Ultima visita: 11 dicembre 2014 Torna all'inizio della Pagina

Lorenzo Acerra

Nuovo Utente


Inserito il - 28 settembre 2012 : 23:19:11  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Lorenzo Acerra  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Lorenzo Acerra Invia a Lorenzo Acerra un Messaggio Privato Aggiungi Lorenzo Acerra alla lista amici
a me risulta che i vaccini siano un danno quasi irreversibile all'organismo, e a voi?

dobbiamo ripartire da questo dibattito? Bene, leggiamo qua:
http://books.google.de/books?id=gbC...0cio&f=false

' ' ' # # # # # # ' ' '

1.3 Immunità da vaccino ?

Attraverso l'inoculazione del vaccino, l'obiettivo è quello di stimolare l'organismo a reagire con produzione di anticorpi nel sangue, così da produrre uno stato di immunità artificiale che, a seconda dei casi, dura per mesi o anni.

I vaccini sono usati oggi come forma di prevenzione per un'ampia gamma di malattie infettive, non solo sull'uomo ma su ogni specie animale. A seconda dei casi si inoculano virus o batteri, uccisi o vivi, o le loro tossine, oppure, nella forma chiamata di immunità passiva, le "gammaglobuline" (anticorpi) sviluppate dal cavallo esposto al tetano.

Spesso l'immunologo deve fermarsi davanti a questa situazione: i vaccinati sviluppano i livelli previsti di anticorpi, ma la malattia si sviluppa comunque in essi [Allan 1973, Polk 1980, James 1988, Dettmann 1977].

La produzione di anticorpi è vero che è operata dall'antigene (virus o batterio), ma a volte è mediata/ coordinata dall'attivazione dei macrofagi.

Questi avrebbero la funzione di fagocitare l'antigene in prodotti idonei a stimolare l'attivazione delle cellule competenti, oppure di elaborare gli acidi nucleici che informerebbero le cellule competenti a sintetizzare anticorpi specifici persino più efficaci. Il metodo di iniettare il vaccino nel sangue serve a produrre una significativa concentrazione di anticorpi circolanti, ma non stimola la reazione fagocitaria, l'altra faccia del sistema immunitario, con i macrofagi, i linfociti, gli IgA, insomma le difese attivate dall'organismo durante la malattia prima ancora di produrre gli anticorpi specifici.

Molti vaccini usati nella pratica veterinaria vengono somministrati facendoli inalare all'animale. Ciò permette lo sviluppo di una migliore immunità. In questo caso il vaccino stimola anche la componente fagocitaria, attraverso il contatto con le mucose dell'agente patogeno. In questo caso l'animale può mostrare i sintomi delle vie respiratorie, cioè una forma attenuata di malattia. Semplicemente inoculando il virus del vaccino, questi sintomi fastidiosi si sarebbero potuti evitare, ma l'immunità ottenuta non sarebbe stata sufficiente. Un'antica pratica di alcune tribù dell'India (secondo cui esisteva una divinità del vaiolo) consisteva nel raccogliere l'agente patogeno del vaiolo in un batuffolo e avvicinarlo al naso per ottenere la vaccinazione.

Dunque, la semplice equazione "anticorpi = immunità" può essere considerata al massimo una approssimazione, e ciò anche alla luce di un'altra osservazione. È noto infatti da decenni che bambini il cui organismo non è in grado di produrre per niente anticorpi (patologia denominata "agammaglobulinemia"), dopo aver contratto il morbillo o altre malattie infettive riescono comunque a guarire e ad avere dopo la guarigione una immunità permanente.

Ciò ci consente di affermare che l'efficacia del sistema immunitario non è quantificabile in base agli anticorpi nel sangue. James [1988] riporta "individui notevolmente resistenti alla malattia con concentrazioni estremamente basse di anticorpi e individui che svilupparono la malattia che avevano un alto livello di anticorpi". Allan [1973] riporta che, nonostante individui vaccinati per la rosolia avevano sviluppato il previsto livello di anticorpi, l'80% di essi contrassero la malattia quando furono successivamente esposti al contagio.

Il prof. W. H. Manwaring [1979] esprime un punto di vista estremo: "Il posto di rilievo che gli anticorpi e la loro produzione riveste nella medicina odierna non è giustificato né dai risultati puntualmente fallimentari nella difesa dalle malattie infettive, né nei miei 20 anni di ricerca quale professore di Batteriologia e patologia della Stanford University".


Che cosa c'entra il morbillo con tutto ciò?

Il morbillo è un virus essenzialmente del tratto respiratorio che, una volta inalato dalla persona vulnerabile, si sottopone a 10-14 giorni di incubazione e moltiplicazione silenziosa, asintomatica: dapprima nelle tonsille, adenoidi, poi nei tessuti linfatici, infine passa nel sangue. Fagociti quali gli IgA sono attivi nel difendere l'organismo dall'invasione infettiva, dall'inizio alla fine, e risultano fondamentali nel processo di guarigione [Kimman, 1989]. Gli anticorpi specifici nel sangue (IgE, IgM), anch'essi neutralizzanti, intervengono solo quando la risposta difensiva locale e fagocitante si è consolidata. Il culmine del livello di anticorpi coincide proprio con il picco della sintomatologia.

È evidente che il processo di progressione di una malattia acuta come il morbillo, così come la sua guarigione, coinvolge una mobilizzazione generale del sistema immunitario, compresa l'infiammazione dei tessuti di accesso, l'attivazione dei leucociti e dei macrofagi, e una quantità infinita di altri meccanismi. Una tale splendida manifestazione non lascia dubbio che tali malattie siano in effetti l'esperienza decisiva della normale maturazione fisiologica del sistema immunitario nella vita di un bimbo sano. In quanto, non solo il bambino che supera il morbillo non sarà più suscettibile ad esso, ma anche perché una simile esperienza non può fare altro che preparare l'individuo ad una reazione più rapida ed efficace a qualsiasi infezione che lo colpirà in futuro.

Il morbillo non richiede alcuna particolare terapia se non il riposo a letto, la somministrazione di liquidi per combattere la disidratazione causata dalla febbre, talco mentolato e bagni di amido per alleviare il prurito. Per quale motivo qualcuno dovrebbe creare un vaccino per fermare o ritardare questa importantissima fase di sviluppo del nostro sistema immunitario acquisita attraverso un'infezione naturale che causa una malattia lieve?

Prima della Seconda Guerra mondiale quasi ogni bambino si ammalava di morbillo. I genitori ci tenevano che i figli, prima dell'età scolastica, avessero contratto il morbillo e se all'età di sei anni questo non era ancora avvenuto, li mandavano a giocare con bambini infetti. Così facendo si evitava la perdita di troppe lezioni a scuola, oltre al fatto che si sapeva che, a quell'età, la malattia si manifestava senza complicazioni, mentre più avanti negli anni tutto sarebbe diventato più pericoloso. Il dottor Gerhald Buchwald (autore di alcuni libri sui vaccini) ricorda a questo proposito: "Mia nonna un giorno disse: - Il bambino l'anno prossimo andrà a scuola e non ha fatto ancora il morbillo. Di conseguenza fui mandato a giocare con un bambino malato di morbillo, che immediatamente mi infettò. Mia nonna mi mise a letto e mi fece degli impacchi umidi intorno ai polpacci. Abbassava la luce in camera e mi portava tante cose buone da bere e da mangiare, curandomi con affetto: e dopo pochi giorni era passato il morbillo".

L'età tipica dei pazienti affetti da morbillo, prima dell'introduzione del vaccino, andava dai 5 ai 9 anni. Dopo l'introduzione del vaccino il 64% dei soggetti colpiti aveva più di 10 anni. L'età media durante un'epidemia di morbillo che ci fu nel 1981 all'Università della California era stata di 20/ 24 anni, di cui il 91% era stato vaccinato contro la malattia.

I primi vaccini anti-morbillo furono somministrati tra il 1963 e il 1967 su un milione di bambini americani. Poco tempo dopo l'introduzione di questi vaccini i bambini cominciarono a sviluppare forme di morbillo atipico, da una parte una forma subdola, resistente al trattamento, dall'altra una forma leggera con lo sviluppo di chiazze rosse minuscole o addirittura senza chiazze. Queste forme atipiche hanno l'effetto di provocare malattie croniche di tipo degenerativo.

Abbiamo già visto che anticorpi prodotti nel sangue non sempre equivalgono a non contrarre la malattia. Nel 1984 il Ministero della Sanità degli USA dichiarò a tal proposito: "Un bambino che si trova in uno stato di sensibilizzazione immunologica, ma non è ancora immune, è per così dire in uno stato di immunizzazione inadeguata", cioè c'è la prevista risposta con anticorpi al vaccino, ma questa non basta per prevenire la malattia.

I responsabili sanitari statunitensi, alla luce del sole, rispondevano al fallimento del vaccino per il morbillo, e al conseguente fallimento del concetto stesso di vaccinazione, chiedendo di vaccinare di più. Ma furono accontentati.
Nel 1989 fu creato un tipo di vaccino per il morbillo altamente concentrato e quindi potenzialmente immunizzante più a lungo o meglio. Raccomandato dalla OMS (Organizzazione mondiale della Sanità), fu sperimentato sia su 1500 bambini di un quartiere di Los Angeles (Kaiser Permanente of Southern California) che su bambini del Messico, Haiti ed Africa (Centre for Disease Control, 1989-91). Fu rilevato che i bambini iniettati con tale prodotto stavano morendo in gran numero. Le bambine africane, cui nell'esperimento fu somministrata una dose doppia rispetto a quella dei bambini, avevano una mortalità significativamente maggiore di quella dei bambini. Nel 1992 l'OMS ritirò tale vaccino dal mercato.

Per capire cosa successe, bisogna sapere che un aspetto assolutamente certo e riscontrabile in tutte le vaccinazioni consiste nella soppressione post-vaccinale delle difese immunitarie, con un massimo di caduta dei livelli di linfociti 10 giorni dopo l'inoculazione. Questa fase, riconosciuta universalmente negli ambienti scientifici, di fatto non è quasi mai indicata ai genitori dei bambini. L'esistenza di questa fase imporrebbe infatti una visita molto attenta ai soggetti da vaccinare per evidenziare eventuali forme morbose in atto o in incubazione, che potrebbero aggravarsi o manifestarsi proprio in conseguenza della vaccinazione (vedi capitolo 4, "Reazioni ai vaccini").

Il super-vaccino creato per il morbillo nel 1989 risultò causare una super-soppressione (da 6 mesi a 3 anni) del sistema immunitario. Il noto fenomeno dell'effetto depressivo del sistema immunitario fu cioè accentuato dalla particolare formulazione del vaccino.

La letteratura medica ci dà indicazioni puntuali sul fatto che i vaccini possono aumentare l'incidenza delle stesse malattie che dovrebbero prevenire. La capacità del vaccino antipertosse di stimolare l'inizio di una polio paralitica è stato noto sin dal 1909. Nell'epidemia di polio in bambini della penisola araba dell'Oman, secondo la rivista britannica "The Lancet" (1990), la vaccinazione DPT ne fu la causa scatenante: tutte le 70 vittime (età 5-24 mesi) avevano ricevuto una iniezione di DPT entro i 30 giorni precedenti la comparsa della malattia. La vaccinazione DPT aveva annullato la capacità di vincere il virus della polio del loro organismo. Alla fine degli anni '40 uno studio pubblicato su American Journal of Public Health evidenziò che su 1300 casi di polio in bambini della città di New York, circa il 70% delle vittime avevano ricevuto la vaccinazione DPT nei due mesi precedenti la manifestazione della malattia.

Tenendo in mente queste informazioni capiamo ancora di più perché i vaccini non possono essere usati come una panacea dappertutto e ci apprestiamo a discutere le malattie infettive di oggi ricercando un uso mirato e intelligente, strettamente necessario, dei vaccini.




 Regione Campania  ~  Messaggi: 18  ~  Membro dal: 21 novembre 2011  ~  Ultima visita: 20 settembre 2014 Torna all'inizio della Pagina

Parsifal

Utente Senior



Inserito il - 03 ottobre 2012 : 13:29:24  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
mariorenz ha scritto:

C'è qualcuno che ha avuto il "coraggio" di non far vaccinare i propri figli...


DANNI DA VACCINO.pdf




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Parsifal

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VACCINI: LO STATO ITALIANO AVVELENA I NEONATI ?


Effetti indesiderati o ricercati per far soldi sulla pelle di esseri indifesi col pretesto scientifico?
Il nome è quello di un killer legalmente autorizzato ad avvelenare i bambini e a trasformarli in pazienti cronici danneggiando irreversibilmente le loro difese immunitarie. Si chiama infatti “Infanrix Hexa”. E’ il vaccino esavalente dal costo di quasi 100 euro - prodotto dalla famigerata società britannica Glaxo Smith Kline, (condannata più volte negli Stati Uniti d’America per aver mandato all’altro mondo tante persone) - somministrato in un'unica soluzione. L'obbligo di legge per i neonati riguarda difterite, tetano, poliomelite, epatite b. Ma nella dose diffusa ci sono gli antigeni per altre due malattie infettive.

Secondo l'stituto superiore di Sanità: "Copertura ottimale e nessun rischio provato, il vero scandalo è contrarre virus perché si rifiuta il vaccino". Dunque, solo in Italia salvo in alcune Regioni ove esse sono divenute facoltative (ad esempio il Veneto), sono obbligatorie, per tutti i nuovi nati, le seguenti vaccinazioni: antipoliomielitica (Legge 4 febbraio 1966 n° 51), antitetanica (Legge 20 marzo 1968 n° 419), antidifterica (Legge 6 giugno 1939 n° 891 - L. 27 aprile 1981 n° 166), antiepatite virale B (Legge 27 maggio 1991 n° 165, promulgata da Cossiga su proposta di Andreotti e De Lorenzo). «Mio figlio autistico a causa dei vaccini» ha denunciato l’infermiere Gabriele Milani. Come se non bastasse spesso nei centri vaccinali sono “offerte” e somministrate in unica seduta (contemporaneamente al vaccino esavalente) le vaccinazioni antipneumococcica (contiene 13 antigeni + Polisorbato 80, ovvero una sostanza sterilizzante) ed antimeningococcica C per tutti i nuovi nati.

La vaccinazione anti-epatite b (contenuta nell'esavalente) introdotta grazie alle tangenti ricevute dall’ex Ministro della Salute Francesco De Lorenzo è totalmente illegale e truffaldina, in considerazione del fatto che l’ex Ministro è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione «per il danno all’immagine arrecato alla pubblica amministrazione in relazione agli illeciti, accertati in sede penale, che avevano determinato una ingiustificata levitazione della complessiva spesa farmaceutica».

Sovente i genitori non lo sanno o non sono puntualmente informati dai medici (pediatri) preposti al servizio delle aziende sanitarie locali: così in una botta sola vengono iniettati ai pargoli oltre a quelli obbligatori, anche i raccomandati Haemophilus B e pertosse.
Una madre: “Sette vaccini contemporanei alla prima somministrazione non sono troppi?”. Se sono obbligatori solo 4 vaccini (difterite, tetano, poliomelite, epatite b) perché invece se ne somministrano addirittura 6 e anche di più? C’è per caso qualche controindicazione se si usano esseri umani appena affacciati alla vita alla stregua di cavie? Il Codacons ha sporto una denuncia. Chi ci guadagna in valuta sonante e chi perde in termini di salute? Oltretutto anche in quelli obbligatori si annidano pericoli apparentemente invisibili: i metalli pesanti. Il decreto ministeriale del 27 giugno 2003 aveva messo al bando il mercurio: a distanza di 9 anni è ancora presente nella composizione come hanno certificato recenti analisi scientifiche e le disposizioni stabilite dall'Ente europeo per i farmaci. Non è tutto: negli adiuvanti compare anche l’alluminio in dosi macroscopiche. Secondo il ministero della Salute e l’istituto Superiore di sanità è tutto a posto e non c’è nessun pericolo. Inverosimile. Come la mettiamo con gli effetti collaterali e le malattie insabbiate?

Possibile che debba prevalere il profitto economico sulla salute? Tutto quel via vai di informatori scientifici delle grandi multinazionali farmaceutiche a qualcosa servirà, oppure no? Comunque la battaglia contro i fabbricanti di morte e la compiacente casta italiota di politicanti corrotti in veste di legislatori di comodo, non è perduta. Affiora qualche speranza: due sentenze giudiziarie, recentemente, hanno scosso il mondo della pediatria: c’è una relazione tra i vaccini obbligatori, somministrati ai nostri figli, e l’autismo. Lo hanno detto due giudici, a Rimini e a Torino, e nel secondo caso la Corte d’appello ha deciso un risarcimento da 1,8 miliardi di euro. Utili o dannosi? I vaccini quanto servono e quanto sono pericolosi? Perché sono obbligatori da noi e in Francia, ma nel resto d’Europa solo consigliati. Associazioni di genitori che hanno vissuto disgrazie cliniche dopo una vaccinazione, il Comilva ad esempio, pubblicano in Rete studi sconosciuti all’opinione pubblica. Per quale motivo il Governo Monti non rende noto il numero complessivo delle persone danneggiate nel nostro paese? Sarà un caso, ma la Legge 25 febbraio,1992, numero 210 parla chiaro: “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”. Che ragione c'era di promulgare una normativa del genere 20 anni fa se lo Stato è in regola? Signor Monti visto che lei parla correntemente inglese e bazzica sovente fuori dall’Italia, quali sono le modalità di importazione di specialità medicinali registrate all'estero?

Trucchi e pericoli - La litania affaristica è classica: questo vaccino per l’infanzia non contiene mercurio. Si tratta di una grave inesattezza a carico della salute dei bimbi. Una prova è contenuta in un’antecedente disposizione dell’EMEA (Ente Europeo per i Farmaci) risalente all’ 11 gennaio 2007. In questa disposizione (EMEA/CHMP/VWP/19541/2007) si cita testualmente che “il Thiomersale è un antimicrobico composto da mercurio organico che continua ad essere utilizzato sia nelle prime fasi di produzione, o come conservante nei vaccini”. Sono altresì suggerite nuove formule comunicative da inserire nei foglietti illustrativi a seconda che il Thiomersale (Thimerosal, Mercuriotiolato, Etilmercuriotiosalicilato) sia utilizzato come conservante o nella filiera produttiva. Nel primo caso, la frase “questo medicinale contiene thimerosal (un composto di mercurio organico, ndr) come conservante e pertanto è possibile che si verifichino reazioni di sensibilizzazione” è stata sostituita con la frase “ipersensibilità a qualsiasi componente del medicinale“. In sostanza si maschera un’informazione vitale in merito ad un prodotto che potrebbe causare una riconosciuta sensibilizzazione (reazione allergica). Nel secondo caso, se il Thiomersale utilizzato nel processo di produzione si traduce in livelli inferiori a 40 nanogrammi per dose, o livelli non quantificabili, non sono raccomandate ulteriori dichiarazioni da inserire nelle informazioni del prodotto. In sostanza è consentita l’omissione di informazioni pur essendo confermato che potrebbe ugualmente avvenire una sensibilizzazione (reazione allergica) al prodotto.

L’ultimo dato reso noto a riguardo dalla FDA segnala che nel periodo 1993/96, 7000 bambini nordamericani sono morti a seguito di reazioni avverse ai vaccini ed altri 333.000 hanno avuto danni permanenti. Un altro dato interessante viene dal Giappone, dove i casi di “sindrome da morte improvvisa” sono scomparsi, immediatamente dopo che l’età delle vaccinazioni obbligatorie è stata spostata dai due mesi di vita ai due anni. E’ ben noto alle autorità sanitarie che col boom dei casi di autismo infantile a partire dal 1992, i neonati hanno ricevuto per ciclo vaccinale un quantità variabile tra 125 e 175 mcg di mercurio, spropositata per il loro peso.

Nell’INFANRIX HEXA spacciato per “libero da sali di mercurio”, in realtà è contenuto mercurio nella quantità di 10 ppb (parti di miliardo) ovvero 0,01 ppm (parti per milione) vale a dire 0,010 mg/Litro come conferma uno studio indipendente di ricercatori australiani (Austin DW, Shandley KA, Palombo EA) Mercury in vaccines from the Australian childhood immunization program schedule (Journal of Toxicology and Enviromental health. Part A. 2010;73(10):637-40).
Sebbene i livelli di Hg rilevati sono sostanzialmente più bassi di qualsiasi limite di sicurezza di esposizione stabilito, i risultati di questo studio rivelano appunto le inesattezze presenti nei messaggi di salute pubblica, nelle comunicazioni professionali, e nella documentazione ufficiale per quanto riguarda il contenuto di mercurio in questo vaccino per l’infanzia.

Inoltre, mancano studi relativi ai danni neurologici che possono essere causati in neonati di 3 mesi, 0,5 ppb di mercurio uccidono le cellule del neuroblastoma umano (Parran et al., Toxicol Sciences 2005; 86: 132-140), 20 ppb di mercurio distruggono la struttura delle membrane dei neuriti (Leong at al. - Neuroreport Journal 2001; 12: 733-37), 2 ppb di mercurio è la quantità massima contenuta nell’acqua potabile (disposizione EPA - massimo organo federale degli Stati Uniti) che potrebbe causare danno renale a lungo termine, 200 ppb di mercurio è il limite minimo stabilito dall’EPA affinché un liquido sia classificato come rifiuto pericoloso, i vaccini inutilizzati sono smaltiti come “rifiuti pericolosi a rischio infettivo” (ai sensi del Dpr 15 LUGLIO 2003, numero 254).

E ancora: leggendo il foglietto illustrativo di questo vaccino, si apprende che è contenuta anche una combinazione di alluminio (fosfato di alluminio e idrossido di alluminio) alla considerevole dose (sempre riferita al neonato) di 935 microgrammi per fiala. Un recente studio di alcuni neuroscienziati di Vancouver, CA. Shaw e L. Tomljenovic, prosegue la raccolta di domande critiche circa la presunta sicurezza dell’alluminio (presente praticamente in tutti i vaccini) e dimostra come gli effetti neurotossici sono altrettanto dannosi, se non peggiori, di quelli del mercurio.

L’alluminio è una comprovata neurotossina ed è l’adiuvante più comunemente utilizzato nei vaccini. Nonostante l'uso diffuso degli adiuvanti di alluminio, la comprensione della scienza medica in merito al loro meccanismo d’azione è ancora notevolmente scarsa. C’è anche una relativa scarsità di dati sulla tossicologia e la farmacocinetica di questi composti ma, nonostante questo, la fantasiosa nozione che l’alluminio nei vaccini è sicuro è spesso ampiamente accettata. Ricerche indipendenti, tuttavia, dimostrano che gli adiuvanti in alluminio hanno la potenzialità di indurre gravi disturbi immunologici e neurologici negli esseri umani. In particolare, l’alluminio sotto forma di adiuvante comporta un rischio di reazioni autoimmunitarie, infiammazioni cerebrali a lungo termine associate a complicazioni neurologiche con conseguenze negative, profonde e diffuse.

La possibilità che i benefici del vaccino sono sopravvalutati e il rischio di potenziali effetti avversi sottovalutati, non è rigorosamente valutata nella comunità medica e scientifica. Un altro elemento di preoccupazione è la mancanza di qualsiasi valutazione tossicologica sulla somministrazione concomitante di alluminio con altri composti tossici riconosciuti che sono ordinariamente costituenti delle preparazioni commerciali dei vaccini. Un esempio? L’elenco è lungo: formaldeide, formalina, fenossietanolo, fenolo, borato di sodio, polisorbato 80, glutaraldeide e tanti altri.

Il risultato è che i bambini assumono quantità molto più elevate rispetto agli standard di sicurezza considerati dalle agenzie regolatorie, e gli adulti stanno aggiungendo quantità elevate cumulative di alluminio nei loro corpi. Dei numerosi vaccini inoculati ai neonati, molti dei quali contengono alluminio, si è dimostrato come i bambini ottengono dosi circa 46 volte superiori a quelli considerati sicuri dalle agenzie governative. Queste megadosi possono avere un effetto devastante sul cervello, argomenta il professor Russell Blaylock (neurochirurgo, autore e docente universitario), causando danni al cervello nei bambini e l’insorgenza del Morbo di Alzheimer negli adulti. «L’alluminio è tossico. Un’avvincente ricerca ha dimostrato che l’alluminio è una neurotossina cumulativa, anche in piccole concentrazioni. Esso ha la tendenza a concentrarsi nell’ippocampo, una zona del cervello vitale per funzioni cruciali, tra cui apprendimento, memoria e comportamento - afferma l’esperto Blaylock - Recenti ricerche hanno dimostrato che l’alluminio nei vaccini sta producendo gravi problemi nel cervello dei bambini in via di sviluppo. Le prove sono schiaccianti, ma molti medici e funzionari le ignorano. Essi rifiutano di guardare le prove perché sono spaventati dalla potenza delle evidenze». Conclude Blaylock: «L’incidenza di disturbi neurologici, come la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson e Alzheimer sta esplodendo“: non è dovuta all’invecchiamento della popolazione. È a causa di tossine, come l’alluminio nei vaccini e non solo, e nessuno sta dicendo la verità».

Nell’estate 2008 l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha affermato che la quantità settimanale di alluminio nella dieta (di una persona adulta) non dovrebbe superare 1 mg/Kg di peso corporeo, riducendo di ben sette volte la soglia precedente. In tale documento si fa riferimento ad alimenti (pane, dolci, biscotti, cereali, spinaci, funghi, lattuga), ai latti artificiali per neonati (necessità di fare controlli), ritenendo trascurabili le quantità di alluminio cedute da rotoli, vaschette, utensili da cucina e assolvendo le lattine. Sempre in tale documento si legge che: «Dopo l’assorbimento, l’alluminio si distribuisce in tutti i tessuti degli animali e dell’uomo accumulandosi in alcuni di essi, in particolare nelle ossa. Il principale trasportatore degli ioni di alluminio nel plasma è la proteina legante il ferro, la transferrina. L’alluminio è in grado di penetrare nel cervello e raggiungere la placenta e il feto».

Denuncia Codacons - La Corte dei Conti ha convocato il Codacons in merito allo scandalo dello spreco di soldi pubblici per vaccini pediatrici inutili se non addirittura pericolosi, a seguito del pregresso esposto di dicembre 2011. In Italia – spiega l’associazione – i vaccini obbligatori, contrariamente a quanto ritenuto dalla stragrande maggioranza dei genitori di bambini in età pediatrica, sono solamente quattro, cioè: 1- antidifterite, 2- antitetanica, 3 – antipoliomelite, 4 – antiepatite virale B. A stabilirlo è il D.M. 7 aprile 1999, che individua anche i vaccini “non obbligatori” [l’antimorbillo-parotite-rosolia (MPR) – la vaccinazione contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b; altri vaccini non obbligatori spesso iniettati ai bimbi in età pediatrica sono l’antimeningococcica, l’antiparotite, l’antirosolia, etc…] Tuttavia nelle ASL – denuncia il Codacons – anziché informare correttamente i genitori in merito alla disciplina legislativa sui vaccini obbligatori per legge e quindi effettuare solamente i quattro vaccini obbligatori ai bambini in età pediatrica, viene fornito ed iniettato ai piccoli un nuovo vaccino esavalente che contiene anche due vaccini facoltativi ossia Pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo b. Non sono disponibili in unica soluzione solamente i quattro vaccini obbligatori! Ciò appare gravissimo soprattutto perché sembra che la somministrazione polivalente dei vaccini [siano essi in unica formulazione o somministrati l’uno dopo l’altro in un’unica seduta vaccinale], come ovviamente accade a maggior ragione con la somministrazione dell’esavalente, può comportare danni da sovraccarico e choc del sistema immunitario. Sul fronte economico, la procedura comporta un evidente spreco di soldi pubblici a carico del SSN, che deve acquistare e somministrare 6 vaccini anziché i 4 previsti dalla legge. La maggiore spesa a carico della collettività è pari a 114 milioni di euro all’anno. Il Codacons, che ha illustrato la questione alla Corte dei Conti, ha già inviato un esposto alla magistratura contabile, al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica di Roma, denunciando i fatti alla luce del possibili reati di truffa e abuso d’ufficio, e chiedendo di accertare il comportamento dell’AIFA Agenzia Italiana del Farmaco, essendo l’ente che autorizza nel paese la commercializzazione dei vaccini esavalenti oggi utilizzati nelle ASL Italiane.

Punto di vista - Maggiore è la spesa farmaceutica dei vaccini e più grande è il guadagno di Big Pharma. E’ ovvio che si aumenti il numero dei vaccini pediatrici (e non solo, come rivelatoci dalla pandemia bufala H1N1, dal nuovo focolaio di aviaria in Messico oppure addirittura dal prossimo vaccino antiobesità). Se le multinazionali farmaceutiche non ricercassero esclusivamente il profitto economico, avrebbero commercializzato anche i soli vaccini obbligatori (difterite, tetano, poliomielite, epatite virale B) in modo che i genitori che vogliono eseguire questi 4 vaccini avrebbero un’alternativa all’esavalente.

La vaccinazione dovrebbe essere una scelta, da valutare caso per caso, considerando esclusivamente il rapporto rischio-beneficio dopo aver ricevuto un’informazione corretta dalle autorità sanitarie. Invece i genitori sono presi alla sprovvista, a volte pressati e minacciati psicologicamente, accettano passivamente questo bombardamento al sistema immunitario del proprio figlio o della propria figlia e quel che è peggio non ricevono alcuna informazione riguardante la prevenzione dai danni vaccinali, colpevolmente minimizzati e sottaciuti come stabilito dall’articolo 7 della Legge 210 dell’anno 1992. Quante altre generazioni di bambini perderanno la salute per un cinico business?
http://www.comedonchisciotte.org/si...le&sid=10899




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Inserito il - 13 ottobre 2012 : 20:12:02  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
Vaccini esavalenti sotto inchiesta. "Quasi ogni giorno, bambini muoiono di edema cerebrale a Monaco di Baviera"


L’essere umano è un territorio sacro. Nessuno ha il diritto di penetrarlo. Qualsiasi intrusione, senza il consenso della persona interessata, sotto qualunque pretesto, è uno stupro. Ognuno è libero di disporre del proprio corpo, del proprio spirito e dell’anima, secondo la sua volontà. Questo diritto è inalienabile.

La legge del marketing e la guerra fra le case farmaceutiche.
Articolo e traduzioni di Giuditta per TUTTOUNO e scienzamarcia.blogspot.com

Nel caso di un ritiro dal commercio di un vaccino, meglio evocarne l’inefficacia che il pericolo!

Facciamo l’esempio dell’Hexavac, sospettato di essere stato responsabile di numerosi casi fatali di edema cerebrale nei neonati. La posta in gioco era troppo alta. Fu detto:

Il provvedimento non sarebbe legato a problemi di sicurezza del vaccino – riferisce l’Aifa – ed è stato adottato a scopo cautelativo poiché è stata rilevata una variabilità nel processo di produzione che potrebbe attenuare la sua capacità nell’indurre una risposta anticorpale a lungo termine (5-10 anni dalla vaccinazione) contro l’epatite B.

Questi falsi argomenti furono utilizzati con la complicità dell’Agenzia europea per i medicinali, per coprire l’immagine di Sanofi e per prevenire l’inchiesta, in quel momento in fase di completamento, che era stata avviata in Germania.

Ecco adesso l’ultima trovata datata 08/10/2012 da un articolo di Le ****ro: Sanofi ritira lotti di vaccini

Sanofi Pasteur MSD
(Sanofi-Merck) ha ritirato alcuni lotti di vaccino contro il tifo proprio a causa dei dubbi circa la loro efficacia, ha annunciato oggi l’autorità sanitaria britannica. La decisione di ritirare dal mercato 16 lotti Typhim è stata presa a causa di problemi nel processo di fabbricazione del vaccino, secondo l’MHRA (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency).

"Non vi è alcuna preoccupazione per quanto riguarda la sicurezza dei vaccini, ma il ritiro ha avuto luogo, perché potrebbe non essere così efficace come dovrebbe essere", ha detto Ian Holloway, uno dei dirigenti dell’agenzia.

Torniamo adesso ai vaccini esavalenti Hexavac e Infanrix-hexa
Scoop di Arte tv confermato dalla AFSSAPS (ora ANSM – Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé)

01-05-2008 – Durante una manifestazione francese: un rappresentante dell’AFSSAPS ha dichiarato: "I vaccini esavalenti hanno fatto molti danni anche in Germania."
Tre giorni prima, in un documentario di Arte, un vero scoop su questo tema: "Quasi ogni giorno, i bambini morti di edema cerebrale per causa sconosciuta a Monaco di Baviera"
Sospettati i vaccini esavalenti, uno di loro è stato successivamente ritirato dal mercato. L’altro ha continuato a essere utilizzato, … ma è innocuo?

Documentario tedesco di Arte « Le vaccin, un geste anodin? » (Il vaccino, un gesto banale?)
http://www.dailymotion.com/video/xa...cam?start=26
Il titolo del documentario girato prevalentemente in Germania da Valentin Thurn e diffuso per la prima volta il 27 novembre 2007 su Arte Thema (ATTENZIONE! la prima parte del documentario parla dei vantaggi dei vaccini, ma noi qui prenderemo in considerazione solo i vaccini esavalenti).
Ad un certo punto il documentario affronta i vaccini esavalenti:

"Quasi ogni giorno, i corpi dei bambini sono trasferiti presso l’Istituto di Medicina legale di Monaco di Baviera per l’autopsia, su richiesta del pubblico ministero".

Un professore di medicina legale, Randolf Penning parla con calma.

In 25 anni di carriera, ha realizzato l’autopsia di più di 10000 corpi.
Un giorno, improvvisamente ha constatato una moltiplicazione di casi di edema cerebrale nei neonati mai vista prima:

"Nel 2002 abbiamo fatto per caso, nel giro di un mese, l’esame di diversi corpi di bambini che erano stati vaccinati qualche tempo prima di morire. Abbiamo scoperto che il cervello era molto duro. Per noi è un segno di una possibile morte per asfissia. Né noi né la polizia abbiamo pensato che potesse trattarsi di omicidi. Tuttavia, le morti erano sospette. Dei 120 bambini esaminati, sei di loro sono morti lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno dopo. Questo aumento dei casi ci ha messo in allerta. Ci sono circa 300 medici patologi in Germania, ci conosciamo tutti. Ho parlato con alcuni dei miei colleghi che avevano osservato casi simili. Secondo loro, tutto sembra indicare che vi sia un legame tra il vaccino esavalente e i decessi lo stesso giorno o entro 48 ore dopo la vaccinazione" .

"Individui strettamente legati alle vaccinazioni ci hanno attaccati. Erano i membri del comitato permanente dei vaccini (l’equivalente del Comitato Tecnico Scientifico di Monitoraggio relativo alle coperture vaccinali in Italia), e coloro che non accettano che si dica nulla contro i loro vaccini. Tuttavia, in nessun momento abbiamo accusato i vaccini. Quello che abbiamo fatto è puntare il dito sulla combinazione di alcuni vaccini. E’ desolante. Tentiamo di iniziare una discussione scientifica ma vi mettono al bando della professione facendovi passare come un piantagrane … o un pazzo ... "

Durante l’inchiesta, un vaccino esavalente fu ritirato dal mercato con una banale scusa.

Klaus Hartmann, un ricercatore ex dipendente del Paul Institut Ehrlicht esprime il suo interessante punto di vista:

"Stavo ancora lavorando al Paul Institut Ehrlicht quando il primo decesso provocato dal Hexavac ci fu segnalato. Secondo me non si doveva procrastinate, il vaccino doveva essere immediatamente ritirato dal mercato. Allarmati per l’aumento dei casi di morte improvvisa inspiegabili, l’EMEA (European Medicines Agency) e l’istituto di ricerca tedesco Ehrlich decisero di indagare. L’EMEA ha riunito un gruppo di esperti che hanno deciso che non c’erano dati sufficienti per prendere una drastica decisione. L’Istituto decise di lanciare un ampio studio epidemiologico per censire tutti i casi di sindrome di morte improvvisa del lattante. Una settimana prima dell’inizio della ricerca, nel 2005, l’EMEA ha pubblicato una dichiarazione. Quando l’ho letta sono stato molto sorpreso. Il comunicato stampa diceva che la protezione a lungo termine contro l’epatite B era insufficiente (!), e sulle raccomandazioni dell’EMEA il fabbricante ritirava più o meno di propria iniziativa, dal mercato il vaccino. Il vero motivo del ritiro è che non volevano correre il rischio di altri casi simili. In definitiva questi casi di morte infantile improvvisa non sono mai stati chiariti, ma ci sono molti indizi che suggeriscono che essi siano legati ad un problema delle vaccinazioni".

Da notare che, secondo il commento di Arte, l’altro vaccino esavalente sotto accusa ha continuato a essere commercializzato nonostante fosse anch’esso messo in causa dai patologi tedeschi e per gli stessi motivi. Ci si può allora chiedere perché l’inchiesta che doveva essere completata alla fine del 2007, è stato diretta solo contro l’Hexavac prodotto da Sanofi? Un regolamento di conti tra laboratori? Possiamo anche notare che, se in nessun momento il medico legale nomina un vaccino piuttosto che un altro, parlando di vaccini esavalenti, il ricercatore del P. Istituto Ehrlich cita solo l’Hexavac. E anche, se dopo il ritiro del vaccino, vi fu una riduzione del numero di casi osservati, la cosa sarebbe un fattore importante da tenere in considerazione.

Il vaccino esavalente GSK, colpisce a sua volta

La testimonianza dei genitori del piccolo Fabian conferma che Hexavac Sanofi non è l’unico colpevole, ma il suo fratello gemello, l’Infanrix-hexa della GSK (un vaccino esavalente pediatrico: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus…) colpisce a sua volta:

Fabian è nato in Germania 24 febbraio 2006, dopo che il Hexavac è stato ritirato dal mercato fine settembre del 2005. Secondo sua madre, durante i suoi primi cinque mesi Fabian era in perfetta salute. Sarà vaccinato un lunedì nel mese di luglio con l’unico vaccino esavalente disponibile. La sera stessa febbre alta che oscilla nei giorni successivi. Muore una settimana dopo, il lunedì 24 luglio, edema cerebrale di origine sconosciuta secondo l’autopsia. Secondo il chirurgo la vaccinazione era troppo lontana per esserne la causa! Ma secondo il bugiardino questo tipo di complicanza può verificarsi anche 7 giorni dopo la vaccinazione … prova che c’erano già stati altri casi simili. Questo è un caso che dovrebbe interessare l’Istituto Ehrlich, che sembra non aver intenzione di prendersi cura dei bambini vaccinati con GSK … vai a capire ….

Un episodio in più della guerra franco-prussiana contro la Sanofi?

Nel 1999, la francese Rhône-Poulenc e la tedesca Hoechst fusionano per creare l’Aventis, unione per un perfetto equilibrio degli interessi francesi e tedeschi. Il matrimonio è celebrato dai due governi. Ma nel mese di ottobre del 2004, Nicolas Sarkozy, allora sindaco di Bercy, impone l’assorbimento della Aventis nel gruppo francese Sanofi, i tedeschi sono in minoranza, sono furiosi e lo faranno sapere tre anni più tardi, quando Nicolas Sarkozy torna a Berlino in qualità di Presidente della Repubblica Francese. Il caso è ancora fresco nelle menti e in tutti i commenti.

Allora, l’inchiesta decisa dal laboratorio tedesco Ehrlicht sugli effetti dei vaccini esavalenti sembra in realtà diretta solo contro il vaccino Sanofi, secondo quanto emerge dal documentario Arte e le dichiarazioni di Klaus Hartmann. Come quest’ultimo spiega, sarebbe stata la prospettiva di questa indagine, prevista per il mese di ottobre del 2005, che avrebbe precipitato il ritiro del vaccino, lasciando solo in pista il vaccino della GSK che non sembra tuttavia meno pericoloso, secondo la testimonianza dei genitori di Fabian e le constatazioni dei medici forensi interrogati nel documentario.

Dunque sembrerebbe che il vaccino della Sanofi, senza questo episodio politico-finanziario, continuerebbe a essere utilizzato tranquillamente insieme al suo concorrente GSK, protetti tutti e due da comitati di esperti indipendenti ma la comprensivi?

Vaccini perfettamente sicuri

"So che i nostri vaccini sono sicuri e che, sia da un punto di vista scientifico che pratico, la loro sicurezza non e’ da mettere in dubbio. Per dimostrare che sono dannosi, bisognerebbe che i metodi di censimento degli effetti negativi siano affidabili. E francamente è ben lungi dall’essere il caso in questo momento. Dovrebbero essere migliorati in modo significativo, mail costo e’ molto elevato". Prof. Heinz-Josef Schmidt Presidente della Commissione Permanente

Cerchiamo di essere chiari: se la certezza della sicurezza dei vaccini è acquisito, non c’è bisogno di nuove ricerche complesse e costose, ma se vi sono miglioramenti significativi da realizzare è che vi sono zone d’ombra e quindi una certa incertezza.

Conferma durante una conferenza (les journées de veille sanitaire de l’AFSSAPS-ANSM)

Come ogni anno, l’InVS (Istituto Superiore di Sanità francese), il 29 e 30 novembre 2007, ho partecipato alla seconda giornata dedicata alla salute dei bambini. Vi sono state numerose comunicazioni sulle vaccinazioni. Una fra queste è stata presentata dalla signora A. Castot del dipartimento di gestione del rischio, sull’uso corretto e le informazioni dei farmaci, all’AFSSAPS, l’Agenzia francese per la sicurezza dei prodotti sanitari.

Dopo aver ricordato che la Gran Bretagna ha avuto il suo problema con le vaccinazioni MMR collegate all’autismo e la Francia con il SEP attribuito al vaccino contro l’epatite B, ha aggiunto:

"I vaccini esavalenti in Germania hanno anch’essi fatto male. Ogni paese ha il suo dossier … "

confermando così la realtà dello scoop di Arte. Se la popolazione tedesca è uscita segnata da questo caso e se, nonostante il ritiro del Hexavac, la diffidenza persiste, poco o nulla era filtrato in Francia.

Il vaccino esavalente in Francia

La popolazione francese ha avuto gli stessi problemi, e gli altri paesi? I vaccini esavalenti in Francia sono stati presi in considerazione per poter somministrare anche il vaccino contro l’epatite B infantile in combinazione con gli altri. Ma i problemi che la Francia ha avuto con questa vaccinazione nel passato, ha probabilmente contribuito a limitarne l’uso, cosa che ha probabilmente contribuito a salvare la vita di alcuni bambini. Ci è stato detto che in Francia ci sono stati 150.000 vaccinazioni di esavalente, in particolare nelle PMI (istituti per la protezione delle madri e infanzia), e che la nostra vaccino-vigilanza non ha rilevato niente (informazione del Dr A.Castot durante la Giornata della vigilanza sanitaria). Quest’ultimo punto non prova nulla, siamo abituati ad una forma di vigilanza un po’ assonnata … quasi l’avesse punta una mosca tse-tse! Ipotesi inoltre confermata proprio durante questa conferenza, il giorno 30 novembre, dal Dr. A. Castot (AFSSAPS), che ammise "una chiara sottostima degli effetti avversi dei vaccini" e la necessità di "fare attenzione ai segnali" per il depistaggio il più presto possibile di "un rischio emergente dopo l’AMM (autorizzazione per la commercializzazione)".E sottolineò la necessità di "un approccio più previdente" per catturare "un debole segnale, per non aspettare troppo a lungo." In altre parole, popolo dell’Afssaps e dell’ InVS, svegliatevi!

Dovete sapere che quando un’autorizzazione per la commercializzazione è concessa, il vaccino è stato appena testato in fase 3 su solo poche centinaia, al massimo poche migliaia di persone. Pertanto, il rischio di morte di 1/10000 può anche non apparire. Un incidente con un rischio minore di 1/10000 o almeno 1/1000 è classificato raro, secondo le norme della farmacovigilanza, a partire da 1/10000 è considerato molto raro. Ma tutto dipende dal numero di vaccinazioni eseguite. Se vengono vaccinate un milione di persone all’anno potrebbero esserci un centinaio di morti l’anno, nonostante l’evento venga considerato molto raro! A titolo indicativo, il parere del CSHPF il 9 marzo 2007 sulla vaccinazione contro il Papillomavirus (Gardasil) afferma che i test fino ad oggi effettuati non permettono di identificare un rischio inferiore a 1/4000:

"La tolleranza a questo vaccino è stata soddisfacente, ma il personale non ha consentito di rilevare un evento avverso il cui impatto potrebbe essere inferiore a 1/4000."
Bernard Guennebaud

fonte:http://www.altrainformazione.it/wp/...-di-baviera/




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Parsifal

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Pericolo esavalente: vaccino ritirato


Messaggio urgente per tutti i genitori che pensano di vaccinare i loro figli con l’esavalente

Ha la data del 6 ottobre 2012, è una comunicazione dall’Istituto di Stato per Controllo dei Farmaci della Slovacchia e reca l’urgenza di classe 1: ritiro immediato del vaccino esavalente Infanrix Hexa per rischio contaminazione batterica pericolosa (1).

I fatti
Pochi giorni fa, il 6 ottobre scorso, l’Istituto di Stato per Controllo dei Farmaci della Slovacchia diffonde un documento urgente (riferimento n° 12/5541 - 389/2012/900) in cui impone il ritiro immediato dal commercio del farmaco Infanrix Hexa (Codice 34905) della ditta belga GlaxoSmithKline Biologicals s.a., lotto A21CB191B con data di scadenza 01-2014.

La motivazione ufficiale è che durante il controllo di qualità è stata riscontrata una contaminazione microbica dell’ambiente di produzione. È riportato che i prodotti finali della lavorazione (cioè il vaccino in oggetto) non sono microbicamente contaminati, ma, allo scopo di assicurare il mantenimento dello standard di qualità, l’ente di registrazione accetta il ritiro del farmaco Infanrix Hexa dalle farmacie e dai fornitori sanitari. Il documento ufficiale dice che: “I pazienti che sono stati vaccinati con questo vaccino non sono a rischio a causa del vaccino stesso che soddisfa tutti i requisiti di qualità”. Cioè, il vaccino va benissimo e soddisfa tutti i requisiti di ottima qualità … eppure l’hanno fatto ritirare immediatamente! È difficile comprenderne il motivo, almeno per noi comuni mortali. Il ritiro è stato disposto con urgenza massima: classe 1.

A cosa corrisponde la classe 1 d’urgenza?
La classificazione delle urgenze è stabilita dalle norme europee (norma emea/ins/gmp/459921/2010) ed è la seguente:
1a classe d’urgenza: le urgenze che minacciano potenzialmente la vita oppure possono causare gravi danni alla salute. Provvedimento da attuare immediatamente!
2a classe d’urgenza: le urgenze che possono minacciare la salute o possono portare a cure non corrette, ma non rientrano nella classe 1. Provvedimento da attuare entro 48 ore!
3a classe d’urgenza: le urgenze che non minacciano la salute, ma il ritiro è stato effettuato per altri motivi. Provvedimento da attuare entro 5 giorni!
Art. comp.:http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.8128




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Chissà quando in Italia verrà ritirato ...



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"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi di trovare" Eraclito - da "Vaccinazioni Pediatriche" Dr. Roberto Gava.

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I virus dei vaccini vengono coltivati in cellule di feti umani abortiti


Helen Ratajczak, ricercatrice della Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals, ha recentemente sollevato un vivace e turbolento dibattito tra chi discute il problema delle relazioni vaccino-autismo pubblicando un suo studio di revisione sulla ricerca sull’autismo. Si tratta di una nuova revisione di studi che esamina le varie cause ambientali dell’autismo, tra cui i vaccini e i loro componenti. Un elemento messo in luce, e che sembra essere sfuggito ai più è l’uso di cellule embrionali abortive nella produzione di vaccini.
La CBS News ha riportato: “La Dr. Ratajczak riferisce che quando i produttori di vaccini hanno dovuto eliminare il thimerosal dai vaccini (con l’eccezione dei vaccini contro l’influenza che ancora contengono thimerosal), hanno cominciato a produrre alcuni vaccini utilizzando tessuti umani.

L’utilizzo di tessuti umani secondo la Ratajczak riguarda attualmente 23 vaccini.
Nel suo studio ha discusso l’aumento di incidenza dell’autismo in corrispondenza con l’introduzione di DNA umano nel vaccino MMR, e suggerisce che le due cose potrebbero essere collegate.
Le pagine della revisione contengono un dettaglio che difficilmente poteva passare inosservato, cinque parole che rivelano uno dei segreti più shoccanti di Big Pharma, delle aziende farmaceutiche cioè: “…allevato in tessuti fetali umani”

A pagina 70 si legge: “Un aumento aggiuntivo del picco di autismo si raggiunse nel 1995 quando il vaccino della varicella fu allevato in tessuti fetali umani”.
La maggior parte di noi è del tutto ignara che le cellule di cultura umana usate per allevare i virus dei vaccini derivano da feti abortivi da decenni ormai e chi li produce è ben felice che il pubblico continui ad ignorarlo, perché sa che questo non potrebbe essere accettato dalla gente sia per le ignote conseguenze per la nostra salute che per il credo religioso di molti.

Il vaccino contro la varicella non è l’unico prodotto in questo modo e, secondo il Sound Choice Pharmaceutical Institute (SCPI), i seguenti 24 vaccini sono prodotti usando cellule provenienti da feti abortivi e/o contenenti DNA, proteine, o frammenti cellulari di colture di cellule coltivate derivate da feti umani abortivi:

Polio PolioVax, Pentacel, DT Polio Absorbed, Quadracel (Sanofi)
Measles, Mumps, Rubella MMR II, Meruvax II, MRVax, Biovax, ProQuad, MMR-V (Merck)
Priorix, Erolalix (GlaxoSmithKline)
Varicella (Chickenpox and Shingles) Varivax, ProQuad, MMR-V, Zostavax (Merck)
Varilix (GlaxoSmithKline)
Hepatitis A Vaqta (Merck)
Havrix, Twinrix (GlaxoSmithKine)
Avaxim, Vivaxim (Sanofi)
Epaxal (Crucell/Berna)
Rabies Imovax (Sanofi)

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Vaccini e autismo: una nuova revisione scientifica
Gabriele Milani - http://autismovaccini.com

Sharyl Attkinsons è una giornalista investigativa della CBS News ed ha intervistato nei giorni scorsi Helen Ratajczak: ex ricercatrice della Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals che ha pubblicato, come autrice o coautrice, 41 articoli articoli scientifici a volte “castrati dagli interessi delle case farmaceutiche“. E’ stata anche coautrice nel 2006 di uno studio per l’FDA e, nello stesso anno, è stata eletta Presidente della sezione Nord Est dell’Istituto di Tossicologia. E’ una scienziata seria e rispettata che dichiara apertamente alla CBS: “ora che sono in pensione posso scrivere ciò che voglio“.

E così è stato!… La sua revisione scientifica relativa al collegamento tra autismo e vaccini sta facendo tremare la CDC che, da nota ufficiale, risponde imbarazzata affermando che “ci vorrebbe troppo tempo per studiare e controbattere questa revisione scientifica“.
L’articolo è stata pubblicato dal Journal of Immunotoxicology ed è intitolato “Aspetti teorici dell’autismo: cause – un riesame“. Un pò a sorpresa è quindi un ex scienziato senior presso una ditta farmaceutica ad aprire il coperchio del pentolone degli orrori. La Ratajczak ha fatto quello che nessun altro ricercatore, a quanto pare, si è preoccupato di fare: ha esaminato tutto il corpo delle pubblicazioni scientifiche emerse dopo che l’autismo è stato descritto dal 1943. Non solo la teoria suggerita dalla ricerca quale il ruolo del vaccino trivalente Morbillo Parotite Rosolia, o il conservante al mercurio (thimerosal), ma ha analizzato tutte le ricerche riguardanti i vaccini in generale.

Nel suo articolo la Ratajczak afferma che “cause documentate di autismo includono mutazioni genetiche e/o delezioni cromosomiche, infezioni virali, e l’encefalite a seguito della vaccinazione. Conseguenza: l’autismo è il risultato di difetti genetici e/o infiammazione del cervello provocato dai vaccini“.

L’articolo prende in esame molti colpevoli potenziali correlati alle vaccinazioni, compreso il numero sempre più crescente di vaccini somministrati in un breve periodo di tempo. “Ciò che ho pubblicato è altamente incentrato sulla ipersensibilità del sistema immunitario del nostro corpo che viene buttato fuori di equilibrio” così afferma la Ratajczak nell’intervista.

Il Dr. Brian Strom, Università della Pennsylvania, che ha lavorato per lo I.O.M. (Istituto di Medicina) in qualità di consigliere per il governo sulla sicurezza dei vaccini, dice che l’opinione medica prevalente è che i vaccini sono scientificamente legati alla encefalopatia (danno cerebrale), ma non sono scientificamente legati all’autismo. Così, per quanto riguarda la revisione della Ratajczak, afferma che non trova nulla di straordinario: “Questa è una rassegna di teorie. La scienza è basata su fatti. Bisogna trarre conclusioni sugli effetti di un’esposizione sulle persone, avendo dati sulle persone. I dati sulle persone non supportano l’esistenza di una relazione in quanto tale, qualsiasi speculazione su una spiegazione per un (inesistente) rapporto è irrilevante“.

Però la Ratajczak si occupa anche di un fattore che non è stato ampiamente discusso ma che è stato ampiamente denunciato anche dal sottoscritto: DNA umano contenuto nei vaccini. Proprio così, DNA umano come denunciato anche dalla Pontificia Accademia Pro Vita. I rapporti della Ratajczak mettono in evidenza che all’incirca nello stesso momento in cui i produttori di vaccini furono chiamati a togliere dalla maggior parte dei vaccini il thimerosal (con l’eccezione dei vaccini antinfluenzali che ancora ampiamente contengono thimerosal), hanno iniziato a produrre alcuni vaccini utilizzando tessuti umani. La Ratajczak dice che tessuti umani sono attualmente utilizzati in 23 vaccini. Lei quindi discute l’aumento dell’incidenza dell’autismo corrispondente all’introduzione di DNA umano nel vaccino Morbillo Parotite Rosolia, e suggerisce come gli eventi potrebbero essere collegati. La Ratajczak afferma anche come un picco ulteriore di aumento dei casi di autismo si è verificato nel 1995 quando il vaccino contro la Varicella (Varivax) è stato coltivato nel tessuto fetale umano (MRC-5 si trova anche nel trivalente Priorix antiMoribillo-Parotite-Rosolia della GlaxoSmithKline che viene somministrato qui in Italia).

Perché il DNA umano potrebbe potenzialmente causare danni al cervello? Il modo in cui si instaura questo meccanismo, da far gelare il sangue, viene spiegato molto semplicemente dalla Ratajczak: “Perché è DNA umano e i destinatari sono gli esseri umani. Avviene una ricombinazione omologa del DNA integrato nel DNA dell’ospite. Una volta cambiato il DNA, secondo il concetto immunologico del self (proprio) e non-self (non proprio), si instaura un’alterazione del concetto di self e il proprio corpo attacca le proprie cellule. La maggior parte di questi avvenimenti avvengono nella loro massima espressione a danno dei neuroni nel cervello ancora in fase di maturazione del bambino. Così si instaura un processo di malattia autoimmunitaria che sfocia poi in una infiammazione. Questa infiammazione non si ferma, diventa cronica e continua per tutta la vita di quella persona“.

Il Dr. Strom afferma che non era a conoscenza che il DNA umano era contenuto nei vaccini (ma che strano!), e ribatte: “Non importa … Anche se il DNA umano è stato utilizzato nei vaccini, non significa che essi causano l’autismo“. La Ratajczak concorda sul fatto che “forse” nessuno ha ancora dimostrato come il DNA umano causa l’autismo, ma ricorda come i recentissimi studi del Sound Choice Pharmaceutical Institute sono una prova molto pesante che comprova questo legame e semmai nessuno ha dimostrato scientificamente il contrario.

Un ulteriore prova di come questo dibattito sia definitivamente aperto, arriva dalla denuncia sanitaria di un buon numero di scienziati indipendenti che affermano di essere stati sottoposti a orchestrate campagne di discredito quando la loro ricerca esponeva i problemi di sicurezza del vaccino, soprattutto se si entrava in tema di autismo. Così è stato chiesto alla Ratajczak come ha potuto effettuare ricerche in merito ad un argomento così controverso. Lei ha affermato che per anni, mentre lavorava nel settore farmaceutico, è stata limitata in quanto a ciò che le è stato permesso di pubblicare. “Ora sono in pensione“, ha quindi ribadito alla CBS News, “Io posso scrivere quello che voglio“.

Così la CBS news ha deciso di mettere alla prova il CDC per dargli modo di sfidare l’opinione della Ratajczak. Dal momento che molti funzionari governativi e gli scienziati proseguono ad insinuare che le teorie che collegano i vaccini all’autismo sono state smentite, mentre la ricerca della Ratajczak dimostra il contrario, la CBS ha organizzato un contraddittorio. Ebbene, a sorpresa i funzionari del CDC affermano che “ci vorrebbe troppo tempo per studiare e controbattere questa revisione scientifica“.

Integrazione

Sentitosi punto sul vivo, il Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) comunica sul suo sito che intende studiare l’autismo come possibile conseguenza clinica delle vaccinazioni, in un progetto di ricerca di 5 anni sulla sicurezza dei vaccini.
Il CDC studierà anche la disfunzione mitocondriale e il potenziale rischio di “danni neurologici” post vaccinali e per questo sta riunendo un team di esperti sulla fattibilità di studiare conseguenze sulla salute come l’autismo su bambini vaccinati e non vaccinati.

La mossa del CDC giunge un mese dopo che l’ente governativo che coordina le politiche sull’autismo (IACC) ha annunciato un cambiamento nelle priorità della ricerca verso i fattori ambientali scatenanti l’autismo, tra i quali include tossine, agenti biologici e “effetti avversi in seguito alle vaccinazioni”.
Il Centro per la sicurezza dei vaccini del CDC ha identificato la necessità di studiare “i disordini neurologici, tra cui i disordini dello spettro autistico” come una possibile conseguenza clinica delle vaccinazioni.

Il programma, che trovate qui nella sua interezza, si propone anche di stabilire se il conservante a base di mercurio thimerosal sia associato altresì all’aumento del rischio di “tic clinicamente importanti o della sindrome di Tourette“.
Il CDC ha citato uno studio (Thompson, NEJM, 2007), che “ha stabilito che una aumentata esposizione al mercurio dalla nascita ai 7 mesi sia associata con tic motori e fonici nei maschietti” e ha aggiunto che “un’associazione tra esposizione al thimerosal e tic è stata trovata in due precedenti studi (Andrews, Pediatrics, 2004; Verstraeten, Pediatrics, 2003).” Anche se bisogna sottolineare che Verstraeten ha poi rimangiato tutto quando è salito sulla carrozza della GlaxoSmithKline.

Notando che il team IACC “suggerisce diversi studi che comprendessero bambini vaccinati rispetto a quelli non vaccinati per stabilire se c’erano delle differenze conseguenti sulla salute“, il CDC ha stabilito di riunire “una commissione esterna di esperti per offrire una guida sulla fattibilità sulla conduzione di questi studi e su quelli aggiuntivi sul programma vaccinale, comprendendo studi che possano indicare se le vaccinazioni multiple aumentino il rischio di disordini del sistema immunitario“.

Probabilmente assisteremo a un bel valzer di burattini e bustarelle, possiamo facilmente scommetterci, però di fatto il tema relativo alla correlazione tra autismo e vaccinazioni apre finalmente tutte le porte degli orrori.
Ne vedremo delle belle…. anche dal punto di vista dell’informazione!


fonte: http://www.disinformazione.it/vacci...abortiti.htm




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Lorenzo Acerra

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Il giuramento di ipocrita

http://www.youtube.com/watch?v=UFVuPPv9Ehw
la vera storia di M. Montinari.

Montinari: “Iniziammo a richiamare questi pazienti per fare esami virologici su virus vaccinali, che non avevamo assolutamente indagato... mi riferisco al virus vaccinale del morbillo, a quello della rosolia, alla Borretella Pertussis, o eventualmete alle Polio. Ebbene risultavano attività virali in corso proprio da questi esami. Quindi non era piu' il citomegalovirus che era stata per noi la fatidica lampadina che pero' era poi stato smentito, ma erano altre realtà.

Don Chisciotte: “Dunque mi scusi dottore, erano stati vaccinati per determinati virus e quei virus...?”
Montinari: AVEVANO CREATO DEI PROBLEMI!!

Don Chisciotte: “Avevano creato dei problemi perché si stavano sviluppando.
Montinari: “Non soltanto. Su questi bambini vedemmo che la base comune qual era? Una predisposizione immunogenetica... e una carenza immunitaria. C'erano bambini vaccinati in momenti in cui non avrebbero dovuto essere vaccinati. Avevano un sistema immunitario debole nel momento della vaccinazione.
Pubblicammo i primi 48 casi, eravamo entusiasti.
Presentammo un lavoro presso un Congresso nazionale a Genova, facciamo uno studio randommizzato, uno studio a doppio cieco, coinvolgiamo altri centri universitari, eravamo contenti di aver trovato un meccanismo scientificamente provabile che spiegava le cose.
È successa l'ira di Dio, ricordo questa scena a Genova, è un convegno organizzato dall'Istituto di Igiene, sono i luoghi sacri dell'investimento dell'industria delle vaccinazioni, tappezzati di soldi dell'industria farmaceutica,
.e il direttore d'Igiene fece allontanare la stampa presente. FECE allontanare la stampa presente!
E uno dei pediatri presenti, docente universitario del Gaslini, chiamò il direttore del nostro dipartimento a Bari per invitarlo a non farci più parlare in pubblico.
Cioè quando si entra in un..
Non riuscivamo a capire in quel momento cosa stesse accadendo!
Perché per noi era un percorso scientifico agli inizi, non era una demonizzazione delle vaccinazioni. Non sapevamo quello che ci fosse sotto, noi siamo clinici, autofinanziati con i propri stipendi, molto piccoli e senza cercare o necessitare di sponsor.
Al che iniziò l'isolamento professionale, in grosse difficoltà, oggettive e fisiche..Non ci sentimmo di ritirarci con la coda tra le gambe, come molti continuano a fare.
E noi si andò avanti, seguendo il filo d'arianna di questi bambini. Diversamente da molti, eravamo liberi da relazioni con i soldi delle grosse industrie farmaceutiche. Il nostro unico legame era con i genitori di questi bambini che da noi si attendeva una riposta, poi un'altra, e ancora altre.
Al ché abbiamo bussato a tante porte: la neuropsichiatria ci ha dato picche, con i gastroenterologi non c'era dialogo, gli igienisti nemmeno a parlarne, eravamo soltanto dei terroristi per loro, I pediatri improvvisamente ci remavano contro, organizzati proprio in batterie proprio di automi che devono fare sempre le stesse affermazioni e ti attaccano, che sei un ciarlatano, che i vaccini non possono far male, hanno cercato di farmi radiare dall'ordine dei medici, hanno fatto di tutto e di più. Poi la cosa più simpatica è quando ti vedi una bella lettera che circolava da parte dell'Istituto Superiore di Sanità in cui sei o sette personaggi che da Roma contattavano tutte le ASL chiedendo di rifiutare gli esami necessari a studiare i danni da vaccini che io dicevo ai genitori di andare a fare.
Parliamo di un lavoro fatto a tappeto sul territorio nazionale, parliamo di persone che si erano schierate con certi poteri economici dell'industria farmaceutica.
Un lavoro di isolamento professionale di tutte le persone che lavoravano con noi.


Un po' parafrasando il giuramento d'Ippocrate
io lo chiamerei talvolta per molti il giuramento di ipocrita, molti sanno come funziona, la maggior parte dei medici pur non avendo interessi economici personali in gioco, senza essere corrotti,
senza essere coinvolti in prima fila in questo sistema,
però pur di non avere problemi,
semplicemente si adeguano.




L’autismo da vaccini dal libro fuori stampa del 2002 "AUTISMO"

Autismo o encefalopatia blanda da vaccinazioni infantili?
Kanner (1944) commise un errore quando pensò che l'autismo si differenziasse "nettamente da tutto ciò che c'era stato in precedenza" e che fosse un fenomeno "singolare". Già il dott. Combay, della Società Medica degli Ospedali di Parigi, aveva riportato nel 1907 (sulla rivista medica Archives de Medicine des Enfants) un caso che gli era capitato nel 1905. Si trattava di una neonata in ottime condizioni di salute fino a quando, intorno ai quattro mesi di vita, non fu vaccinata. Già all'ottavo giorno cominciò a manifestare convulsioni, accompagnate da strabismo e altre gravi anomalie. Non morì ma rimase con "postumi molto accentuati". Non riconosceva i luoghi, aveva uno sguardo perso nel vuoto.
Kanner sembrava non sapere neanche che, secondo studi di neurologi di 10 anni prima, tra i postumi dei danni encefalici ci sono "quasi tutte le compromissioni immaginabili relative alla personalità e alle facoltà di sviluppo" (Josephine Neal, prof.ssa di neurologia, Università di Columbia, 1933)? Sebbene nel 1943 l'autismo fosse molto meno diffuso che negli anni successivi, si potrebbe pensare che Kanner avrebbe potuto trovare con una certa facilità degli individui affetti da autismo, in particolar modo nelle case di cura per portatori d'handicap e nelle scuole speciali dove gli stessi venivano assistiti come persone affette dalla "sindrome post-encefalica". Ma questo errore di Kanner è scusabile in quanto egli stesso non era un neurologo, ma uno psichiatra. Dato che le prime descrizioni sull'autismo erano talmente unilaterali e si concentravano esclusivamente sui presunti aspetti "emozionali" del disturbo, la classe medica degli anni Quaranta imboccò la strada della psichiatria.

Il coinvolgimento neurologico dell'autismo e i danni da "encefalopatia postvaccinica blanda" furono dimostrati nei decenni successivi: una lesione subclinica della neo-corteccia temporale dell’amigdala causa una sindrome in cui animali di laboratorio si comportano socialmente in modo grossolanamente inadeguato, mostrano una docilità paradossale, mancano di spontaneità e talvolta hanno una rabbia non appropriata. Danni subiti al lobo temporale hanno causato anche in umani una sindrome definita simile all’autismo [Cortex, 1975].

Il patologo olandese E. de Vries dimostrò per primo negli anni ’60 che il cervello dei bambini, a causa della propria immaturità, non è in grado fino a circa il terzo anno di vita di reagire al danno causato dalla vaccinazione in un certo modo, che noi chiamiamo infiammazione. Nei primi tre anni si crea al massimo un edema cerebrale e questa reazione asintomatica, denominata da de Vries "encefalopatia postvaccinica blanda", si distingue dalla encefalite post-vaccinica che avviene solo dopo il terzo anno di età quando la struttura cerebrale del bambino è stata definita.

Alla luce delle nostre conoscenze chiamare l'autismo "autismo” è incompleto, riduttivo, non ci basta più, diciamo invece che la malattia di questi bambini si chiama "danni da encefalopatia".: i vaccini causano un rigonfiamento, un edema cerebrale diffuso (encefalopatia blanda), in alcuni casi un'infiammazione del cervello (encefalite), a secondo dello stadio di sviluppo dei tessuti cerebrali quando il vaccino va a provocare il danno.. Volendo chiamare con il loro nome le cose che abbiamo sotto gli occhi, dovremmo dire "Sindrome encefalica acquisita, danni della mielina da mercurialismo, insulto virale, tossinico, con colite ed autoanticorpi". Vi piace di più un altro nome? Meglio dire "autismo" allora...

Questa differenziazione tra le due forme di patologie (encefalite e encefalopatia) non fa ancora parte della cultura generale medica, pur avendo ampie conseguenze. L’encefalite ha un quadro clinico ben definito e riconoscibile, mentre l'encefalopatia è difficilmente riconoscibile. Ciò spiega perché negli anni ’30 in Austria furono registrate molte più segnalazioni di danni da vaccini che in Germania: in Germania c’era una vaccinazione infantile precoce, in Austria le stesse vaccinazioni erano ritardate di qualche anno. Comunque l'encefalopatia non solo è poco riconoscibile allo stadio iniziale, ma crea tanto più danni in uno stadio successivo quanto più piccolo era il bambino al tempo del danneggiamento.

In Irlanda già nel 1930 abbiamo la descrizione di un caso con danni cerebrali subclinici post-vaccino antivaiolo in un neonato: "Era molto agitato ed insonne con vomito frequente. Il giorno seguente era calmo ed apatico". Il termine autismo in realtà sarà introdotto da Kanner nel 1944, ma questa descrizione non può che attirare l'attenzione, specie se confrontato con le migliaia di casi simili di autismo post-vaccinazioni registrati negli ultimissimi anni.

Il dr Thomas Rivers nel 1935 riuscì a produrre un'infiammazione del cervello in scimmie di laboratorio iniettando loro ripetutamente estratti sterilizzati di cervello e midollo osseo di coniglio. Questa è la sola causa di encefalite dimostrata scientificamente, cioè l'encefalite insorta nell'organismo a seguito di una reazione immunologica (allergica) a tessuti estranei.

Questo si inietta in neonati e bambini con le vaccinazioni infantili: sostanze decisamente tossiche (mercurio, alluminio), materiale proteico di origine animale, virus attenuati (che hanno una forte propensione ad attaccare i tessuti nervosi).

La riuscita degli esperimenti finalizzati a provocare reazioni allergiche in animali di laboratorio viene favorita aggiungendo il vaccino antipertossico alla soluzione da iniettare. I topi (oppure i conigli, i criceti, ecc.) muoiono di conseguenza più rapidamente e in maggior numero. In egual maniera l'aggiunta del vaccino alla soluzione sterile del cervello e del midollo spinale contribuisce in modo notevole a far insorgere un'encefalite allergica [Cherry, 1988]. Per tali motivi il vaccino anti-pertosse è "l'adjuvant" (adiuvante) preferito per gli esperimenti che debbono provocare l'encefalomielite allergica [Coulter, 1985].

Dunque sembrerebbe che le sostanze introdotte con il vaccino nell’animale da laboratorio hanno, tra tutti gli additivi biochimici, la massima capacità di facilitare danni e reazioni allergiche, ma che nei bambini cui si inietta tale “adiuvante” non possono esserci problemi o almeno non ci sono assolutamente prove di problemi? Si, risposta esatta: “Non esiste alcuna prova che uno qualsiasi degli effetti del vaccino anti-pertosse, impiegato di norma quale adiuvante nelle prove di laboratorio, possa manifestarsi pure nei bambini che hanno ricevuto tale vaccino” [Cherry, 1988].

Casi di encefaliti post-vaccinazione sono stati riportati sin dagli Anni Venti. La rivista Journal of the American Medical Association del 3 luglio 1926 afferma a pagina 45: "In regioni nelle quali non è stato ancora organizzato un programma su vasta scala di vaccinazioni della popolazione la paralisi totale da encefalite è rara. È impossibile negare una correlazione tra vaccinazioni e le epidemie di encefaliti".

Nel Lancet, il più importante giornale inglese sulla medicina, del 4 settembre 1926, furono riportati sette casi di encefalo-mielite (infiammazione del cervello e del midollo spinale, e delle loro membrane), in seguito a vaccinazione in due ospedali di Londra. Il prof. Turnbull ed il prof. McIntosh, i quali studiarono attentamente questi casi, avevano pubblicato inizialmente sul British Journal of Experimental Pathology: "Non esistono dubbi sul fatto che la vaccinazione abbia costituito il fattore casuale definitivo". A riprova di ciò erano stati pubblicati "i contenuti dei rapporti clinici, le autopsie e le descrizioni dei cambiamenti patologici, sia notevoli sia minori, nel sistema nervoso centrale, nelle zone vaccinate, nelle ghiandole linfatiche proprie di quelle zone ed in altri tessuti". Delle immagini grafiche perfettamente chiare illustravano le lesioni istologiche trovate nel midollo spinale nella parte più bassa. "La prova eziologica tratta dalle manifestazioni cliniche e istologiche è molto evidente, ed è confermata anche dai risultati degli esperimenti biologici (condotti su animali)".

Il dott. Pierre Baron, dell'Ospedale di Parigi, scrisse nel 1928 un libro che raccoglieva 255 casi di encefalite post-vaccinale a Parigi. Egli sottolineò che tutti questi casi furono volutamente ignorati dai rapporti medici o classificati come polmoniti o altro.

Nel 1923, 1924 e 1925 in Inghilterra era stata iniziata una massiccia campagna di vaccinazione antivaiolo. Vennero eseguite migliaia e migliaia di vaccinazioni. Si verificò un notevole aumento nei casi di encefalite letargica. Nel 1924, in Inghilterra ed in Galles si registrarono 6296 casi di questa e di altre affezioni simili, su un totale di popolazione di 38.746.000 individui; insomma 162 casi per ogni milione di abitanti. A Liverpool, dove la copertura vaccinale della popolazione fu maggiore che nel resto dell’Inghilterra e del Galles, anche l’incidenza di encefalite fu maggiore, con 306 casi per ogni milione di abitanti.

Da una rassegna della letteratura medica non è difficile neanche individuare un legame tra autismo ed encefaliti. Tra i casi di sindrome encefalica registrati in Gran Bretagna nel 1928 furono notati dai medici "cambiamenti del morale e del carattere dei pazienti, e tali peculiarità si manifestano con una sorprendente uniformità". In particolare, nella sindrome post-encefalica, non solo si subisce una perdita delle capacità di interagire socialmente, ma si reagisce a ciò con iperattività e atteggiamenti violenti. Nella maggior parte dei casi di sindrome post-encefalica non ci sono, almeno inizialmente, problemi evidenti e manifesti del sistema nervoso, ma col tempo l'infiammazione porta danni che alterano le capacità di comunicazione e di relazione sociale.

La rivista The New York State Journal of Medicine del 15 maggio 1926 riportava due articoli tratti da riviste straniere sul diffondersi di casi simili in Europa: "Casi di sintomi cerebrali da encefalite a seguito di vaccinazioni sono stati riportati in Olanda, Cecoslovacchia, Germania e Svizzera. Le persone vaccinate sviluppavano un tipo di infiammazione cerebrale che causava la morte o, in alcuni casi, una forma leggera di alienazione mentale”.

Fu allora che la Germania modificò la legge sulla vaccinazione antivaiolo a favore di una meno rigida applicazione della stessa. Naturalmente stiamo ancora parlando di danni blandi cerebrali post-vaccinazioni, in quanto il primo caso di autismo nella storia riconosciuto dai medici (nonché la definizione di autismo) risale al 1944.

Gillberg nel 1986 descrisse il caso di una ragazza 13enne che sviluppò una tipica sindrome autistica dopo un attacco di encefalite. La TAC rivelò un'estesa distruzione bilaterale del parenchima del cervello e dei lobi temporali; c'era anche un coinvolgimento delle parti inferiori dei lobi parietali. Nel 1981 DeLong, Bean e Brown avevano già descritto la comparsa di sintomi autistici a seguito di malattia encefalica con lesioni subite nei lobi temporali, principalmente nella parte sinistra.

Nel 1989 un articolo sul Journal of Autism and Developmental Disorders riportò il caso di un 14enne che fu ricoverato all'ospedale per encefalite. Fu riscontrato un certo danno al lobo temporale cui seguì perdita delle capacità di linguaggio, socializzazione e memoria.

Ma vediamo ancora altri casi. Il soggetto colpito da encefalite soffre quasi sempre di disturbi del sonno: "F.B., un ragazzo di 11 anni, venne portato nella clinica il 12 novembre 1923. Diagnosi: debolezza fisica. Nel dicembre 1919 aveva avuto un lieve attacco di encefalite. Quattro giorni dopo i suoi ritmi del sonno e del riposo notturno erano cambiati completamente e in modo palese. Per due anni consecutivi non volle mai andare a dormire di notte, ma restava sempre sveglio ed iperattivo. Strappava la biancheria da letto, faceva chiasso, gridava forte, parlava da solo e correva in giro per la stanza. Si tranquillizzava soltanto verso il far del giorno e durante la giornata dormiva per periodi di due o tre ore. Durante gli intervalli in cui era sveglio si metteva a piangere" [Kennedy, 1928].

Un'emergenza di disturbi di sonno nella popolazione giovanile iniziò negli anni '60, cioè parallelamente all'epidemia di danni subclinici al cervello. Naturalmente i disturbi del sonno vennero visti come un problema psichiatrico da controllare con terapie e farmaci. Nel 1970, comparve una nuova sindrome del sonno, cioè l'inabilità ad addormentarsi fino a notte inoltrata nelle prime ore del mattino. Problemi di controllo urinario possono accompagnare questa situazione di danni subclinici al cervello.

Diarrea, vomito, flatulenze, gastroenteriti, gastralgie, enuresi, stitichezza, mancanza di controllo dei muscoli costrittori, sono sintomi riscontrabili nelle vittime di encefalite e che spesso vengono segnalati dopo l'inoculazione del vaccino DPT [Byers, 1948]. Alberto Garcia venne vaccinato all'età di 15 anni con il prodotto MPR. Il giorno seguente la sua temperatura salì a 40 °C e nell'arco della giornata ebbe 17 attacchi di diarrea con feci liquide, oleose e giallo- verdastre, in base alle quali venne diagnosticata un'infezione di salmonellosi. Nel giro di un mese cessò di parlare e successivamente comparvero i sintomi dell'autismo. Il dottor Buchwald (1996) ci presenta altri casi. Melvis Ellis reagì alla prima e quarta iniezione con una grave forma di gastroenterite. La seconda volta (a 18 mesi) venne portato in ospedale. La diagnosi attuale è quella di "stato simile all'autismo". Rosanna Hammond, nata nel 1960, presenta, in base all'attuale diagnosi medica, "un grave ritardo di sviluppo". Sua madre si ricorda che il sintomo più vistoso fu una persistente stitichezza comparsa dopo la vaccinazione.

Il mutismo è un'altra conseguenza delle vaccinazioni. Paul Galloway, che aveva reagito tutte le volte con notevole violenza ad ogni inoculazione di vaccino DPT, perse gradualmente la capacità di parlare e a 18 mesi, poco dopo la quarta inoculazione dello stesso vaccino, diventò completamente muto. Attualmente è diagnosticato come autistico. A Keith Miller successe la stessa cosa: da lattante era ancora in grado di strillare, ma un po' alla volta perse la voce e ora riesce a comunicare soltanto con un linguaggio a segni. Lo stesso accadde a Gary Keys: "Prima della vaccinazione era già in grado di parlare, ma poi smise completamente e non riusciva neppure a balbettare fra sé e sé. Da allora non ricominciò più a parlare. Non è più stato lo stesso di prima. Fino a quel momento era stato un bambino completamente sano che non aveva mai avuto nulla, nemmeno un raffreddore.

Ben documentati, quali conseguenze della vaccinazione trivalente DPT, sono gli attacchi di tipo epilettico, come sta a dimostrare il caso di Paul Hamill: "L'appuntamento col medico era fissato per il 21 maggio, esattamente quattro mesi dopo la prima iniezione, e in tale data ricevette la seconda iniezione di vaccino DPT. Durante la notte gli venne una febbre leggera, ma non mostrò alcun sintomo patologico fino al 27 maggio. Quel giorno eravamo a tavola e lui era seduto nella sua seggiolina sul pavimento. Balbettava e farfugliava tranquillamente; tutto d'un tratto smise di ciangottare. Guardai verso di lui per rendermi conto perché fosse diventato così tranquillo e silenzioso. Fissava con lo sguardo il soffitto. Gli misi la mano davanti agli occhi, ma lui non se ne accorse. Tale stato durò circa 30-40 secondi. Lo stesso fatto si verificò il 28 maggio per quattro o cinque volte, con una durata rispettivamente di 30-40 secondi. Il 29 maggio si svegliò alle sette di mattina. Era molto vispo. Lo misi sul fasciatoio per cambiarlo, quando improvvisamente si mise ad urlare come un pazzo, con delle urla così atroci che mi facevano gelare il sangue nelle vene. Si agitava sempre più e divenne molto irrequieto. Poi diventò completamente apatico e non ebbe più alcuna reazione. Lo chiamai per nome, battei le mani, ma non si muoveva. Lo chiamai per nome, battei le mani, ma non si muoveva. Le sue braccia penzolavano inerti lungo i fianchi e diventò completamente flaccido come un pupazzo di pezza. Tale condizione durò più o meno 30 secondi". Dopo un mese il medico gli iniettò un'altra dose di vaccino DPT e gli attacchi epilettici divennero più frequenti, sino a 100 al giorno, sebbene assumesse quotidianamente ben cinque farmaci diversi. Oggi Paul Hamill presenta ritardi dello sviluppo, tratti autistici e continua ad avere ancora degli attacchi epilettici”.

Nel 1988, Dietrich e collaboratori, usando scansioni del cervello con risonanza magnetica su neonati e bambini dai 4 giorni di età ai 36 mesi, hanno dimostrato che i bambini con ritardo dello sviluppo avevano anomalie nella mielinizzazione. Le autopsie su persone decedute per encefalite post-vaccinica rivelano numerose piccole lesioni giallognolo- rosa nella sostanza bianca del cervello, del cervelletto e del midollo spinale. C'è "una distruzione delle guaine di mielina in queste lesioni. I nervi stessi sono assai meno compromessi che non le guaine di mielina" [Merritt, 1979].

Il dato di fatto che l'encefalite, compresa l'encefalite provocata dalle vaccinazioni, possa determinare una perdita di mielina è noto sin dagli anni Venti [Bender, 1943]. Ma soltanto nel 1935, quando, come abbimo prima citato, l'eminente scienziato americano Thomas Rivers scoprì il fenomeno noto come "encefalomielite allergia sperimentale", si comprese quale fosse la dinamica di tale processo e quale ruolo pregiudizievole avesse la reazione allergica nel caso dell'encefalite. Sino a quel momento la classe medica aveva supposto che l'encefalite venisse provocata direttamente da una infezione batterica oppure virale del sistema nervoso. Gli specialisti tuttavia, quando si misero alla ricerca di tali microrganismi infettivi, non trovarono nessuno e il fattore causale determinante l'encefalite restò per un certo periodo un enigma. Il mistero venne svelato allorché Rivers provocò nelle scimmie un'infiammazione cerebrale sperimentale, inoculando loro ripetutamente degli estratti sterilizzati (cioè eventuali batteri o virus erano stati eliminati) di cervello di coniglio e altre sostanze ricavate dal midollo spinale dello stesso animale [Rivers, 1935].

Volendo simulare le funzioni del cervello umano nella loro complessità e globalità bisognerebbe costruire un computer avente la consistenza di due interi quartieri urbani ampiamente provvisti di tutti i necessari circuiti elettrici ed elettronici, nonché delle rispettive sinapsi. un singolo neurone infatti può trasmettere contemporaneamente parecchi messaggi, esattamente come una singola linea può inoltrare parecchie telefonate o telegrammi. L'effetto di una encefalite sul cervello potrebbe essere paragonata ai danni provocati dai rovinacci e rottami pesanti che, cadendo su un qualsiasi punto della parte superiore di un computer, lo sfondano, pregiudicando gravemente i dispositivi sottostanti.

Nel 1971, Paul Wender, eminente dottore ed autorità scientifica del suo tempo, scrisse che "danni subclinici al cervello avvengono insieme, e probabilmente contribuiscono, alla patogenesi di praticamente tutti i disturbi di comportamento infantili". Normalmente, quando riceviamo informazioni attraverso i sensi, ne estraiamo il significato e lo organizziamo nella forma di concetti e di idee. Danni subclinici al cervello, però, impediscono o disturbano questo processo.

Uno studio della Yale Medical School (1984) rivelò che danni subclinici al cervello sono "forse il problema più comune ed impegnativo dal punto di vista del tempo negli studi medici pediatrici". Persino la American Medical Association ha ammesso la gravità del problema. È stato stimato che danni subclinici al cervello colpiscano il 20% circa dei bambini in età scolare, di cui una buona parte vengono etichettati come casi di Sindrome di Deficit Attentivo. Altri sintomi “psicologici” derivanti dai danni subclinici al cervello causati da encefalite post- vaccinale sono debolezza dell'ego, incapacità nel concettualizzatre e acquisire esperienze, frammentazione intellettuale, costante ricerca della struttura, mancanza di socializzazione, sensazione di inadeguatezza, disturbi di appetito come bulimia o anoressia.

Come riconoscere la regressione autistica causata da vaccino

Per regressione autistica si intende il caso di un bambino che sembrava aver raggiunto tutte le tappe di un normale sviluppo nei primi 15- 18 mesi di vita, ma poi inizia un declino progressivo verso l’autismo, che di solito dura da 4 a 8 settimane.

Spesso alla base della regressione autistica c’è una vaccinazione fatta quando il bambino ancora non stava bene. La vaccinazione porta un periodo di 2 settimane di immunosoppressione fagocitaria e questo esalta attacchi virali. Ciò costituisce un fattore di preoccupazione tanto più quanto il bambino non ha avuto modo di risolvere problemi di infezioni o otiti, e nel caso in cui l’uso prolungato di antibiotici abbia compromesso la microflora intestinale.

Abbiamo visto il meccanismo per cui le vaccinazioni causano un danno cerebrale subclinico diffuso. Di solito lo stadio acuto del danno cerebrale su un bambino piccolo è praticamente asintomatico. "Le gravi reazioni post-encefalitiche possono manifestarsi soltanto dopo mesi o addirittura anni" [Baker, 1949]. "Lo stato del bambino viene sempre riconosciuto soltanto quando si analizzano e si valutano accuratamente l'anamnesi nella sua interezza e il suo comportamento complessivo" [Lurie, 1947].

Nonostante il danno da vaccino in un bambino piccolo, sebbene grave, può essere povero di sintomi, un indizio importante che compare sempre in questi casi clinici è una reazione negativa alle vaccinazioni, poche settimane prima della regressione: si avrà febbre alta e a volte insistente, irrequietezza, paura, irritabilità oppure con una notevole insicurezza di movimento e reazione, sonnolenza, apatia e torpore fino alla perdita di coscienza. Anche disturbi non caratteristici come vomito, alterazione del colorito della pelle, aumento della temperatura etc. possono essere sintomi di un danno da vaccino.

Risulta decisiva l'osservazione dei genitori nel periodo successivo alla vaccinazione: se un bambino ha inizialmente raggiunto le pietre miliari di uno sviluppo indisturbato, regolare dell'età evolutiva nei tempi consueti, e quindi si ferma ad un certo punto, ad un dato livello di questo sviluppo, e se nel periodo appena antecedente questa regressione ha subìto una vaccinazione, si può presumere che la vaccinazione sia la causa di questa inibizione dello sviluppo. È questa la cosiddetta "inibizione dello sviluppo dopo la vaccinazione", il solo sintomo sicuro di un danno da vaccino. Tale determinazione non è qualcosa di immediato, ma frutto di una serie di manifestazioni progressive, successive, relative allo sviluppo in un bambino di uno e due anni.

Molti genitori tengono una sorta di diario e questo è anche il nostro consiglio. Quando si è presentato il primo sorriso? Quando il bambino è stato in grado di alzare per la prima volta la testolina? Quando la prima presa di contatto con la voce? Quando il primo contatto visivo? Quando i primi farfugli? Quando le prime iniziative? Quando i primi movimenti? È vero, lo sviluppo è lento nel primo anno di vita, ma non indefinibile se colto da puntuali registrazioni del genitore nel tempo. Non dovrebbe essere difficile procurarsi una tabella tipo delle tappe dell'evoluzione nei primi 24 mesi di vita dal pediatra o su internet.

Per rendersi conto della difficoltà di definire un danno da vaccino vediamo alcuni casi clinici riportati da Coulter e Buchwald (1996).

Il caso di Frank Maxwell (nato nell'ottobre del 1978; diagnosi: ritardo dello sviluppo con sintomi autistici) costituisce un esempio chiarificatore. Sua madre venne contattata telefonicamente da noi per un'intervista. Sulle prime non era molto disponibile poiché anche lei, come tante altre madri di bambini autistici, era stata torchiata sin troppo da ricercatori e medici curiosi. Volle comunque conoscere lo scopo dell'intervista e, quando venne a sapere che riguardava una possibile correlazione con la vaccinazione DPT (difterite pertosse tetano), disse immediatamente di non essersi mai accorta di una reazione successiva alla vaccinazione e che non si ricordava nemmeno il giorno in cui Frank era stato vaccinato. Quando le si spiegò che le iniezioni vengono praticate di regola ad intervalli di due, quattro e sei mesi, rispose che secondo lei le vaccinazioni non potevano aver avuto alcun ruolo determinante in merito ai disturbi di Frank. Infatti i suoi sintomi autistici (il ritrarsi emozionale e l'evitamento del contatto oculare) erano già comparsi nel momento in cui aveva compiuto le sei settimane di vita e sull'esattezza di tale data non aveva alcun dubbio. Si trattava di un'informazione sorprendente, per cui le si chiese di controllare ancora una volta il diario relativo all'infanzia di Frank per esserne veramente sicuri. Ci ritelefonò profondamente emozionata un'ora dopo, dicendo che, secondo le indicazioni del diario, la prima iniezione del vaccino DPT era stata praticata a Frank proprio quando aveva sei settimane.

Mary Dorfmann (nata nel marzo del 1965; diagnosi: autismo) ricevette la prima iniezione di vaccino DPT a 18 mesi, quando si trovava in ospedale. Doveva venir operata di strabismo (che probabilmente le era stato provocato dalle vaccinazioni precedenti!). Dopo l'inoculazione del vaccino DPT incominciò a ritrarsi in sé stessa e ad evitare il contatto con le altre persone. I genitori attribuirono tale manifestazione ad un "trauma emotivo" causato secondo loro dalla degenza in ospedale.

Stephen Kennedy (nato nel marzo del 1978; diagnosi: atipica con tendenze autistiche) regredì, sotto vari aspetti, all'età di due anni e mezzo, poco dopo la vaccinazione DPT. Da quel momento non fu più in grado di collegare le parole in maniera logica, incominciò a soffrire di ecolalia e iniziarono periodi con rigidità dello sguardo.

Talvolta l'unico segnale di una reazione post-vaccinale è costituito da un cambiamento degli abituali ritmi del sonno del lattante. Le madri, ovviamente, si ricordano con facilità tale evento. Margaret Atwood (nata nel settembre del 1974; diagnosi: lieve autismo) dopo ogni vaccinazione non ebbe alcuna reazione a livello sintomatologico. La madre, tuttavia, si ricordò che Margaret cambiò i ritmi del sonno all'età di 18 mesi, poco dopo la quarta vaccinazione. A volte, durante la giornata e prima di questa vaccinazione, era solita appisolarsi. Dopo la stessa, invece divenne iperattiva, perse l'abitudine del sonnellino e di notte dormiva pochissimo.

Tommy Garrett (nato nel dicembre del 1977; diagnosi: sviluppo atipico, sindrome autistica) incominciò a scambiare il giorno per la notte e viceversa poco dopo la sua prima vaccinazione. "A 15 mesi, poco dopo l'inoculazione dei vaccini MPR e DT e dopo la vaccinazione antipolio, iniziò a modificarsi il suo comportamento. Prima era molto socievole. Parlava già e giocava. Tre giorni dopo le vaccinazioni presentava tutti i seguenti sintomi: ostinazione, iperattività e afflosciamento. Il suo corpo era inerte come quello di un pupazzo floscio di stoffa. Perse la capacità di parlare e di giocare". (..) "Dopo il secondo richiamo dei vaccini iniziò a piangere in continuazione, con strilli acuti; si comportava come se fosse indisposto o si sentisse male. In pratica non è in grado di esprimere a parole ciò che vuol dire. E con i movimenti del corpo è la stessa storia. Sa ad esempio come si fa ad annodare i lacci delle scarpe, ma il suo corpo non reagisce e non compie i movimenti necessari. Allora si agita moltissimo, è molto irritato e scoraggiato".

David Montgomery (nato nel gennaio del 1975; diagnosi: forma simile all'autismo) manifestò un cambiamento della personalità esattamente nel periodo in cui gli fu praticata l'iniezione del vaccino MPR (morbillo parotite rosolia). Prima di tale vaccinazione si esprimeva con i soliti suoni tipici del ciangottio infantile. Dopo la stessa invece cadde in un mutismo assoluto e presentò degli stati estremi di paura e ansia per ogni forma di cambiamento della routine quotidiana, a causa dei quali si metteva ad urlare con grida convulse.

Anche Herbert Irving (nato nel dicembre del 1981; diagnosi: autismo) evitò, dopo la terza inoculazione di vaccino DPT, ogni contatto con le persone: "La terza iniezione costituì la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso. Avrebbe dovuto essere vaccinato già da tempo, ma la data era stata spostata perché aveva mal d'orecchi. Gli fecero l'iniezione appena cessarono i dolori alle orecchie. Era il 2 gennaio: 10 giorni più tardi andammo in vacanza per un paio di settimane. In quel periodo il suo stato di salute peggiorava in continuazione. A casa, una volta rientrati dalle ferie, del tutto indifferente al fatto di vederci o di venir preso in braccio. Prima di quella vaccinazione gli piaceva stare con gli altri bambini e cercava la loro compagnia: li osservava mentre facevano i compiti e quando li guardava rideva tutto contento, oppure seguiva con interesse i loro giochi dal suo box".


Capitolo 3:
I meccanismi per cui i vaccini innescano l’autismo



Alterazione della solfatazione

Subito dopo la nascita ci sono due stadi nello sviluppo del cervello che richiedono intensa solfatazione. Il primo stadio, durante la proliferazione delle cellule, coinvolge la solfatazione dei glicosaminoglicani (GAG) nel cervello [Balasubramanian, 1970; Burkart, 1987]. Il secondo stadio consiste nella mielinizzazione del tessuto cerebrale [Bachhawat, 1972, Siegrist, 1977], che avviene in buona parte nel periodo dal terzo fino al quindicesimo mese di vita [Yakovlev, 1965]. Questo periodo critico per l'organizzazione di base del cervello [Balasubramanian, 1970; Brunngraber 1979; Singh, 1965] coincide, come sappiamo bene, con il periodo delle vaccinazioni infantili.

Per semplicità i GAG possono essere pensati dal lettore come depositi di zolfo che mantengono la funzionalità dei tessuti.

È normale che i GAG vengano continuamente perduti per essere sostituiti da nuovi. Questa "muta" dei GAG subisce una accelerazione enorme a seguito di attivazioni immunitarie (da vaccini!) [Bai, 1976; Goldberg, 1993; Zanni, 1994, Zapata, 1994], ed è estremamente pronunciata nell'intestino, un tessuto molto ricco di GAG [Geocze, 1982; Murch, 1993]. La natura si è intenzionalmente appoggiata a meccanismi non infiammatori nell'affrontare le infezioni durante i primi mesi di vita, fornendo al neonato IgA non infiammatori dal sistema immunitario della madre, veicolati attraverso il latte materno [Owens, 1997]. Le vaccinazioni però vanno ad indurre nel bambino proprio ciò che la natura voleva evitare, ed infatti producono un fenomeno infiammatorio coinvolgente IgG e IgM. Il neonato non abbonda di materiale per la solfatazione e l'improvvisa richiesta di solfatazione a seguito delle vaccinazioni mette in competizione cervello ed ileo per questo materiale cruciale.

Ricercatori inglesi hanno dimostrato che in 39 bambini con sindromi autistiche su 40 c’era un’infiammazione a chiazze del colon ed un rigonfiamento delle ghiandole linfatiche nell’ultima parte dell’intestino [Wakefield, 1998]. Si trattava di bambini che avevano avuto un periodo iniziale di vita con normale sviluppo e che avevano acquisito capacità di linguaggio e di interazione sociale che però erano stati persi in concomitanza con periodi post- vaccinazioni. Wakefield inoltre riscontrò anomalie nella formazione dei GAG delle membrane intestinali.

Dal 1998 ad oggi, Wakefield, del Royal Free Hospital di Londra, ha pubblicato studi in cui oltre 160 bambini autistici venivano esaminati. Mediante ileocolonscopia fu determinato un’incidenza quasi del 100% dell’iperplasia (infiammazione) intestinale (che è una forma molto più blanda della rettocolite ulcerosa). Normalmente le proteine delle pareti intestinali sono solfatate e, in questo stato, formano uno strato protettivo continuo sulla superficie delle pareti intestinali. Quando c'è una insufficiente solfatazione le proteine tendono ad agglomerarsi tra di loro e lo strato diventa discontinuo.

La stessa cosa avviene nel cervello. La d.ssa Margaret Bauman e il dr Thomas Kemper, mediante autopsie, hanno evidenziato degli addensamenti anomali di neuroni nell’amigdala e nell’ippocampo in bambini autistici e ciò è spiegabile da uno stato di cattiva solfatazione.

Inoltre vedremo nel prossimo capitolo che nei casi più gravi di autismo le membrane meningee, specialmente quelle della “dura mater”, perdono le loro capacità di sostegno della crescita, ostacolando la normale espansione del cervello e della volta cranica. È noto da studi scientifici degli ultimi 20 anni che le vaccinazioni possono provocare rigonfiamento cerebrale:

1. Barry W, Hatcher G, "-Fontanelle protuberanti- in neonati senza meningite", Arch Dis Child, aprile 1989; 64(4): 635-636
2. Dugmore, WN, "Edema bilaterale del polo posteriore: ipersensibilità al vaccino Alavac P", Br J Ophthalmol, dic. 1972, 55:848-849
3. Gross TP, Milstien JB, Kuritsky JN, "-Fontanella protuberante- a seguito di vaccinazione anti-difterica- tetano- pertosse e vaccino tetano- difterica", J Pediatr, marzo 1989;114(3):423-425
4. Iwasa S, "Rigonfiamento del cervello in topi causato dal vaccino anti-pertosse", Jpn J Med Sci Biol, 1985, 38(2):53-65
5. Jacob J, Mannino F, "Aumento di pressione intracraniale a seguito di vaccino anti- difterica, tetano e pertosse", Am J Dis Child, feb. 1979; 133(2):217-218
6. Mathur R, Kumari S, "-Fontanella protuberante- a seguito di vaccino triplo", Indian Pediatr, giugno 1981; 18(6): 417-418
7. Shendurnikar N, "-Fontanella protuberante- a seguito di vaccino DPT", Indian Pediatr, nov. 1986; 23(11): 960


Immunosoppressione post-vaccinazione

Bisogna sapere che un aspetto assolutamente certo e riscontrabile in tutte le vaccinazioni consiste nella soppressione post-vaccinale delle difese immunitarie, con un massimo di caduta dei livelli di linfociti 10 giorni dopo l'inoculazione. Questa fase, riconosciuta universalmente negli ambienti scientifici, sembra non sia molto nota ai medici che vaccinano. Infatti l'esistenza di questa fase imporrebbe una visita molto attenta ai soggetti da vaccinare per evidenziare eventuali forme morbose in atto o in incubazione, che potrebbero aggravarsi o manifestarsi proprio in conseguenza della vaccinazione.

Un vaccino diminuisce l'immunità mediata da linfociti del 50%, due vaccini insieme del 70%. Ormai sono una norma 3 vaccini nella stessa iniezione, il tutto ripetuto in tre dosi successive a distanza di qualche mese. I vaccini riducono il numero di globuli bianchi, la capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleari, la vitalità dei linfociti, la segmentazione dei neutrofili [Robin, 1997].

Per quasi due decenni Diane E. Griffin e colleghi all’Università Johns Hopkins di Baltimora hanno potuto documentare i meccanismi attraverso cui il vaccino del morbillo deprime l’immunità, e dunque aumenta il rischio di riattivazione di infezioni recentemente acquisite o latenti [Ward, 1993]. Il consiglio dei ricercatori è di non usare vaccini a virus attenuati a poche settimane di distanza tra di loro.

"Le vaccinazioni per il morbillo portarono alla soppressione della proliferazione linfocitaria, che era tanto maggiore quanto più elevati erano gli anticorpi prodotti dal vaccino nei bambini." [Hussey, 1996].

"Il vaccino attenuato del morbillo produce soppressione immunitaria che contribuisce ad un aumento di suscettibilità ad altre infezioni. Recentemente vaccini antimorbillo ad elevato titolo sono stati correlati a mortalità a lungo termine dei soggetti vaccinati" [Auwaerter, 1996].

Nel 1989 fu creato un tipo di vaccino per il morbillo altamente concentrato e quindi potenzialmente immunizzante più a lungo o meglio. Raccomandato dalla OMS (Organizzazione mondiale della Sanità), fu sperimentato sia su 1500 bambini di un quartiere di Los Angeles (Kaiser Permanente of Southern California) che su bambini del Messico, Haiti ed Africa [Centre for Disease Control, 1989-91]. Fu rilevato che i bambini iniettati con tale prodotto stavano morendo in gran numero. Le bambine africane, cui nell'esperimento fu somministrata una dose doppia rispetto a quella dei bambini, avevano una mortalità significativamente maggiore di quella dei bambini. Nel 1992 l'OMS ritirò tale vaccino dal mercato.

Il super-vaccino creato per il morbillo nel 1989 risultò causare una super-soppressione (da 6 mesi a 3 anni) del sistema immunitario. Il noto fenomeno dell'effetto depressivo del sistema immunitario fu cioè accentuato dalla particolare formulazione del vaccino.

In vista della capacità del virus del morbillo nel sopprimere il sistema immunitario, in particolare l’immunità cellulare, una persona che ha un’infezione cronica da virus del morbillo può essere molto più vulnerabile a numerose altre infezioni, sia virali che batteriche o micotiche.

I danni neurologici derivanti da uno stato di estrema immunosoppressione, non devono necessariamente derivare dal virus del morbillo o quello della rosolia, che comunque hanno una ben documentata correlazione con patologie del sistema centrale nervoso. Altri virus opportunistici, per esempio quello Epstein Barr, sono messi in condizione di rivirulentarsi e diventare dannosi.

Allo stesso modo, a seguito della settimana di vaccinazione contro il polio nella regione del Bahrian, ci furono nel luglio 1995 e nel settembre 1996 due epidemie di meningite da enterovirus, rispettivamente con 286 e 169 vittime.


"Epidemics of aseptic meningitis due to enteroviruses following national immunization days in Bahrain" (Annals of Tropical Paediatrics, vol. 18, no. 2, June 1998, pp. 101-9)


La letteratura medica ci dà indicazioni puntuali su vaccini di un tipo che possono aumentare l'incidenza di malattie virali di un altro tipo. La capacità del vaccino antipertosse di stimolare l'inizio di una polio paralitica è stato noto sin dal 1909. Nell'epidemia di polio in bambini della penisola araba dell'Oman, secondo la rivista britannica "The Lancet" (1990), la vaccinazione DPT ne fu la causa scatenante: tutte le 70 vittime (età 5-24 mesi) avevano ricevuto una iniezione di DPT entro i 30 giorni precedenti la comparsa della malattia. La vaccinazione DPT aveva esaltato la capacità di attacco del virus del polio. Alla fine degli anni '40 uno studio pubblicato su American Journal of Public Health evidenziò che su 1300 casi di polio in bambini della città di New York, circa il 70% delle vittime avevano ricevuto la vaccinazione DPT nei due mesi precedenti la manifestazione della malattia.

Secondo il New England Journal of Medicine del 19 gennaio 1984, dopo la vaccinazione antitetano poteva essere dimostrata una temporanea caduta, in ogni soggetto vaccinato, delle concentrazioni di linfociti T a seguito della vaccinazione. La caduta più rilevante si aveva fra il terzo e il quattordicesimo giorno post-vaccinale.

Anche il vaccino per l’influenza ha mostrato di poter aumentare l’incidenza di varie patologie nel periodo immediatamente dopo la vaccinazione. In uno studio del 1990 l’incidenza di patologie era 6.4 volte maggiore in bambini soggetti al vaccino rispetto a bambini non vaccinati.


"Disease caused by Haemophilus influenzae type b in the immediate period after homologous immunization: immunologic investigation", Pediatrics, vol. 85, number 4 part 2, April 1990, pp. 698-704


È ben noto alla comunità scientifica il notevole effetto depressivo delle vaccinazioni antipolio sui linfociti, con conseguente temporanea incapacità dell'organismo di combattere le infezioni e i virus. Per questo motivo in Italia "la vaccinazione con il metodo Sabin [virus vivo attenuato] deve essere distanziata di almeno 4 settimane da altra vaccinazione con virus vivo" (Legge 4 febbraio 1966 n. 51).

L'OMS riporta che su 34 nazioni in via di sviluppo (Africa, America latina) vaccinate con il vaccino vivo attenuato del polio, 24 hanno registrato un aumento dei casi di poliomielite paralitica. La poliomielite paralitica è una grave forma di polio che è comparsa solo a seguito delle campagne di vaccinazione antipolio. Prima non esisteva, il decorso della poliomielite era molto meno grave.

Nei casi di regressione autistica post-vaccinazione, lo stato di immunosoppressione è direttamente evidenziabile attraverso parametri immunologici [Singh, 1990] ed è una caratteristica clinica costante nei casi di autismo (difficoltà a fronteggiare le infezioni, basse popolazioni di macrofagi, etc.).

Negli organismi immunosoppressi la febbre è uno dei pochi modi disponibili per liberarsi dei virus in circolazione. L’aumentata temperatura attiva i linfociti e durante la febbre sono attivati una serie di misure antivirus, quale l’immagazzinamento del ferro nel fegato per non alimentare la moltiplicazione virale. Ebbene spesso vediamo che i bambini autistici è come se si risvegliassero temporaneamente durante febbri alte. Molti dei loro tratti autistici scompaiono temporaneamente, una parte di loro improvvisamente elaborano frasi di 5 o 6 parole mentre precedentemente erano assolutamente muti.


L’autismo da virus

Il meccanismo delle encefaliti virali è noto e sono noti casi di autismo prodotti da encefaliti virali (e lo abbiamo visto nel capitolo precedente). Il passaggio dall’attacco del virus latente (vaccinale) all’autismo è meno ovvio e più articolato. Infatti c’è una progressione asintomatica, clinicamente invisibile, se si eccettuano inizialmente, reazioni post-vacciniche quali febbri, pianti prolungati con strilli acuti, alterazioni del ritmo del sonno, etc.

La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quello che tutto il corpo e il sistema immunitario cercano di evitare o prevenire quando in contatto con un virus: ovvero l'iniezione immette il virus direttamente nel sangue, senza che siano state attivate le difese locali e fagocitarie, offrendogli accesso libero ed indisturbato verso alcuni target più delicati e questa volta vulnerabili (neurologico, endocrino, etc.).

Zecca e collaboratori [1998] segnalano che i livelli di anticorpi a rosolia e morbillo in bambini diagnosticati autistici erano del 300% superiori a quelli normali. Questi livelli elevati di anticorpi possono essere interpretati come un’attivazione cronica del sistema immunitario contro un’infezione subclinica.


T. Zecca, D. Grafino, University of Medicine and Dentistry, New Jersey and Children's Hospital of New Jersey, Newark, "Elevated rubeola [measles] titers in autistic children linked to MMR vaccine" (abstract submitted to the National Institutes of Health, 1997-8)

Ricercatori del Royal Free Hospital di Londra [Wakefield, 1998 e 2000], hanno dimostrato, mediante ileocolonscopia, la presenza nell’intestino del virus latente del morbillo nel 100% dei bambini la cui regressione autistica aveva avuto inizio con reazioni avverse alle vaccinazioni infantili.

Un altro gruppo di ricerca, quello irlandese del professor John O'Leary, ha confermato la presenza del virus del morbillo dello stesso ceppo del vaccino nell’intestino di 24 bambini autistici su 25.

Sembra che il bambino autistico non riesca a liberarsi della presenza di tale virus vaccinale nell’organismo. Il prof. Kawashima, dell’Università di Tokio, ha trovato il virus del morbillo (DEL CEPPO VACCINALE) nel sangue di bambini che hanno avuto una regressione autistica a seguito delle vaccinazioni. La tecnica usata è stata quella dell’esame del DNA proteico in cellule mononucleari periferiche del sangue (PBMC), con un riscontro positivo dell’attività subclinica virale a distanza di alcuni anni dalle vaccinazioni infantili nei bambini autistici ma non in quelli di controllo.

Virus di ceppi vaccinali dunque sono una presenza costante (anche a distanza di anni dalla vaccinazione) in bambini autistici ma non in bambini di controllo sani. Ciò è testimoniato dai sopramenzionati recentissimi studi virali nell’autismo provenienti da Inghilterra, Irlanda e Giappone. Essi indicano una situazione dove c’è la stessa progressione dei danni che nelle encefaliti virali cui segue autismo, ma al rallentatore.

Con il test rapido sul sangue denominato "Polymerase Chain Reaction” (PCR test), cioè test sulla catena di reazione della polimerasi, è possibile rilevare la presenza subclinica nell’organismo del virus dello stesso ceppo nel vaccino. Un articolo della rivista “Archives of Virology”, 1996, riporta che mediante il test rapido è stato possibile confermare che alcuni casi di panencefalite sclerosante erano reazioni avverse ai vaccini a virus vivo attenuato.

Nel 1997 sul Journal of Indian Medical Association viene riportato il caso di una ragazza che aveva ricevuto tutte le vaccinazioni infantili. A nove mesi le fu somministrato il vaccino triplo morbillo parotite rosolia: la bambina si sentì male e le sue condizioni deteriorarono rapidamente. Le sue funzioni intellettuali e il suo sviluppo erano stati normali fino ad allora. A seguito della reazione al vaccino la bambina regredì dal punto di vista del comportamento, interazioni sociali e smise di tentare di parlare. Anche la situazione fisica peggiorò con spasmi mioclonici delle braccia e riflessi depressi del tendine. Gli autori conclusero con la diagnosi di panencefalite sclerosante subacuta che si sviluppò come reazione avversa ritardata al vaccino triplo. Gli autori sottolineano che sono stati riportati altri casi simili causati dal virus vivo attenuato del vaccino del morbillo.


"Measles, Mumps, Rubella Vaccine Induced Subacute Sclerosing Panencephalitis," Journal of the Indian Medical Association, November 1997, vol. 95 no. 11, page 594

"Polymerase chain reaction detection of the hemagglutinin gene from an attenuated measles vaccine strain in the peripheral mononuclear cells of children with autoimmune hepatitis," Archives of Virology volume 141, 1996, pages 877-884


Nelle vaccinazioni infantili riscontriamo 4 situazioni diverse che, andando a sommarsi, rappresentano, quanto più le si trascura, un cocktail esplosivo:

1. per natura il bambino (da qualche mese a 2 anni) è già in uno stato di minore difesa contro eventuali attacchi virali;
2. il vaccino crea un periodo di alcuni giorni di pronunciata immunosoppressione ;
3. il vaccino a virus attenuato consiste in un virus indebolito che è somministrato proprio per produrre un certo grado di sfida all’organismo medio, immunologicamente sano. A volte questi virus sono tripli, cioè più virus vengono contemporaneamente iniettati;
4. uno degli effetti della vaccinazione è di aumentare la permeabilità intestinale ed ematoencefalica, con la conseguenza che ciò favorisce il passaggio virale ai tessuti periferici.

Infine, queste considerazioni diventano ancora più preoccupanti perché nel primo anno di età è stato dimostrato che molti virus restano nell’organismo in modo asintomatico. Per esempio Pass (1981) ha mostrato che l’infezione da herpes virus era asintomatica in 25 di 27 bambini infetti.



Bibliografia

Hussey GD, “The effect of Edmonston-Zagreb and Schwarz measles vaccines on immune response in infants”, J Infect Dis 1996 Jun;173(6):1320-6

Auwaerter PG, “Changes within T cell receptor V beta subsets in infants following measles vaccination”, Clin Immunol Immunopathol 1996 May;79(2):163-70

Ward BJ, Griffin DE, “Changes in cytokine production after measles virus vaccination: predominant production of IL-4 suggests induction of a Th2 response”, Clin Immunol Immunopathol 1993 May; 67(2):171-7

Wu VH,. “Measles virus-specific cellular immunity in patients with vaccine failure”, J Clin Microbiol 1993 Jan; 31(1):118-22

Incubazione acuta del virus attenuato da vaccino


Con la somministrazione di un vaccino a virus attenuato, una popolazione di 150.000 unità batteriche iniettate nel sangue raggiungono e colonizzano l'intestino e altri tessuti dell'individuo vaccinato. Il virus vivo attenuato dei vaccini può rivirulentarsi, in particolari situazioni, nell'individuo in cui è stato iniettato. Questa situazione può creare forme attenuate o forme atipiche della malattia [Molecular Virology, cap.3, p.78, Harper publishers, 1994]

Per chiarezza tratteremo prima le infezioni acute da virus attenuati e quindi le reazioni ritardate o croniche.

21 giorni dopo la somministrazione del vaccino triplo morbillo parotite rosolia, una bambina di 3 anni mostrò letargia, febbre, tosse secca, irritabilità, ed irritazione meningea. Non furono riscontrate infezioni naturali di morbillo, parotite, rosolia o altre infezioni batteriche. Si trattava di infezione acuta da virus vivo del vaccino.


"Mumps meningitis following measles, mumps, and rubella immunisation" (The Lancet, vol. 2, July 8, 1989, p. 98; comments in vol. 2, August 12, 1989, pp. 394-5; vol. 2, September 16, 1989, p. 677)


Sullo stesso numero di quella rivista, The Lancet, un medico della Germania occidentale riportava una meningite da virus della parotite, in un bambino di 2 anni, 21 giorni dopo la vaccinazione tripla morbillo parotite rosolia. Anche in questo caso non c’era stata esposizione all’infezione naturale della parotite. L’autore conclude dicendo: "Il tempo di incubazione per la parotite è di circa 21 giorni. In alcuni pazienti il lasso di tempo tra la vaccinazione e la manifestazione della meningite è molto vicino a queste 3 settimane, e tutti gli altri dati fanno pensare ad un’incubazione del virus attenuato da vaccino”.

Il 16 settembre 1989 due medici inglesi riportano sul Lancet due casi di bambini di 16 mesi di vita con meningite da parotite ricoverati in ospedale 18 e 19 giorni dopo la vaccinazione tripla morbillo parotite rosolia. Il virus della parotite, isolato dal fluido cerebrospinale di entrambi i bambini, confermò questi due casi di infezione subclinica da virus attentuato della parotite. In uno di questi due bambini, nonostante ciò, non fu osservato l’aumento degli anticorpi relativi alla parotite, anche se egli fu vittima di una meningite post-vaccinica.

La letteratura medica offre altri studi che riferiscono di casi simili causati dall’incubazione del virus attenuato da vaccino:


"Mumps meningitis, possibly vaccine related", Canada Disease Weekly Report, vol. 14-40, 1988, pp. 209-11

"A case of mumps meningitis: a post-immunization complication?", Canada Disease Weekly Report, vol. 13-35, 1987, pp. 155-6

"A case of mumps meningitis: a complication of vaccination?", Canadian Medical Association Journal, vol. 138, 1988, p. 135

"Vaccine-induced mumps-like disease", Development of Biological Standards, vol. 43, 1978, pp. 269-72

"Aseptic meningitis after vaccination against measles and mumps", Paediatric Infectious Diseases, vol. 8, 1989, pp. 302-8.]


L’infezione della varicella con il tipico rash cutaneo viene segnalata in una donna 38enne precedentemente sana 12 giorni dopo la vaccinazione a virus vivo attenuato della varicella.


"Transmission of vaccine strain varicella-zoster virus from a healthy adult with vaccine-associated rash to susceptible household contacts" (Journal of Infectious Disease, vol. 176, no. 4, October 1997, pp. 1072-5):

ABSTRACT: Dodici giorni dopo aver ricevuto un vaccino a virus vivo del ceppo Oka per la varicella, una donna 38enne sana sviluppò un rash cutaneo con 30 lesioni separate. Sedici giorni dopo i suoi due figli svilupparono anch’essi il rash. Il DNA del virus della varicella, ottenuto dalle lesioni della pelle si rivelò essere quello del ceppo vaccinale. Questo caso documenta la trasmissione del virus vaccinale dal vaccino a sani individui sottoposti all’iniezione e a individui in contatto con loro nell’abitazione domestica. Ulteriori studi sono necessari per determinare l’incidenza di questi eventi".


Lo stesso avviene con il vaccino a virus vivo attenuato del polio. In un’indagine del Congresso USA è stato documentato che l'87% negli USA dei casi di polio dal 1970 in poi derivavano dall'uso del vaccino antipolio. Negli ultimi decenni negli USA si sono verificati fino a 5-10 casi dall'anno di polio paralitica come conseguenza del vaccino Sabin, praticamente quasi il 100% dei casi di polio paralizzante.


Incubazione ritardata e cronica del virus vaccinale

Nei casi di reazioni acute ai virus da vaccini, abbiamo visto, ci si possono aspettare manifestazioni dei sintomi dell’infezione dopo un periodo di incubazione di circa 20 giorni. Andiamo ora a evidenziare che le vaccinazioni possono anche causare infezioni croniche che si sviluppano in tempi più lunghi e in maniera asintomatica o atipica rispetto al normale sviluppo dell’infezione da virus.

Wakefield ha riportato che "il virus del morbillo iniettato con le vaccinazioni persiste nell'intestino dei vaccinati, segnalando un'alterazione dell'assetto immunitario dei soggetti sottoposti a profilassi vaccinale, generando le malattie più disparate dell'apparato gastrointestinale, tra cui il morbo Chron" [Wakefield, The Lancet, 29 aprile 1995].

Una serie di studi sperimentali effettuati da Domingue e Woody [1997], della Tulane University, evidenziano la situazione in cui, in un organismo temporaneamente alterato o compromesso, la maggior parte dei batteri possono assumere forme alquanto diverse da quelle originarie ed avere decorsi atipici: “Questi organismi possono sopravvivere e persistere in uno stato latente nell’organismo, incubarsi e quindi causare stati patologici, tra cui nefriti, febbri reumatiche, stomatiti aftose, ematuria idiopatica, morbo di Crohn, etc. ["Bacterial persistence and expression of disease", Clinical Microbiology Review, vol. 10, no. 2, April 1997, pp. 320-44].

39 casi subclinici di morbillo tra 87 bambini completamente vaccinati nell’Africa occidentale sono riportati sulla rivista “The Lancet” [1999]. Le concentrazioni di anticorpi erano 45 volte superiori al normale ed erano rimaste elevate per almeno 6 mesi (fino alla chiusura del periodo di studio).

"Effect of subclinical infection on maintaining immunity against measles in vaccinated children in West Africa", The Lancet, vol. 353, January 9, 1999, pp. 98-102

"Infezioni subcliniche non sono insolite dopo la somministrazione di vaccini tripli", secondo uno studio di Trier e Ronne [1992]

H. Trier and T. Ronne, "Duration of immunity and occurrence of secondary vaccine failure following vaccination against measles, mumps and rubella", Ugeskr Laeger, vo. 154, no. 29, July 13, 1992, pp. 2008-13


Abbiamo citato precedentemente Zecca e collaboratori [1998], secondo cui bambini autistici avevano una persistenza di elevati anticorpi al virus del morbillo e rosolia, indicazione di infezione cronica subclinica.

Secondo uno studio effettuato con il test rapido PCR, “in alcune patologie autoimmuni viene rilevata l’attività nell’organismo del virus vaccinale attenuato".

"Polymerase chain reaction detection of the hemagglutinin gene from an attenuated measles vaccine strain in the peripheral mononuclear cells of children with autoimmune hepatitis", Archives of Virology, volume 141, 1996, pages 877-884


Tra i pazienti che non avevano avuto la tipica manifestazione acuta delle infezioni di rosolia o morbillo, ma che avevano altissimi livelli di anticorpi a morbillo e rosolia, Laitinen ha trovato prevalentemente pazienti con patologie autoimmuni come Lupus eritematoso, sclerosi multipla, epatite autoimmune. Nel caso della sclerosi multipla, sottolinea Laitinen, già altri ricercatori hanno mostrato elevati livelli di anticorpi al morbillo.

Laitinen e collaboratori hanno dunque valutato l’ipotesi che, in individui suscettibili, anomali meccanismi di difesa immunologica possano essere attivati da atipiche infezioni croniche. Le conclusioni dei ricercatori sono che i virus attenuati vaccinali non solo possono rivirulentarsi e causare infezioni croniche con elevati livelli di anticorpi, ma che possano avere un ruolo attivo nella patogenesi di almeno alcune delle patologie individuate.

Laitinen O, Vaheri A, University Central Hospital and Department of Virology, University of Helsinki, Finland, "Very high measles and rubella virus antibody titres associated with hepatitis, systemic lupus erythematosus, and infectious mononucleosis", The Lancet, vol. 1, February 9, 1974, pp. 194-7


Un indizio dell’incubazione nell’organismo del virus attenuato da vaccino può essere la persistenza di elevati titoli di HI e di IgG, in presenza di reazioni a vaccini e anche encefalomielite. Un caso accertato è quello di una bambina vaccinata a 12 anni con un vaccino del morbillo a virus vivo; essa sviluppò una encefalomielite 10 anni dopo la vaccinazione. I ricercatori concludono che il virus attenuato del morbillo dunque diventa patogeno senza i sintomi tipici del morbillo ordinario.


"Measles Encephalomyelitis in a Patient With a History of Vaccination," Acta Paediatrica Japonica, vol. 37, number 3, June 1995, pp. 374-376


Vaccinazioni materne e autismo

Un’infezione intrauterina di rosolia è tra quei fattori prenatali che viene segnalato essere associati con l’autismo, ma nonostante questo, la vaccinazione materna, durante o a ridosso della gravidanza, con virus vivo attenuato della rosolia non è vista dai medici con la stessa preoccupazione. I risultati di questi 3 studi indicano che l’esposizione da virus vaccinico del sistema madre-feto è un possibile fattore di suscettibilità nello sviluppare l’autismo a seguito delle vaccinazioni infantili.


Yazbak E, “Effetto di vaccinazioni materne effettuate subito dopo il parto e insorgenza di autismo nel figlio: una conferma”, American Association of Pediatrics, marzo 2000

ABSTRACT:
Alcune donne non riescono a sviluppare un sufficiente grado di immunizzazione alla rosolia e viene richiesto loro in vari momenti della loro età adulta, di sottoporsi a dosi di mantenimento del vaccino.
In questo studio abbiamo mostrato che nel 100% dei casi, bambini le cui madri hanno ricevuto vaccini durante la gravidanza hanno sviluppato autismo. Questo suggerisce di effettuare ampi studi anche sull'effetto più generale che le vaccinazioni possono avere sull'autismo.
I genitori continuano a riportare che sintomi gastrointestinali seguono alla somministrazione del vaccino MPR nei bambini che poi diventeranno autistici pochi mesi dopo la vaccinazione; ebbene ricercatori britannici hanno dimostrato la presenza di antigeni al morbillo nell'intestino di bambini autistici.
In questo studio vengono documentati i casi di 22 madri vaccinate subito dopo il parto o anche nel periodo precedente al concepimento. Ognuna di queste madri ha avuto almeno un figlio autistico.

Discussione dei risultati: Sono riportati i risultati dei parti di 22 madri, ognuna delle quali ha ricevuto un vaccino attenuato a ridosso del periodo di gravidanza. Ognuna di esse ha almeno un figlio autistico. Molte madri che erano in buona salute ed avevano avuto figli normali, riportano che dopo aver ricevuto dosi di mantenimento del vaccino triplo MPR o del vaccino della rosolia: 1. Sono insorti problemi personali di salute; 2. Ebbero aborti o partorirono prematuramente; 3. Il loro livello di immunità alla rosolia si è comunque abbassata di nuovo poco tempo dopo la vaccinazione; 4. I bambini sviluppavano autismo ed altre disabilità.
Il vaccino della rosolia fu somministrato subito dopo il parto a 7 di queste madri. In 5 di questi 7 casi il neonato sviluppò autismo. Negli altri 2 casi, fu un figlio avuto successivamente ad essere affetto da autismo.
Il vaccino MPR fu somministrato subito dopo il parto ad 11 di queste madri. In 7 di questi 11 casi il neonato sviluppò autismo. Negli altri 4 casi, fu un figlio avuto successivamente ad essere affetto da autismo.
3 madri ricevettero una vaccinazione MPR da una settimana a 4 mesi precedentemente al concepimento. In tutti i casi il neonato sviluppò sintomi autistici entro il primo anno di vita.
Una madre ebbe numerose dosi di vaccino antirabbica appena prima e subito dopo il concepimento. Il bambino mostrò molto presto la comparsa dell'autismo.
La pratica dei vaccini, anche in queste madri con basso livello di immunità dovrebbe essere riesaminata. Non solo è ampiamente documentato che i vaccini non risolvono i problemi di immunità della madre, ma soprattutto non è stato dimostrato da nessuno studio scientifico che non è vero che questa pratica aumenta l'incidenza o la suscettibilità a disabilità mentali del neonato. Anzi da questo ed altri studi preliminari sembrerebbe che i vaccini attenuati siano un fattore nelle sindromi autistiche.


Yazbak E,”Effetto di vaccinazioni materne effettuate durante la gravidanza!”, American Association of Pediatrics, dicembre 1999

ABSTRACT:
Il Center for Disease Control & Prevention ed i produttori di vaccini già da molto tempo avvertono di




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Inserito il - 19 novembre 2012 : 20:13:52  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
Immunologo di fama mondiale condanna i vaccini



http://www.nitrf.org/cirriculum.html
Chi ha fatto almeno 5 vaccini anti-influenzali tra il 1970 e il 1980 è 10 volte più esposto al morbo di Alzheimer di colui che ne ha subiti solo uno o due, ha affermato il Dr. Hugh Fudenberg, uno dei leader mondiali in immunologia e genetica.

“Ciò è dovuto all’alluminio e al mercurio che quasi ogni vaccino anti-nfluenzale contiene. Il graduale accumulo di alluminio e mercurio nel cervello porta a disfunzioni cognitive”, ha detto il dr.Fudenberg. Visto che i vaccini anti-nfluenzali non hanno avuto molto beneficio ha raccomandato di evitarli.

Il Dr.Fudenberg ha aggiunto che i vaccini influenzali contengono molte sostanze chimiche tossiche e invece di stimolare il sistema immunitario lo rendono più debole aumentando la probabilità di essere contagiati con l’influenza. Ha detto che i vaccini incidono negativamente sugli organi interni in particolare sul pancreas e l’influenza stagionale potrebbe sviluppare nelle persone con gravi malattie autoimmuni il diabete, il morbo di Addison, l’artrite, l’asma, la sindrome Guillian-Barre, l’epatite, la malattia di Lou Gehrig, il lupus e molte altre. Alcuni vaccini possono anche infliggere invalidità e dolori a vita.

Il Dr.Fudenberg ha affermato che non vi è stata una campagna massiccia sul significato delle vaccinazioni contro l’influenza e spiegare che non aveva alcun beneficio perché il Governo Federale (americano) aveva stipulato un contratto del valore di 400 milioni dollari con la GlaxoSmithKline per la fornitura di 50,4 milioni di dosi deivaccino H1N1; solo il 50% circa dello stock è stato usato.
http://osasapere.it/blog/2011/11/06...a-i-vaccini/




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Ennesimo studio boccia il vaccino antinfluenzale


Sono passati tre anni dalla farsa della "pandemia" dell’influenza suina e del suo vaccino, contenente adiuvanti potenzialmente pericolosi come lo squalene. Ricordiamo che si trattò di una pandemia creata "ad hoc" in quanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in maniera del tutto immotivata, arrivò addirittura a modificare la definizione di “pandemia” poche settimane prima della messa in commercio del vaccino, al fine di potervi includere anche l’influenza suina, che in realtà era assai più mite di una normalissima influenza stagionale. La maggior parte della gente però comprese l’inganno, grazie al web e ad alcuni medici coscienziosi che si esposero in prima persona, anche se ormai il danno era stato fatto e i Paesi occidentali sperperarono un'enorme quantità di denaro pubblico per dei vaccini rimasti in gran parte inutilizzati. Adesso, dopo soli due anni di tregua, forse nella speranza che la popolazione si fosse dimenticata del flop relativo all'influenza suina, è ricominciato il terrorismo mediatico è ricominciato e di nuovo si parla di “influenza cattiva”, di vaccino utile, sicuro e necessario, fino ai più funesti presagi dei soliti virologi, ormai onnipresenti in tv, che prevedono addirittura un “raddoppio delle morti” in mancanza della realizzazione del programma di vaccinazione previsto.

Queste previsioni catastrofiche, puntualmente sempre smentite dai fatti, sollevano forti dubbi sulle reali intenzioni di queste eccessive campagne mediatiche favorevoli ad una vaccinazione di massa di scarsa efficacia, affatto priva di effetti collaterali e che ha l’aggravante di essere spesso consigliata a milioni di persone sane, tra cui anziani, bambini e donne in gravidanza. La Scienza intanto continua a fornirci prove continue sulla modestissima efficacia (quando non sulla totale assenza di efficacia) del vaccino antinfluenzale. Le conclusioni di un recentissimo studio pubblicato in Ottobre 2012 sulla rivista scientifica Clinical Infectious Diseases [1] mostra dati a dir poco scoraggianti sulla reale efficacia del vaccino antinfluenzale: nella fascia di età fino agli 8 anni l'efficacia è stata modesta, mentre per le persone sopra ai 65 anni, (quindi per la fascia di età per cui viene maggiormente raccomandata la vaccinazione), l'efficacia è stata ancora più bassa (inferiore al 40%). Ma numerosi altri studi si aggiungono alla lista. Pubblicati nel 2006 dall’organizzazione no-profit The Cochrane Collaboration gli autori riportavano conclusioni analoghe, se non peggiori: l’efficacia del vaccino antinfluenzale in bambini sotto i due anni è pari al placebo (cioè nulla) [2] e non ci sono prove scientifiche sufficienti che dimostrino l’efficacia del vaccino antinfluenzale nel ridurre la mortalità negli anziani [3]. Studi pubblicati nel 2008 su Lancet e su New England Journal hanno inoltre dimostrato che la vaccinazione antinfluenzale non è associata ad una riduzione del rischio di polmonite nelle persone anziane [4] [5] e una ricerca del 2008 pubblicata su "American Journal of Respiratory and Critical Care of Medicine" conferma che non vi è stata alcuna diminuzione delle morti per influenza e polmonite negli anziani, nonostante il fatto che la copertura vaccinale fra questa popolazione sia aumentata dal 15% (nel 1980) al 65% (data di oggi) [6].

In un grande studio del 2004 compiuto su 800 bambini asmatici, a metà dei quali era stato somministrato il vaccino antinfluenzale e all'altra metà no, la conclusione è stata che non si è riuscito a fornire alcuna evidenza che il vaccino antinfluenzale prevenga dai peggioramenti dell’asma pediatrico [7]. E nelle donne incinte? Attualmente il vaccino antinfluenzale viene raccomandato anche alle donne al secondo e terzo mese di gravidanza, quasi fossero delle malate. Un enorme studio che venne effettuato e pubblicato nel 2006 nel Journal of American Physicians and Surgeons , prese in esame circa 50 mila donne in dolce attesa e altrettanti nuovi nati negli anni che andavano dal 1997 al 2002 compresi; drammatiche le conclusioni degli Autori: si dovrebbe ritirare la raccomandazione del vaccino influenzale a donne incinte, in quanto:

a) una influenza è raramente una complicazione per una donna incinta,
b) non sono stati fatti studi sulla sicurezza,
c) non ci sono state differenze significative di incidenza della malattia tra le donne vaccinate e quelle non vaccinate,
d) paradossalmente gli autori hanno trovato che le ospedalizzazioni correlate a malattie simili all’influenza, nelle donne vaccinate sono 4 volte tanto (il 2,8% contro lo 0.7%).
Queste osservazioni non solo mettono in discussione l’efficacia del vaccino, ma sollevano anche la preoccupazione che la vaccinazione in realtà porti un rischio aggiuntivo di malattie simili alla influenza.

E allora, con tanti gravi problemi economici che affliggono ora l'Italia, non sarebbe auspicabile indirizzare altrove risorse finanziarie sempre più esigue?

BIBLIOGRAFIA
[1] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22843783
[2] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16437500
[3] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16856068
[4]AND%20398[page]%20AND%202008[pdat]]ncbi.nlm.nih.gov/
[5]AND%20399[page]%20AND%201998[pdat]&cmd=detailssearch]ncbi.nlm.nih.gov
[6]AND%20527[page]%20AND%202008[pdat]]ncbi.nlm.nih.gov/
[7] http://adc.bmj.com/content/89/8/734.abstract
http://www.whale.to/vaccine/ayoub.pdf

http://www.altrogiornale.org/news.php




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Inserito il - 29 novembre 2012 : 10:59:19  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
I debunkers dell’autismo


Non abbiamo la minima intenzione di spiegare più di tanto un fenomeno che ormai da un po’ di tempo tormenta una massa crescente di persone, genitori di bambini danneggiati da vaccino da poco sbarcati in questo mondo, che vengono insultati sempre più frequentemente insieme ai loro figli da quattro pagliacci.

Non ci interessa prendercela con dei disonesti e/o imbecilli che cercano di alterare la realtà e le opinioni altrui, perché sono i loro stessi puerili tentativi che li condannano, ma una cosa che ci preme è mettere in evidenza che non ci possono fermare: il nostro attuale impegno per l’informazione libera e veritiera lo dimostrano, e se sarà il caso lo dimostreremo nelle sedi più opportune dove avremo finalmente il piacere di trovarci faccia a faccia dal vivo con questi pagliacci.

Senza il timore di apparire sgarbati, come nello stile di questi disinformatori, non abbiamo nessun bisogno di scendere ai loro livelli perchè abbiamo la ragione dalla nostra parte!… per negare un fenomeno così evidente come quello dei tanti bambini rovinati da scriteriate campagne vaccinali bisogna essere “pagati” per farlo oppure essere troppo “stupidi ed ignoranti” per accorgersi che ciò che si vede e denunciano a gran voce i genitori… è proprio ciò che si vede!

La metodica disinformativa non può evidentemente essere basata sulle dimostrazioni, ma unicamente sulle vuote accuse e sulle deduzioni viziate da presupposti sbagliati. La propaganda della vigliaccheria insegna che quando è impossibile attaccare la validità di un messaggio, non rimane che attaccare il messaggero: e di questa verità i disinformatori ne hanno fatta un’arte!

La parte comica è che abbiamo scoperto come un certo sito ha iniziato recentemente a interessarsi a noi, pensando di crearci chissà quale fastidio. Questo sito è popolato da comici che si ergono a fonte ufficiale del sapere scientifico, e si distinguono con nomignoli da fare concorrenza ai Teletubbies.

Quali competenze sanitarie potranno mai avere simili disturbati mentali?

Tigre Della Malora [ci riferiscono sia l'amministratore perdigiorno del forum di Marco Travaglio],
Task Force Butler [ci riferiscono sia consulente trade & marketing operativo],
eSSSe oppure stefano67 oppure lemoste [ci riferiscono sia "uno e trino" di un non ben identificato ufficio commerciale di consulvendite].

Quali competenze sanitarie potranno mai avere simili, ripetiamo, disturbati mentali?… le cui fesserie espongono la loro nudità intellettuale!

Questi pessimi esempi di “Homo Sapiens Sapiens“, qualunque sia l’oggetto della conversazione, pensano di conoscere sempre qualcosa in più. Rafforzano la propria presenza scenica con paroloni capaci di mettere in soggezione qualsiasi comune mortale: è essenziale dare poco peso a queste esibizioni verbali in quanto frutto di una subdola tecnica.

Un’altra abitudine di questi pessimi esempi di “Homo Sapiens Sapiens“, è quella di farcire il proprio lessico con allocuzioni straniere, latine e spesso idiomi da villaggio; confidando nell’ignoranza degli interlocutori, sovente si dilettano con frasi ad effetto.

Se, per uno strano caso del destino, nel corso dell’esposizione si parlasse di un argomento estraneo alle conoscenze di questi pessimi esempi di “Homo Sapiens Sapiens“, questi si dimostreranno annoiati, svicoleranno più volte e alla prima occasione troveranno l’aggancio giusto per trascinare il discorso su binari a loro più congeniali.

Guardatevi bene dall’avvilirvi davanti a cotanta preparazione: anzi, sogghignate beati pensando che questi pessimi esempi di “Homo Sapiens Sapiens” hanno trascorso intere notti in bianco, studiando vecchie dispense del comitato dei misteri condominiali, col preciso scopo di disturbarvi proprio sul vostro campo.

Interessante anche un’altra conformazione tipica di questi pessimi esempi di “Homo Sapiens Sapiens“: lo sparaballe [Homo Esageratissimus], che potremmo descrivere come una deformazione iperbolica della stupidità.

L’elemento più stupido di questi pessimi esempi di “Homo Sapiens Sapiens” è che, da come scrivono, sembrano tutti luminari per l’Autismo [benchè realtà e curriculum dimostrino palesemente il contrario], si ergono a fonte ufficiale del sapere sanitario senza possederne un briciolo, si nascondono dietro questi comodi nickname, restando nella calda coperta dell’anonimato per attaccare a più riprese gente che il nome e la faccia ce la mette sempre. Certamente per questi ultimi il compito potrebbe sembrare difficile, dato che sostengono testimonianze e verità di vita contrarie a quelle manipolate, correndo molti più rischi di essere insultati per ciò che professano scientemente e onestamente con ampia documentazione.

Questi siffatti perdigiorno pessimi esempi di “Homo Sapiens Sapiens” apparentemente non corrono questi rischi, perchè si considerano elementi integrati all’apparato ufficiale; spalano letame su altre persone, inondano di ingiurie e diffamazioni le loro vittime.

Oltre alla intrinseca vigliaccheria di questo modo di agire è piuttosto comico come questi pessimi esempi di “Homo Sapiens Sapiens“, che si qualificano con professionalità più disparate, non forniscono i loro nomi a coloro che li richiedono pubblicamente e privatamente. Noi abbiamo coloro che indagano e li hanno sgamati subito. E’ superfluo scrivere in questa sede i loro nomi e cognomi reali. Proseguendo a giocare col fuoco arriveranno da soli a scottarsi le mani, e sarà per noi un immenso piacere fare la loro conoscenza nelle più opportune sedi giudiziarie [per esempio presso la stessa Procura di Torino alla quale abbiamo inoltrato un corposo esposto in merito al vaccino esavalente contaminato].

Altrettanto comico è conoscere e poter scrivere che questi pessimi esempi di “Homo Sapiens Sapiens” non sono affermati professionisti della salute e/o scienziati di fama mondiale. Sono straccioni codardi ai quali abbiamo provato a telefonare e mandare e-mail per richiedere un appuntamento, una semplice e banale consulenza, e ci è stato risposto: sconosciuto!
Non si vedono altri motivi, a parte vigliaccheria e simili, di nascondersi dietro dei nickname, perché davvero non si capisce come questi pessimi esempi di “Homo Sapiens Sapiens” possano farsi prendere sul serio rimanendo nell’anonimato.

Come la democrazia, Internet è accessibile per sua stessa natura a chiunque e chiunque significa anche qualunque imbecille che, per statuto, ha non solo diritto di espressione, ma ciò che il suo cervello [???] partorisce vale quanto il parto di un premio Nobel.

Ovviamente sono anche più comici i loro “compari”: basta visitare un noto sito dei misteri condominiali. L’attività segreta di questo comitato dovrebbe essere la spiegazione seria al perchè costoro non forniscono il loro nome, millantando competenze che non gli appartengono, e costringendo altri al compito di eseguire ricerche incrociate per scoprire chi sono realmente questi pessimi esempi di “Homo Sapiens Sapiens” che si sentono autorizzati [chissà poi con quale qualifica?] a spalare letame sul mondo.

Dopo aver scoperto le varie pluridentità di questi pessimi esempi di “Homo Sapiens Sapiens“, che li pone in cima alla lista dei candidati per la sperimentazione delle diagnosi psichiatriche del nuovo DSM-V, scopriamo che sono parte integrante di un noto comitato italiano dei misteri condominiali. Non avevamo alcun dubbio!

Quale sia la tecnica di indottrinamento psichiatrico che è offerta da questo comitato dei misteri condominiali non ci interessa; infondo il mondo è ricco di aspiranti attori e investigatori mancati che sono stati scartati dalle portinerie perchè inidonei.

Volete imparare come indagare fenomeni misteriosi e paranormali? Volete partecipare a esperimenti con veggenti e sensitivi? Volete scoprire come riconoscere trucchi e inganni del paranormale? Volete imparare come condurre un’indagine su un presunto miracolo? Volete capire come si indaga una teoria del complotto? Volete indagare sulla bontà di una “cura miracolosa”? Volete scoprire cosa succede al buio di una seduta spiritica?

Il comitato dei misteri condominiali ha quello che fa per voi: un vero e proprio “Corso per Investigatori di Misteri” alla facoltà di Hogwarts… la stessa dove si è laureato Harry Potter.

Pertanto, considerando che ad oggi l’Autismo è ancora un mistero per le più illustri congregazioni scientifiche, milioni di genitori in tutto il mondo si augurano che questo comitato condominiale raccolga indizi utili alla risoluzione dell’enigma.

I debunkers sostenitori dei vaccini hanno sempre respinto i dati scientifici delle varie comunità critiche [sempre più ricche di professionisti medici], spesso ricorrendo a esecrabili misure pur di garantire la censura della verità sui vaccini destinati alla popolazione, e all’infanzia in particolare. Nel 2010 un avvocato specialista in ricerca, Marco Torres, scrive un eccellente articolo, Le 25 regole della disinformazione, in merito alla grande menzogna dell’attuale scambio di informazioni che giungono dai media [qui una versione italiana adattata ai compari del comitato condominiale dei misteri], dove le tante verità che si possono acquisire anche tramite internet sono spesso sballottate da specialisti della disinformazione al soldo di Big Pharma.

Il crescente malcostume scientifico è gestito da opinion leaders, ovvero individui ingaggiati dalle aziende farmaceutiche che formano [come margherite in un campo] intere agenzie di comunicazione per annunciare imminenti catastrofi e spingere [dietro l'impulso di cattivi maestri] a diffidare della verità seminando il discredito.

http://autismovaccini.com/2012/11/1...o/#more-5109




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Parsifal

Utente Senior



Inserito il - 19 gennaio 2013 : 13:46:13  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Parsifal Invia a Parsifal un Messaggio Privato Aggiungi Parsifal alla lista amici
Documenti segreti del governo rivelano la frode dietro i vaccini


I genitori americani sono pienamente a conoscenza che il “programma di vaccinazione” attualmente in vigore nei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), prevede la somministrazione di 29 vaccini nei primi 6 anni, oltre a 5 – 16 vaccini tra i 7 e i 18 anni (http://www.cdc.gov/vaccines/schedules/).

Tuttavia, un recente rapporto investigativo redatto dalla Dott.sa Lucija Tomljenovic, porta alla luce, per la prima volta, più di 30 anni di documenti governativi nascosti al pubblico, che mostrano come tale programma di vaccinazioni e l’efficacia stessa del vaccino siano in realtà una grande frode.

Sebbene la sua ricerca si concentri principalmente sulla elaborata cover-up del sistema sanitario britannico riguardo il proprio programma di vaccinazione nazionale, i principi dello studio sono validi per le vaccinazioni in generale, che sono in genere, progettate per servire gli interessi delle multinazionali piuttosto che della salute pubblica. Si è scoperto, che le autorità di governo, nel continuo tentativo di soddisfare gli interessi corporativi, hanno deliberatamente nascosto informazioni rilevanti sui pericoli e sull’inefficacia dei vaccini ai genitori, al fine di mantenere alta la percentuale di efficacia. Nel processo, sono stati messi a serio rischio di vita milioni e milioni di bambini.

È possibile leggere la ricerca della Dr.ssa Tomljenovic qui:
http://www.ecomed.org.uk/wp-content...ljenovic.pdf

Attraverso diverse richiese, tramite il Freedom of Information Act(FOIA), la dottoressa Tomljenovic è stata in grado di ottenere trascrizioni di incontri privati che si sono svolti tra il Comitato misto per la vaccinazione e l’immunizzazione (JCVI), un cosiddetto “comitato consultivo di esperti indipendenti” che formula delle raccomandazioni sulle politiche da adottare in materia di vaccini e i vari ministri della sanità britannica nel corso degli anni. Dopo essersi fatta strada attraverso questa pletora di informazioni, precedentemente occultate alla vista del pubblico, la dottoressa Tomljenovic ha fatto alcune scoperte inquietanti.

“Il JCVI (Comitato misto per l’immunizzazione e la vaccinazione) ha fatto sforzi costanti per nascondere i dati critici sulle gravi reazioni avverse e sulle controindicazioni delle vaccinazioni, sia dalla vista dei genitori che da quella degli operatori sanitari al fine di raggiungere il tasso di vaccinazione globale utile all’immunità totale, un concetto che … non poggia su solide prove scientifiche “, spiega la dottor Tomljenovic nell’introduzione al suo saggio.

“I documenti ufficiali ottenuti dal ministero britannico della Sanità (DH) e dal JCVI rivelano che le autorità sanitarie britanniche sono impegnate in tale pratica da 30 anni, al solo scopo di proteggere il programma nazionale di vaccinazione”.

Sono accuse forti, ma le informazioni raccolte dalla Dr.ssa Tomljenovic parlano da sé. Non solo il JCVI, ignorava, di regola, le questioni di sicurezza riguardanti la costante espansione del programma di vaccinazioni, ma censurava anche tutti i dati sfavorevoli che avrebbero posto in cattiva luce i vaccini al fine di mantenere l’illusione della loro efficacia e sicurezza. Al di là di questo, il JCVI mentì regolarmente sia al pubblico che alle autorità governative rispetto la sicurezza dei vaccini, al fine di garantire che le persone continuassero a vaccinare i loro figli.

Il JCVI era pienamente consapevole dei pericoli del vaccino MMR, già nel 1989, ma insabbiò tutto

Iniziando dalla pagina 3 della sua ricerca, la dottoressa Tomljenovic delinea i sordidi dettagli delle riunioni svolte sin dal 1981 in cui il JCVI chiaramente si impegnò in operazioni di cover up e frodi, in modo da proteggere l’industria dei vaccini. Alcuni minuti di questi incontri rivelano che il JCVI cercò attivamente di coprire i gravi effetti collaterali associati a vaccini comuni come il morbillo e la pertosse, i quali causavano gravi danni cerebrali ad un alta percentuale di bambini.

Di particolare interesse è come il JCVI abbia gestito i dati sfavorevoli sul controverso vaccino MMR per il morbillo, la parotite e la rosolia. 10 anni prima che il Dr. Andrew Wakefield pubblicasse il suo studio sul MMR su The Lancet, il JCVI era già pienamente consapevole che l’Istituto nazionale per gli standard biologici e di controllo (NIBSC) aveva identificato un chiaro legame tra MMR e la meningite e cefalite (indotte dal vaccino). Tuttavia, piuttosto che presentare queste informazioni e richiedere ulteriori misure di controllo per il vaccino, il JCVI censurò queste informazioni critiche al pubblico mentendo palesemente per anni circa la sicurezza del vaccino MMR.

In altre parole, il JCVI era più preoccupato a proteggere la reputazione del vaccino MMR e di molti altri discutibili vaccini, che difendere i bambini dagli effetti collaterali dei vaccini.

Le aziende produttrici di vaccini vennero invitate a modificare le schede tecniche, per promuovere i vaccini

Se questo non fosse già abbastanza grave, la dottoressa Tomljenovic possiede anche molte informazioni riguardo all’abitudine del JCVI di incoraggiare le aziende produttrici di vaccini a modificare deliberatamente le loro schede al fine di rendere i vaccini pericolosi e inefficaci, sicuri ed efficaci, in conformità con le loro raccomandazioni .

L’ìlluminante documento di 45 pagine continua spiegando in che modo i programmi vaccinali siano stati redatti: ovvero sottovalutando, volutamente, i problemi di sicurezza del vaccino, gonfiandone i benefici, promuovendo, attraverso l’inganno, nuovi e pericolosi vaccini nel programma pediatrico, scoraggiando gli studi sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini e lavando il cervello al pubblico attraverso la manipolazione dei dati scientifici.

http://www.neovitruvian.it/2013/01/...o-i-vaccini/




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Magneto

Utente Attivo



Inserito il - 08 febbraio 2013 : 14:22:32  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Magneto Invia a Magneto un Messaggio Privato Aggiungi Magneto alla lista amici
Si ma intanto mia figlia rischia perchè La ASL ci ha mandato la lettera di covocazione perchè io sono un controtendenzionalista insurrezionalista e non ho fatto vaccinare mia figlia (ha fatto solo il primo) per la seconda volta. Ora, che faccio, faccio davvero una strage o procedo civilmente per vie democratiche. Sto cominciando a perdere le staffe tra ASL ed enti vari che ci stanno ghettizzando.



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stefano santoni

Utente Medio


Inserito il - 21 febbraio 2013 : 09:43:37  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di stefano santoni Invia a stefano santoni un Messaggio Privato Aggiungi stefano santoni alla lista amici
giorno , vorrei sapere se esistono alternative , ho sentito di vaccini omeopatici , sto cercando informazioni in giro , visto che dovrei vaccinare la nuova nata , di certo non gli farò i vaccini , sarà dura perchè tra i nonni e la mamma (anzi lei forse meno ) mi toccherà fare una guerra con loro , ma non la farò vaccinare , gia mi ci rode di averli fatti al primo e casualmente gli si era gonfiata una ghiandola sul collo in modo sproporzionato , aveva 9 mesi se non ricordo male , un giorno lo guardiamo giocare e vediamo che sul collo sotto l'orecchio aveva un bozzo grande come una pallina da ping pong ,premetto che il giorno prima non si vedeva nulla , forse gia era li da un pò ma non era visibile , vi dico la paura , analisi di qua analisi di la , alla fine ci dissero che era una ghiandola e che capita che si gonfi cosi ma se non sarebbe rientrata e iniziava a diventare rosso l'apice e molla di portarlo subito che era da operare , antibiotici ,(ogni volta che ci penso mi viene un nervoso) che non sortirono nessun effetto , alla fine piccola incisione , con drenaggio del pus , 30 minuti in sala operatoria , ce lo hanno portato via , senza permesso nemmeno di accompagnarlo in sala con possibilità di vederlo da un vetro , che ne so , lo hanno preso e lo abbiamo visto ANDARE VIA CON QUELLA GENTE IN ASCENSORE , non vi dico , lui inconsapevole stava buono buono dopo averlo fatto stare per 8 ore senza mangiare senza flebo , quel giorno non fece un fiato per tutte le otto ore . per fortuna è andato tutto bene , non so se sia stata colpa dei vaccini ma rimane il fatto che non vorrei farli alla piccoletta quindi voi che dite , sapete nulla di vaccini omeopatici , o propio non va fatto nulla ??



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"CHI NON SA LOTTARE NON HA IL DIRITTO DI LAMENTARSI. SE NON SEI PARTE DELLA SOLUZIONE, SEI PARTE DEL PROBLEMA"

SE PENSI DI ESSERE TROPPO PICCOLO PER FARE LA DIFFERENZA , PROVA A DORMIRE CON UNA ZANZARA " DALAI LAMA"

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Magneto

Utente Attivo



Inserito il - 21 febbraio 2013 : 10:00:29  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Magneto Invia a Magneto un Messaggio Privato Aggiungi Magneto alla lista amici
Stefano così come sto facendo io e come gli amici del forum mi han suggerito vai su: www.comilva.org. È una associazione che si batte contro le vaccinazioni obbligatorie. Poi restiamo in contatto se vuoi e se hai problemi, ok?



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Magneto

 Regione Sardegna  ~  Messaggi: 747  ~  Membro dal: 16 ottobre 2012  ~  Ultima visita: 07 ottobre 2014 Torna all'inizio della Pagina

stefano santoni

Utente Medio


Inserito il - 21 febbraio 2013 : 10:22:21  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di stefano santoni Invia a stefano santoni un Messaggio Privato Aggiungi stefano santoni alla lista amici
sicuramente , grazie



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Lorenzo Acerra

Nuovo Utente


Inserito il - 21 febbraio 2013 : 10:45:11  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Lorenzo Acerra  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Lorenzo Acerra Invia a Lorenzo Acerra un Messaggio Privato Aggiungi Lorenzo Acerra alla lista amici
stefano santoni ha scritto:

giorno , vorrei sapere se esistono alternative , ho sentito di vaccini omeopatici , sto cercando informazioni in giro , visto che dovrei vaccinare la nuova nata , di certo non gli farò i vaccini ,
[..], sapete nulla di vaccini omeopatici , o propio non va fatto nulla ??

per rispondere in modo diretto alla tua domanda, prima ho bisogno di fare questa PREMESSA


1.4 Che cosa c'entra il morbillo con tutto ciò? http://books.google.de/books?id=gbC...ge&q&f=false

Il morbillo è un virus essenzialmente del tratto respiratorio che, una volta inalato dalla persona vulnerabile, si sottopone a 10-14 giorni di incubazione e moltiplicazione silenziosa, asintomatica: dapprima nelle tonsille, adenoidi, poi nei tessuti linfatici, infine passa nel sangue.
Fagociti quali gli IgA sono attivi nel difendere l'organismo dall'invasione infettiva, dall'inizio alla fine, e risultano fondamentali nel processo di guarigione [Kimman, 1989].

Nel morbillo "normale" gli anticorpi IgM raggiungono il picco solo quando la risposta difensiva locale e fagocitante si è consolidata.

È evidente che il processo di progressione di una malattia acuta come il morbillo, così come la sua guarigione, coinvolge una mobilizzazione generale del sistema immunitario, compresa l'infiammazione dei tessuti di accesso, l'attivazione dei leucociti e dei macrofagi, e una quantità infinita di altri meccanismi. Una tale splendida manifestazione non lascia dubbio che tali malattie siano in effetti l'esperienza decisiva della normale maturazione fisiologica del sistema immunitario nella vita di un bimbo sano. In quanto, non solo il bambino che supera il morbillo non sarà più suscettibile ad esso, ma anche perché una simile esperienza non può fare altro che preparare l'individuo ad una reazione più rapida ed efficace a qualsiasi infezione che lo colpirà in futuro.

Il morbillo non richiede alcuna particolare terapia se non il riposo a letto, la somministrazione di liquidi per combattere la disidratazione causata dalla febbre, talco mentolato e bagni di amido per alleviare il prurito. Per quale motivo qualcuno dovrebbe creare un vaccino per fermare o ritardare questa importantissima fase di sviluppo del nostro sistema immunitario acquisita attraverso un'infezione naturale che causa una malattia lieve?

Prima della Seconda Guerra mondiale quasi ogni bambino si ammalava di morbillo. I genitori ci tenevano che i figli, prima dell'età scolastica, avessero contratto il morbillo e se all'età di sei anni questo non era ancora avvenuto, li mandavano a giocare con bambini infetti. Così facendo si evitava la perdita di troppe lezioni a scuola, oltre al fatto che si sapeva che, a quell'età, la malattia si manifestava senza complicazioni, mentre più avanti negli anni tutto sarebbe diventato più pericoloso. Il dottor Gerhald Buchwald (autore di alcuni libri sui vaccini) ricorda a questo proposito: "Mia nonna un giorno disse: - Il bambino l'anno prossimo andrà a scuola e non ha fatto ancora il morbillo. Di conseguenza fui mandato a giocare con un bambino malato di morbillo, che immediatamente mi infettò. Mia nonna mi mise a letto e mi fece degli impacchi umidi intorno ai polpacci. Abbassava la luce in camera e mi portava tante cose buone da bere e da mangiare, curandomi con affetto: e dopo pochi giorni era passato il morbillo".

L'età tipica dei pazienti affetti da morbillo, prima dell'introduzione del vaccino, andava dai 5 ai 9 anni. Dopo l'introduzione del vaccino il 64% dei soggetti colpiti aveva più di 10 anni. L'età media durante un'epidemia di morbillo che ci fu nel 1981 all'Università della California era stata di 20/ 24 anni, di cui il 91% era stato vaccinato contro la malattia.

I primi vaccini del morbillo furono somministrati tra il 1963 e il 1967 su un milione di bambini americani. Poco tempo dopo l'introduzione di questi vaccini i bambini cominciarono a sviluppare forme di morbillo atipico, da una parte una forma subdola, resistente al trattamento, dall'altra una forma leggera con lo sviluppo di chiazze rosse minuscole o addirittura senza chiazze. Queste forme atipiche hanno l'effetto di provocare malattie croniche di tipo degenerativo.

Abbiamo già visto che anticorpi prodotti nel sangue non sempre equivalgono a non contrarre la malattia. Nel 1984 il Ministero della Sanità degli USA dichiarò a tal proposito: "Un bambino che si trova in uno stato di sensibilizzazione immunologica, ma non è ancora immune, è per così dire in uno stato di immunizzazione inadeguata", cioè c'è la prevista risposta con anticorpi al vaccino, ma questa non basta per prevenire la malattia.

I responsabili sanitari statunitensi, alla luce del sole, rispondevano al fallimento del vaccino per il morbillo, e al conseguente fallimento del concetto stesso di vaccinazione, chiedendo di vaccinare di più. Ma furono accontentati.
Nel 1989 fu creato un tipo di vaccino per il morbillo altamente concentrato e quindi potenzialmente immunizzante più a lungo o meglio. Raccomandato dalla OMS (Organizzazione mondiale della Sanità), fu sperimentato sia su 1500 bambini di un quartiere di Los Angeles (Kaiser Permanente of Southern California) che su bambini del Messico, Haiti ed Africa (Centre for Disease Control, 1989-91). Fu rilevato che i bambini iniettati con tale prodotto stavano morendo in gran numero. Le bambine africane, cui nell'esperimento fu somministrata una dose doppia rispetto a quella dei bambini, avevano una mortalità significativamente maggiore di quella dei bambini. Nel 1992 l'OMS ritirò tale vaccino dal mercato.

Per capire cosa successe, bisogna sapere che un aspetto assolutamente certo e riscontrabile in tutte le vaccinazioni consiste nella soppressione post-vaccinale delle difese immunitarie, con un massimo di caduta dei livelli di linfociti 10 giorni dopo l'inoculazione. Questa fase, riconosciuta universalmente negli ambienti scientifici, di fatto non è quasi mai indicata ai genitori dei bambini. L'esistenza di questa fase imporrebbe infatti una visita molto attenta ai soggetti da vaccinare per evidenziare eventuali forme morbose in atto o in incubazione, che potrebbero aggravarsi o manifestarsi proprio in conseguenza della vaccinazione (vedi capitolo 4, "Reazioni ai vaccini").

Il super-vaccino creato per il morbillo nel 1989 risultò causare una super-soppressione (da 6 mesi a 3 anni) del sistema immunitario. Il noto fenomeno dell'effetto depressivo del sistema immunitario fu cioè accentuato dalla particolare formulazione del vaccino.

La letteratura medica ci dà indicazioni puntuali sul fatto che i vaccini possono aumentare l'incidenza delle stesse malattie che dovrebbero prevenire. La capacità del vaccino pertosse di stimolare l'inizio di una polio paralitica è stato noto sin dal 1909. Nell'epidemia di polio in bambini della penisola araba dell'Oman, secondo la rivista britannica "The Lancet" (1990), la vaccinazione DPT ne fu la causa scatenante: tutte le 70 vittime (età 5-24 mesi) avevano ricevuto una iniezione di DPT entro i 30 giorni precedenti la comparsa della malattia. La vaccinazione DPT aveva annullato la capacità di vincere il virus della polio del loro organismo. Alla fine degli anni '40 uno studio pubblicato su American Journal of Public Health evidenziò che su 1300 casi di polio in bambini della città di New York, circa il 70% delle vittime avevano ricevuto la vaccinazione DPT nei due mesi precedenti la manifestazione della malattia.

Per la situazione vaccinatoria manca l'immunità dei macrofagi, l'immunità nata dalle mucose. Inoltre è storpiata l'immunità IgM e IgG, mentre l'immunità IgE (che non vale niente) è tanto esaltata dai vaccinologhi. Proprio per questo la vaccinazione destabilizza il sistema immunitario verso le allergie e le malattie infiammatorie croniche.

[ VEDI IN PARTICOLARE QUI: http://epineo.blogspot.de/2012/12/i...roblemi.html ]




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Lorenzo Acerra

Nuovo Utente


Inserito il - 21 febbraio 2013 : 11:06:20  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Lorenzo Acerra  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Lorenzo Acerra Invia a Lorenzo Acerra un Messaggio Privato Aggiungi Lorenzo Acerra alla lista amici
Avendo descritto qui sopra il morbillo, le diverse fasi e i suoi obiettivi,
risulteranno chiari ora i contributi di vitamina C, magnesio e altri tipi di supporto tra cui un'alimentazione ideale per il bambino.

>> citazioni su uso di VITAMINA C
Il dottor Klenner della North Carolina University, ha pubblicato una serie di articoli sulla rivista medica "Southern Medicine and Surgery" nel quale mostrava, sia con studi di laboratorio che studi clinici, che laddove i livelli di vitamina nei tessuti erano normali, ne risulta un ambiente nell'organismo umano che è estremamente sfavorevole a praticamente tutte le forme di infezioni virali. "La vitamina C è l'antibiotico per eccellenza nel trattare tutti i tipi di malattie virali", infatti neutralizza i virus mediante la sua azione enzimatica che assiste nella rottura dell'acido nucleico del virus e la capacità di immobilizzare chimicamente il virus, inibendone l'attività e duplicazione [Klenner, 1971].

Per dare un'idea del dosaggio, citiamo Hochwald [1936], che utilizzò iniezioni di 0.5 grammi di acido ascorbico ogni ora e mezza (6 grammi in un periodo di 12 ore) nel caso di pazienti vittime del batterio della polmonite, "Croupous Pneumonia", fino a che la febbre e i sintomi locali scomparivano. La velocità alla quale questo trattamento funzionava era tale che era possibile entro il primo giorno eliminare in pratica tutti i sintomi locali di infezione inclusa la febbre, ed ottenere una normalizzazione dei parametri sanguigni.

Esistono numerosi studi nella letteratura medica sulla possibilità di contrastare mediante l'impiego di acido ascorbico malattie infettive quali lebbra, tifo e dissenteria. In questa serie di studi scientifici, senza eccezione, il livello di successo riportato si correlava direttamente con la quantità di dosi somministrate (lebbra: Gatti & Goana 1939, Ferreira 1950, tifo: Szirmai 1940, Drummond 1943, dissenteria: Veselovskaia 1957, Sokolova 1958, Dujardin 1947). Jungeblut [1935] mostrò che l'acido ascorbico inattivava il virus della poliomielite; Holden e Molley [1937] mostrarono l'inattivazione dell'herpes virus; Lagenbusch e Enderling [1937] l'inattivazione del virus dell'afta epizooica; Amato [1937], l'inattivazione del virus della rabbia. In provette di laboratorio, è stata dimostrata ripetutamente l'efficacia dell'acido ascorbico nel neutralizzare un'ampia gamma di tossine batteriche quelle da difterica [Jungeblut e Zwemer, 1935], da tetano [Jungeblut, 1937], da staphylococcus [Kodama e Kojima, 1939], e da dissenterica [Takahashi & Nagoya, 1938].

>> citazioni su uso di VITAMINA A
Kalokerinos scoprì negli anni '70, dopo 17 anni di permanenza nell'entroterra dell'Australia, che era possibile dimezzare la mortalità da vaccinazioni tra gli aborigeni che usavano basse dosi di vitamina C. Le mortalità maggiori si registravano tra gli aborigeni che mangiavano esclusivamente zucchero, pane e salsicce e che avevano carenza di vitamina C (scorbuto). Oltre alla vitamina C, importanti fattori protettivi in vista delle vaccinazioni e delle malattie infettive sono la vitamina A il cloruro di magnesio. Mamdani e Ross [1989] dimostrarono che la carenza di vitamina A porta ad un aumento del rischio di infezioni quali morbillo, infezioni respiratorie e diarrea. Studi scientifici che risalgono già agli anni Venti hanno mostrato una correlazione tra carenza di vitamina A ed una maggiore incidenza e gravità delle infezioni, tanto che la vitamina A è stata denominata da Clausen [1938] "la vitamina anti-infezioni".

Il più importante studio con controllo che abbia stabilito una correlazione tra carenza di vitamina A e malattie infettive è uno studio di Sommer pubblicato sulla più prestigiosa rivista medica britannica [The Lancet, 1986]. 450 villaggi del Nord Sumatra, Indonesia, furono divisi a caso in due gruppi, uno dei quali fu trattato con vitamina A (229 villaggi) e l'altro no (gruppo di controllo, 221 villaggi). I risultati furono che, tra i bambini (età 1-6 anni) la mortalità era del 49% maggiore nel gruppo di controllo rispetto alla mortalità dei villaggi nei quali era stata usata la vitamina A

>> citazioni su uso di MAGNESIO
Innanzitutto, nel libro “Curarsi con il magnesio” (1994) di Raul Vergini, il medico di Predappio (FC) presenta innumerevoli testimonianze risalenti soprattutto ad un’esplosione di magnesioterapia in Francia nel corso del secolo scorso. L’episodio-clou è quando i sanitari governativi francesi capiscono l’utilità del cloruro di magnesio nella cura e prevenzione delle malattie infettive infantili e reprimono ogni tentativo di pubblicazione o di confronto con i dati e la proposta di sperimentazione presentata da Delbet, Neveu e i magnesio-seguaci, perché evidentemente sanno che al loro sistema medico istituzionalizzato serve la malattia, serve la paura e il farmaco (le vaccinazioni), non il magnesio (il modo naturale di fare le cose).

Il succo del discorso è questo: il cloruro di magnesio, in tutte le situazioni acute gravi di eziologia sconosciuta, dovrebbe essere a portata di mano, come indicato da Neveu ripetutamente man mano che descrive guarigioni di paralisi, tetania, poliomielite, affezioni febbrili etc., con l'applicazione immediata dei vari dosaggi di magnesio.

L'azione di prevenzione del cloruro di magnesio verso qualsiasi affezione virale e batterica è stata ben nota per decenni in Francia, dove il suo principale fautore, il dr Delbet, usò la sostanza anche a scopo terapeutico guarendo casi di tetano, difterite, pertosse, influenze.

"Nei mesi seguenti il dr A. Neveu tratta col cloruro di magnesio altri cinque casi di angine difteriche, di cui uno particolarmente grave e tutti e cinque guariscono rapidamente. Negli anni seguenti ha modo di trattare, e sempre con lo stesso successo, oltre sessanta casi di difterite, senza dover mai utilizzare il siero.

Dati presentati all'Accademia dell'Agricoltura di Francia dal dr Neveu evidenziano che le malattie guarite con il cloruro di magnesio nei bovini includono: brucellosi, bronchite verminosa dei vitelli, affezioni febbrili acute indeterminate, diarrea da latte, enteriti acute e croniche, meteorismo. Durante un'epidemia di febbre aftosa, una vacca colpita e trattata immediatamente col cloruro di magnesio avrà tre o quattro giorni di febbre, ma uscirà indenne da tutte le complicazioni ulteriori, manterrà il suo latte e, se gravida, non abortirà. Negli equini le malattie guarite includono: adenite equina, tifosi. Nei cani, gastroenterite, affezioni gravi indeterminate, cimurro, piroplasmosi. Nei polli, colera dei polli, peste aviaria, tifosi aviaria, difterite aviaria, polmonite.





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