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Gli anti agenti patogeni


 

PRODOTTI BIOLOGICI

Sulla scorta delle indicazioni fornite dalla Biotron Stiftung e con la preziosa collaborazione di ditte attive nella raccolta di piante con proprietà medicinali, la BIOSYSTEM ltd ha realizzato una serie di composti rigorosamente biologici. L'utilizzo di principi attivi contenuti in piante e esseri marini, in gran parte conosciuti nella tradizione popolare, recentemente scoperti o rivalutati, singolarmente od in combinazione tra loro hanno suggerito delle formulazioni alimentari (Herbal Dietary Supplement - HDS) che stimolano l'organismo umano nell'azione:

ANTIFUNGINA

ANTIBIOTICA

ANTIPARASSITARIA

DI RIGENERAZIONE TESSUTALE

Gli HDS sono ricavati dalle piante con procedimento spagirico e con composizioni elaborate dall'Ing. Maggiore nel corso di lunghi anni di sperimentazioni.

Le piante, per tempi immemorabili, hanno sempre costituito l'unica fonte di medicinali a disposizione dell'uomo e anche al giorno d'oggi la maggior parte dei farmaci derivano da sostanze presenti in natura. Gli agenti terapeutici di origine naturale sono molti e di svariata azione; i loro principi attivi sono usati negli antibiotici, antiflogistici, analgesici, antitumorali, ansiolitici e via di seguito.

Partendo dall'antica pratica dell'utilizzo delle risorse naturali, (oggi possiamo disporre anche di organismi marini), opportunamente lavorate e sintetizzate si è arrivati all'elaborazione di integratori alimentari HDS che possiedono la peculiarità di dare all'organismo dei validi e mirati stimoli naturali.

Il complesso dei principi attivi delle piante utilizzate interagiscono armoniosamente tra loro, a differenza dei singoli principi attivi utilizzati nei farmaci industriali. Questi ultimi offrono spesso un rimedio sintomatico utile a curare specifici disagi ma si rendono sovente responsabili di effetti collaterali anche gravi.

Gli HDS realizzati su indicazione esclusiva della Fondazione Biotron sono realizzati con piante raccolte in precise zone geografiche, in determinati momenti di tempo balsamico e con speciali metodologie di estrazione, diluizione e composizione. I prodotti della linea BIOSYSTEM ltd sono calibrati secondo esigenze e compatibilità personali e sono proposti da personale esperto e responsabile al fine di portare un intervento utile e mirato.



 

 

BIOHELP

STRUMENTAZIONE ANTIVIRALE

PRINCIPI E MODALITA' di FUNZIONAMENTO

 

PREMESSA

Con un opportuno dispositivo elettronico ideato e messo a punto dall’ ing. elettronico Enzo Maggiore, tra gli anni 1980 e 2001 e costantemente  aggiornato, si può intervenire nel trattamento di diverse patologie, senza dare effetti collaterali indesiderati, per il controllo di processi patologici e biologici sull’uomo e sugli esseri viventi, sia unicellulari che pluricellulari del regno animale e vegetale.

 

Qui di seguito riportiamo fedelmente note ed appunti dell’Ing. Enzo Maggiore, redatti negli anni tra il 1995 e il 2001

 

PRINCIPIO SCIENTIFICO

L'apparecchio, denominato del suo  inventore BIOHELP, utilizza campi elettrici e/o magnetici come supporto di un messaggio, ovvero trasmette ai sistemi biologici un messaggio (un ordine) che ne modifica il comportamento.

Simile ad un generatore di funzioni (precisamente funzioni di Bessel), il BIOHELP trasforma parte del segnale elettrico in campi elettromagnetici irradiati da un flat-cable operante come antenna. Dalle sperimentazioni condotte dall'inventore nel 1981 presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche su colture in brodo di cellule BHK21 (cellule per la produzione del vaccino dell'afta) sono stati trovati sia i segnali di inibizione della crescita cellulare, sia quelli di accelerazione (con possibilità di controllo della gradualità) della stessa crescita.

Concetto del tutto nuovo rispetto ai precedenti tentativi energetici (basati cioè sul dosaggio di energia elettromagnetica) di interazione "campo elettromagnetico - cellula/tessuto" è quello di informazione associata al campo: il BIOHELP opera tramite messaggi (che non sarebbe del tutto errato definire messaggi in codice) e non tramite l'energia del segnale stesso, la quale in questo caso fa da semplice supporto al messaggio (il segnale utilizzato dal suo ideatore per curare malattie autoimmuni, ad esempio, è circa mille volte più piccolo dell'energia elettromagnetica generata da una lampada al neon in una stanza). In altri termini, la novità degli apparecchi in oggetto sta nel fatto che sono in grado di trasmettere veri e propri messaggi ai sistemi biologici in un linguaggio perfettamente comprensibile a questi stessi, i quali, in conseguenza dei messaggi ricevuti, modificano il loro comportamento.

Si sono ottenute informazioni sull'organizzazione molecolare:

a) da studi condotti su membrane lipidiche artificiali in cui sono state incorporate molecole in grado di formare canali ionici;

b) dalla cinetica di apertura e chiusura dei canali ionici dal punto di vista elettrico in esperimenti in cui una sola proteina per ogni esperimento è presente nella membrana;

c) da misure di rilassamento di corrente di membrane artificiali in risposta all'applicazione di gradini di tensione.

Ogni influenza che l'esterno esercita sull'interno viene mediata dalla membrana cellulare, la cui importanza per la spiegazione di svariati meccanismi bio-elettrici sembra aumentare di giorno in giorno.

La membrana è una parte della cellula che non solo separa le cose che stanno fuori da quelle che stanno dentro, ma determina anche come l'esterno deve influire sull'interno: pertanto va vista come un dispositivo di comunicazione capace di pilotare la comunicazione esterno-interno tramite modifiche della sua configurazione. Il potenziale della membrana si modifica durante il ciclo cellulare e questo a sua volta può essere modificato da cambiamenti dell'ambiente esterno che inducono variazioni di tale potenziale. Vi sono quindi funzioni cellulari che possono essere svolte solo da segnali elettrici e/o magnetici (vedremo, per quanto diremo più avanti, che se non vi fosse stato il campo magnetico sulla Terra probabilmente non sarebbe stata possibile la vita).

 

 

MECCANISMI DI AZIONE

Ogni elemento costituente una cellula deve contribuire al funzionamento della stessa. Tutti gli elementi costituenti una cellula (i fosfolipidi, le proteine, gli enzimi, i nucleotidi ciclici, l’RNA e il DNA ecc...) sono assimilabili, dal punto di vista elettrico e/o magnetico, a cristalli liquidi che si orientano sotto l’azione di un campo elettrico e/o magnetico (analogamente ai cristalli liquidi di molti orologi da polso che assumono una configurazione spaziale che ci rappresenta l’ora, i secondi, i minuti, il giorno della settimana ecc., in base al messaggio in codice generato dal dispositivo elettronico contenuto nell’orologio stesso).

Gli enzimi e le proteine varie che possono essere sintetizzati da una cellula sono diverse migliaia. La costituzione enzimatica e proteica delle cellule è funzione delle necessità risultanti dall’interazione della stessa con l’ambiente esterno, ovvero funzione dei messaggi scambiati con l’esterno.

Gli enzimi e le proteine sono codificati da sequenze nucleotidiche del DNA o RNA, ovvero da geni presumibilmente organizzati in diversi livelli gerarchici di azione. Una sequenza di geni interdipendenti: un gene regolatore, un operatore e più geni funzionali coordinati codificano le proteine e gli enzimi. Al gene regolatore giungono i messaggi per la richiesta o l’interruzione della sintesi delle proteine e degli enzimi dipendenti. Ogni gene regolatore viene represso da una proteina specifica, ovvero vi sono proteine che legandosi ad una specifica sequenza del DNA ne bloccano la corrispondente espressione dei geni.

Intervenendo con opportuni messaggi codificati (dei quali il campo elettrico, magnetico o elettromagnetico è il mezzo di trasmissione) in questo meccanismo che attiva o disattiva l’espressione di alcuni geni, si riesce ad esercitare il controllo sui processi biologici.

Una ipotesi per comprendere quello che avviene all’interno della cellula sollecitata dai segnali generati dall’apparecchio potrebbe essere la seguente: si pensi agli amminoacidi, ai fosfolipidi, alle proteine ad agli enzimi, al DNA e al RNA ecc.. come cristalli liquidi, dove ognuno è costituito da una successione più o meno lunga di elementi (molecolari) dotati di momento magnetico e/o di polo elettrico diverso da zero che si riuniscono per formare diversi stati più o meno transitori di associazione NEMATICA, SMECTICA e COLESTERICA. In assenza di segnali elettrici, magnetici o elettromagnetici, essi sono in movimento per agitazione termica con orientamento preferenziale degli elementi dotati di momento magnetico, secondo le linee di flusso del campo magnetico terrestre o di un campo magnetico ausiliario e il tutto contribuisce al funzionamento spontaneo della cellula.

Se trasmettiamo un messaggio codificato (elettrico e/o magnetico), che possiamo classificare del tipo PPM (Pulse Position Modulation) nel senso che la posizione di un impulso rispetto a quello precedente rappresenti un codice del messaggio, noi interveniamo anche sui movimenti degli elementi molecolari dotati di momento magnetico e/o di polo elettrico delle biomacromolecole, in particolare sui tempi di rilassamento e sulla deformazione dell’orientamento delle molecole in un cristallo liquido posto in un campo elettrico e magnetico obliqui ( il campo magnetico "quasi" costante è dato dal campo magnetico terrestre o da un magnete permanente).

In base alla scoperta di questi ultimi anni che l’RNA è in grado di catalizzare il taglio e la saldatura (AUTOSPLICING) nella propria molecola, possiamo ipotizzare che l’RNA risultante trascritto primario venga tagliato, variamente saldato e modificato in modi diversi per dar luogo alle molecole finite e questo anche in funzione dei segnali elettrici e/o magnetici generati dall’apparecchio.

Pertanto, considerato che la sintesi delle proteine viene catalizzata dall’RNA nel Ribosoma, dove vengono montate le proteine, e che il taglio e le saldature dell’RNA su se stesso sono anche funzione dei segnali generati dall’apparecchio, si viene a modificare la presenza o la concentrazione delle proteine che regolano l’espressione dei geni nei quali risiedono tutte le funzioni cellulari; tutto questo significa attivare o disattivare geni che sono responsabili del metabolismo, della differenziazione e proliferazione delle cellule.

 

DESCRIZIONE FUNZIONALE DELLE APPARECCHIATURE

 

L'apparecchio in oggetto è costituito da 2 generatori di messaggi in codice programmabili. Il  dispositivo, poco più grande di un pacchetto di sigarette per cui puo' essere facilmente portato dal paziente é  alimentato da una batteria che ha la durata di una settimana circa.

All’apparecchio sono collegati dei fili che a loro volta sono collegati con una cinta, realizzata con del flat-cable e posti in corrispondenza della vita; altri due sono collegati con un certo numero di elettrodi di silicone al carbonio posti in corrispondenza dell’organo o degli organi malati; tramite del cerotto vengono fissati sulla pelle e della pasta elettrolitica assicura la trasmissione del segnale elettrico attraverso la pelle; normalmente il paziente non sente la corrente elettrica.

L’energia elettromagnetica emessa da questi apparecchi è talmente piccola che la densità di potenza è di 2m W/cm2 (milionesimi di Watt per centimetro quadrato), ovvero cinquemila volte inferiore al limite di 10 mW/cm2 (millesimi di Watt per centimetro quadrato) proposto dalla Commissione CEE come limite di sicurezza per l’esposizione a radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti e mille volte inferiore al limite di 2 mW/cm2 proposto dalla International Radiation Protection Association per la popolazione

 

      Vediamo quali sono i meccanismi d’azione del sistema immunitario

      e come è possibile intervenire su di esso:

 

  1. Il virus aderisce ad una cellula, potrebbe anche esserci una preferenza per tessuti specifici (tropismo), si lega a recettori specifici.
  2. Si fondono le due membrane ed il contenuto genetico del virus è iniettato nella cellula.
  3. Se è un virus RNA la trascriptasi inversa copia l’RNA virale in DNA.
  4. Il DNA virale va a far parte del corredo genetico della cellula.
  5. Ad un certo istante comincia la replica di molte copie di DNA o RNA e proteine VIRALI che si assemblano prima di uscire dalla cellula.
  6. Quando il numero delle particelle virali circolanti comincia ad aumentare oltre una certa soglia si attiva la risposta dei macrofagi (si può arrivare ad 1 miliardo di nuove particelle il giorno).
  7. I macrofagi spezzettano le particelle virali in peptidi e quelli più significativi (per il riconoscimento del VIRUS) ovvero particolari epitopi sono esposti in superficie.
  8. I linfociti T HELPER hanno degli appositi recettori che si legano agli epitopi esposti dai macrofagi.
  9. Da questo legame ne consegue una lettura delle parti significative del codice genetico e dell’involucro esterno del virus; in base a questa lettura sono secrete delle proteine (alcune citochine) che trasmettono informazione alle altre cellule immunitarie innescando un processo a cascata.

     

 

      I due bracci più importanti della risposta immunitaria sono:

     

 

    1. L’attivazione dei linfociti B per la produzione di anticorpi specifici che vanno a marcare i virus circolanti, i quali saranno riconosciuti e distrutti più facilmente dai macrofagi.

     

    2. L’attivazione dei linfociti T KILLER per il riconoscimento di cellule infette (aventi in superficie proteine che sono espressione del virus che le ha infettate); una volta riconosciuta la cellula infetta, il linfocita T Killer spara una serie di proteine monomere (perforine) che a contatto della superficie della cellula infetta, si polimerizzano (come le doghe di una botte) e realizzano dei grossi canali dai quali fuoriesce materiale citoplasmatico e la cellula infetta si sgonfia come un pallone bucato e muore.

     

 

La risposta del primo braccio del sistema immunitario è amplificata da un "pacchetto" di codici emessi dal Biohelp e quella del secondo da un’ulteriore serie di messaggi in codice.

I codici emessi dal Biohelp devono variare in funzione del giorno, della notte e delle fasi lunari; per essere precisi i segnali non dipendono dalla luna (come avevo detto nel precedente Congresso di Radiestesia) ma dal SOLE. Una comunicazione della NASA dello scorso aprile riguardante le rilevazioni di una sonda lanciata intorno al sole e passante in corrispondenza del suo asse di rotazione ha rilevato che la sua fascia equatoriale ruota in 27 giorni e la parte restante degli emisferi in 29,2 giorni. Il sole ruota mediamente in 28 giorni esattamente come la luna intorno alla Terra. L’uomo non essendo precedentemente a conoscenza di ciò, ha sempre imputato ai cicli lunari influenze in agricoltura, nella crescita dei capelli dopo il taglio, sugli ormoni e altro.

Prima di questa scoperta altre due constatazioni mi avevano indotto a pensare che non era la Luna ad interagire con la materia vivente:

Se l’influenza della luna fosse derivata da un fenomeno gravitazionale, i periodi delle fasi lunari calante (~17 giorni) e crescente (~11 giorni) sarebbero dovuti essere pressoché identici (~14 giorni) e inoltre non si sarebbe verificata l’anomalia che protraeva gli effetti della luna calante fino al primo quarto e della luna crescente fino a 4 giorni dopo la luna piena.

Tra il giorno e la notte erano necessarie variazioni di codice inferiori a quelle tra luna calante e luna crescente benché il campo gravitazionale del Sole sia 200 volte maggiore a quello della Luna.

In conclusione, il campo magnetico del Sole (che è rilevabile anche grossolanamente dalla Terra grazie al fenomeno delle MACCHIE SOLARI) con la sua rotazione in 28 giorni agisce sulla magnetosfera terrestre che a sua volta influenza anche il comportamento della materia vivente.

L’ing. E. Maggiore ha individuato in natura, nel ricavato della polvere di perla e di cartilagine di squalo bianco (del mare australe), delle proteine della famiglia delle citochine che ottimizzano la funzione di trasmissioni di segnali del BIOHELP.

In questi prodotti vi sono alcune proteine composte anche da aminoacidi essenziali (non sintetizzabili dall’organismo umano) che sono necessari alla costruzione delle citochine con le quali il sistema immunitario comunica con se stesso e con l’esterno in maniera più efficace .

Tali prodotti opportunamente selezionati e preparati sono commercializzati dalla Biosystem ltd.

 

Volendo riepilogare quanto sopra esposto possiamo dire :

Il BIOHELP è un sofisticato congegno elettronico in grado di trasmettere messaggi in codice che vengono recepiti ed eseguiti dal sistema immunitario. Alcuni di questi segnali elettro-magnetici stimolano la produzione d’immonuglobuline specifiche da parte dei linfociti B, inattivando i virus in circolazione, che vengono fagocitati dai macrofagi: altri informano i linfociti T-killer a ricercare le cellule infette che vengono riconosciute da proteinedi superficie espressione del virus che le ha infettate.

I linfociti T-killer, riconosciuta la cellula infetta ,sparano proteine (perforine) che a contatto con la membrana si polimerizzano come doghe di una botte , realizzando un buco dal quale esce materiale citoplasmatico; in tal modo la cellula infetta si sgonfia come un pallone bucato e muore.

L’apparecchio è un piccolo computer che tramite un collegamento seriale emette segnali differenziali in funzione delle variazioni dei cicli solari giorno/notte e delle fasi calante/crescente della nostra stella vitale. Il dispositivo alimentato da una batteria da 9 volt ha la grandezza di un pacchetto di sigarette, attraverso un cinta FLAT/ CABLE invia al corpo frequenze in codice.

La densità di potenza dell’ energia elettromagnetica emessa da BIOHELP é di due milionesimi di Watt per centimetro quadrato (cinquemila volte inferiore al limite proposto dalla commissione CEE alle esposizioni a radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti)

Il dispositivo reca il Software di base ed un programma applicativo per l’utilizzatore, è necessario osservare alcune norme d’impiego Il congegno va utilizzato alla temperatura tra –5" e + 45 ",non deve essere esposto a rigide temperature o a forti radiazioni solari, posto presso fonti di calore, sotto docce o a contatto con sostanze acide, alcaline o chimiche.

Una corretta alimentazione elettrica è di fondamentale importanza quindi si consiglia l’uso di batterie di buona qualità, la durata della batteria principale è di circa una settimana. La micro batteria interna salva la memoria centrale ed i programmi durante il ricambio della batteria principale fino a cinque giorni. Il lampeggio dei trattini sul visore indica lo stato di batteria principale carica; in ogni caso sostituire la batteria principale non oltre la settimana. BIOHELP tramite la boccola di controllo, può verificare il corretto funzionamento della cinta segnalando la continuità dell’attività dell’invio dei segnali in bassa frequenza, tramite l’accensione del led di controllo (posizionando il terminale della cinta sulla boccola di controllo).

BIOHELP eroga energia tra le ore solari 10,00 e le 18,30 e tra le ore 22,00 e le ore 6,30, nelle altre ore resta in stand by e puo’ essere allontanato dal corpo.

BIOHELP viene personalizzato per un determinato utilizzatore che ovviamente potrà darlo ad altri che ne hanno bisogno purchè ne sia preventivamente predisposto.

E’ consigliato far eseguire il previsto controllo tecnico annuale anche senza aver notato disfunzioni di servizio, nonchè a scadenza quadrimestrale, far verificare al distributore i risultati.

BIOHELP non è ancora un prodotto industriale di largo consumo e non è ancora

ufficialmente riconosciuto come strumento antivirale.

Per un ottimale impiego del BIOHELP diamo informazioni sulla funzione delle CITOCHINE  che  vengono assunte  in concomitanza al suo utilizzo.

L'apparecchio, messo  a punto  ed  aggiornato dalla BIOTRON Stiftung, è realizzato e commercializzato  dalla Biosystem ltd.

 

- Le Citochine -

Le Citochine sono un gruppo di proteine e di glicoproteine regolatrici la cui classificazione rimane alquanto confusa.

Queste molecole sono pure prodotte dall’organismo umano in piccole quantità, in certi individui lo sono in maniera insufficiente, sono comunque di difficile metabolizzazione.

Esse agiscono come mediatori chimici tra le varie cellule ed inducono il loro effetto legandosi a specifici recettori membranali.

Esse prendono parte a diversi eventi intracellulari di trasduzione del segnale.

Molte citochine agiscono sui o sono prodotte dai leucociti (globuli bianchi) che costituiscono il sistema immunitario e che sono coinvolti nella risposta infiammatoria.

Giocano un ruolo centrale nella regolazione di entrambe le funzioni e nei processi ad esse correlati, come l’emopoiesi (la produzione delle cellule del sangue a partire dalle cellule staminali presenti nel midollo osseo adulto) e la guarigione di una ferita.

Molti farmaci immunosoppressivi ed antinfiammatori agiscono regolando della produzione di citochine diverse.

Il termine "citochina"è stato introdotto per la prima volta a metà degli anni ’70. Esso viene utilizzato per indicare "fattori di crescita polipeptidici che controllano la differenziazione e la regolazione delle cellule del sistema immunitario".

Gli interferoni e le interleuchine costituiscono le maggiori famiglie di polipeptidi classificate al momento come citochine.

Altre sostanze appartenenti alla famiglia delle citochine sono: le linfochine (citochine come IL-2 e INF-g prodotte dai linfociti) e le monochine (citochine come il TNF-a, prodotto dai monciti).

Comunque, la classificazione basata sui tipi cellulari capaci di produrre tali citochine si è ben presto rivelata inappropriata, poiché molte citochine sono prodotte da diversi tipi cellulari.

La classificazione iniziale era basata sulla specifica attività biologica che presentava la citochina al momento della sua scoperta (per es. il TNF ha presentato effetti citotossici su alcune linee cellulari tumorali).

Questo meccanismo di classificazione si è dimostrato anch’esso insoddisfacente, perché è stato dimostrato successivamente che molte citochine presentano una rosa di attività biologiche.

Più recentemente l’analisi della sequenza primaria delle citochine è stata accoppiata alla determinazione della struttura secondaria e terziaria, le quali rilevano che molte citochine possono essere raggruppate in una delle 6 superfamiglie riconosciute. Una conseguenza sorprendente dei vari tipi di classificazione è che molte citochine sono note con più di un nome.

Questo ha generato una notevole confusione in questo campo.

Durante gli anni ’80, i rapidi sviluppi nei campi della Tecnologia del DNA Ricombinantee della Tecnologia degli Anticorpi Monoclonali hanno contribuito a dare grande impulso allo studio della biologia delle citochine:

    L’ingegneria genetica ha premesso la produzione di grandi quantità di diverse citochine.Queste potrebbero essere utilizzate per studi strutturali e funzionali della stessa citochina e del suo recettore.

    L’analisi dei geni della citochina ha stabilito l’esatta relazione evoluzionistica tra queste molecole.

    Le indagini sull’mRNA delle citochine e sull’mRNA dei loro recettori hanno permesso l’identificazione di fonti e bersagli cellulari di ogni citochina.

    La tecnologia dell’ibridoma ha facilitato lo sviluppo di tests immunologici capaci di determinare e quantificare le citochine.

    L’inibizione dell’attività delle citochine in vivo per somministrazione di anticorpi monoclonali (e più recentemente con gli studi di knockout dei geni) si sono potuti spiegare gli effetti fisiologici e fisio-patologici di varie citochine.

     

La famiglia delle citochine continua a crescere e spesso la decisione di includere proteine regolatrici in questa categoria non è sempre semplice. Possono essere fatte le seguenti generalizzazioni nei confronti delle citochine:

    Sono molecole regolatrici molto potenti, che inducono i loro effetti caratteristici a concentrazioni nanomolari o picomolari;

    Molte citochine sono prodotte da varietà di tipi cellulari, che possono essere leucociti o non leucociti; per es. IL-1 è prodotto da un gran numero di cellule che includono i leucociti, così come monociti, macrofagi, cellule NK, linfociti B e T, ma anche cellule muscolari lisce, cellule vascolari endoteliali, fibroblasti, astrociti, condrociti.

    Molti tipi cellulari possono produrre più di una citochina. I linfociti, per es. producono diverse IL, vari CSFs, TNF, ecc.;

    Molte citochine svolgono un ruolo di regolazione di determinati processi, oltre alla regolazione del sistema immunitario e dell’infiammazione. L’eritropoietina, per esempio, stimola la produzione dei globuli rossi dai precursori del midollo osseo.

Molte citochine presentano il fenomeno della pleiotropia, cioè possono avere effetto su vari tipi cellulari. Inoltre, l’effetto che una citochina ha su una cellula può essere uguale o diverso da quello che ha un tipo cellulare diverso.

Nonostante le citochine siano dei fattori polipeptidici regolatori, non tutti i fattori polipeptidici regolatori possono essere classificati come citochine.

Gli ormoni polipeptidici classici come: insulina, FSH, l’ormone della crescita, non sono considerati membri della famiglia delle citochine.

Le caratteristiche che distinguono questi due gruppi sono mal definite ed in alcuni casi superficiali.

Originariamente un ovvio criterio per distinguerli era che gli ormoni sono prodotti da ghiandole endocrine multicellulari, anatomicamente distinte ed hanno azione su cellule molto distanti dal sito di produzione; mentre le citochine sono prodotte dai globuli bianchi (che non costituiscono una ghiandola nel senso tradizionale del termine) e spesso agiscono in modo autocrino e paracrino.

Comunque anche le caratteristiche che sembrano distinguere bene queste due classi di composti diventano confuse. L’EPO, per es., è prodotta nel rene e nel fegato ed agisce a distanza dal luogo di produzione promuovendo la produzione di globuli rossi nel midollo osseo. Ne segue che può essere considerata un vero ormone.

 

- I recettori delle citochine -

La tecnica del DNA ricombinante ha facilitato lo studio dettagliato dei recettori per le citochine.

Sulla base della omologia della sequenza aminoacidica, i recettori sono stati classificati come appartenenti ad una delle sei superfamiglie individuate.

Ognuno dei membri di una singola superfamiglia presenta una omologia caratteristica del 20 – 50%.

Gli amminoacidi conservati normalmente si presentano in discrete bande o grappoli che solitamente corrispondono al dominio del recettore.

Molti recettori presentano domini multipli.

In alcuni casi un singolo recettore può contenere i domini caratteristici di due o più superfamiglie.

Alcuni recettori per citochine sono composti da un singolo polipeptide transmembrana (per es. il recettore per IL-8,-9,-10).

Molti contengono due o più componenti polipeptide (per es. IL-2 ha un recettore che presenta 3 catene polipeptidiche).

In alcuni casi una citochina può essere in grado di iniziare la trasduzione del segnale legando due o più recettori distinti (IL-1 ha due distinti recettori, di tipo 1 e di tipo 2, entrambi sono glicoproteine TM).

In molti casi quando un recettore è formato da più polipeptidi, uno di essi interagirà direttamente con il ligando. Il o i polipetide/i aggiuntivo/i, responsabile/i dell’inizio della trasduzione del seguale, puo darsi che siano condivisi con altri recettori.

Questo spiega la pleiotropia esibita da molte citochine.

Alcuni recettori possono iniziare direttamente la trasduzione del segnale col legame del ligando.

In molti altri casi sono coinvolti elementi aggiuntivi.

Per molti recettori gli esatti eventi intracellulari che si verificano dal legame del ligando in avanti non sono ancora stati chiariti.

 

- Le citochine come farmaci biotecnologici -


Poiché le citochine sono COORDINATORI della risposta immunitaria e dell’infiammazione, la modulazione dell’attività delle citochine può determinare una maggiore risposta dell’organismo a diverse situazioni fisiopatologiche.

La somministrazione di certe citochine può aumentare la risposta immunitaria contro un gran numero di agenti infettivi e di cellule tumorali.

Una conoscenza migliore dei principi molecolari della biologia delle citochine può darsi che metta a punto strategie nuove finalizzate alla difesa da certi agenti patogeni.

Questi patogeni sembrano sviluppare con successo un’infezione, almeno in parte, producendo specifiche proteine che si oppongono alla risposta immunitaria normale che si serve delle citochine.

Il virus del vaiolo bovino, per es., produce una proteina che si lega alla IL-1.

Allo stesso tempo, però, è possibile che molte altre patologie siano causate o esasperate dalla sovraproduzione di certe citochine nel corpo. In questi casi, allora, inibendo l’attività di alcune citochine può darsi che si ottengano terapie efficaci contro tali malattie.

Questo può essere ottenuto mediante somministrazione di Anticorpi Monoclonali prodotti contro le citochine-bersaglio, oppure per somministrazione di Forme Solubili dei Recettori per le citochine.

Alcune citochine hanno ottenuto l’approvazione per l’utilizzo medico, ma maggiore è il numero delle citochine ancora in sperimentazione clinica o addirittura in fase preclinica.

 

L’ing. E. Maggiore ha individuato in ambito naturale nel ricavato della polvere di perla e di cartilagine di squalo bianco (del mare australe ) delle proteine della famiglia delle citochine che ottimalizzano la funzione di trasmissioni di segnali del BIOHELP.

 

E’ stato osservato che queste proteine, in certi casi, aiutano le rispondenze del sistema immunitario verso molte patologie, migliorando pure la funzione di molti farmaci sintetici e naturali.